Otto studenti su cento, nelle scuole italiane, sono immigrati. In termini assoluti, 711 mila. Questo è il dato principale che emerge dal rapporto Alunni con cittadinanza non italiana 2010-2011 presentato ieri dal Ministero dell’Istruzione e dalla fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità). Nel 1996/97 gli studenti stranieri erano solo lo 0,7%: la crescita da allora è stata intensa, ma è rallentata nell’ultimo periodo. Sempre più numerosi, invece, i cosiddetti “G2”, studenti con cittadinanza straniera ma nati in Italia: il 78,3% di questi frequenta la scuola materna o elementare.
Stanno aumentando i giovani immigrati alle superiori, specialmente in quelle scuole considerate una seconda scelta dagli italiani. Se il 44% degli “autoctoni”, infatti, opta per un liceo, e solo il 19% per un professionale, tra gli stranieri avviene il contrario: il 40,4% sceglie proprio questo istituto e il 38% frequenta il tecnico. Da notare che in quel misero 18,7% di stranieri che preferiscono il liceo, il 70% è costituito da ragazze.
Da quali Paesi provengono i nuovi alunni? Principalmente dalla Romania; seguono gli albanesi e i marocchini. Gli studenti stranieri sono presenti soprattutto in Lombardia con il 24,3% sul totale, in Veneto con l’11,9% e l’Emilia-Romagna con l’11,6%. Dal rapporto emergono anche le difficoltà che i giovani stranieri incontrano nelle nostre scuole: nelle classi delle scuole medie il 49% degli alunni immigrati ha un ritardo di apprendimento, e alle superiori la cifra sale al 71,3%, a causa di un maggior tasso di bocciature rispetto ai compagni italiani.
La Francia e la Germania superano già da alcuni anni il nostro 8% con un 12% di studenti stranieri sul totale, provenienti rispettivamente soprattutto dal Marocco e dalla Cina. Il dato è fornito da una ricerca del Ministero dell’Istruzione francese e da un rapporto del Ministero Federale dell’Educazione tedesco.