Il muro di Cipro


Anche il Mediterraneo ha il suo muro: oggi solo in forma di controllo militare, ieri vera e propria staccionata che si estendeva per 180 kilometri. L’isola di Cipro, situata a sud della Turchia, è tagliata col coltello in due zone quasi omogenee, nordest e sudovest, dal 1964.

Da sei anni il muro è quasi del tutto scomparso, ma le due etnie sono comunque separate: a nordest i turco-ciprioti, a sudovest i greco-ciprioti. Le popolazioni comunicano e possono tranquillamente passare da una parte all’altra dell’isola e non si riscontrano intemperanze o scontri.

Tuttavia il problema alla base è la mancanza di volontà di integrazione, da ambo le parti. I greco- ciprioti si sono espressi chiaramente nel referendum del 2003, in cui la stragrande maggioranza ha votato no alla integrazione incondizionata con la parte nord dell’isola. La parte filo-turca è invece presidiata costantemente dai militari, che secondo stime recenti, sono ben 30.000.

«Il vero nodo cipriota è legato alla immigrazione coatta di coloni turchi, avvenuta dopo l’invasione del 1974, che portò a insediarsi sull’isola 150.000 turchi in più» spiega l’esperta dell’Istituto degli Studi di Politica Internazionale Valeria Talbot. «I coloni hanno alterato i dati demografici originari e oggi la comunità turca è la somma di coloro che vivevano sull’isola prima dell’invasione, i coloni e i militari». «Non ci sono stati studi demografici recenti e tutt’oggi è difficile stabilire se sia più numerosa la componente greca o quella turca».

«In ogni caso - prosegue la Talbot - lo “scontro” attuale è a livello negoziale. Negli ultimi anni ci sono stati più di 50 incontri tra i rappresentanti delle due parti, ma senza risolvere quelle difficoltà che non permettono l’integrazione dal 1975, da quando cioè la Repubblica Turca di Cipro Nord si è auto-dichiarata indipendente. I nodi sono l’applicazione di un’unica costituzione, la divisione dei poteri, le proprietà e, ovviamente, la presenza dei militari, che presidiano il confine garantendo l’integrità e la sicurezza della parte turca. I greci però li vedono come una minaccia».

La Talbot conclude sottolineando che da una parte c’è la volontà delle parti in causa di trovare una soluzione, ma dall’altra si riscontra una particolare attenzione da parte  dell’ Unione Europea che, considerando la Repubblica Turca di Cipro del Nord uno stato fantoccio, ha bloccato i finanziamenti alla parte settentrionale dell’isola. Un ulteriore elemento di divisione è l’Euro, adottato il 1° gennaio 2008, ma solo nella parte sud dell’isola.

  • Alessandro Socini

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