Gli istituti di pena in cifre


La tutela sanitaria dei 55 mila detenuti nei 205 penitenziari italiani dal primo ottobre è gestita dal Sitema Sanitario Nazionale e non più dal ministero della Giustizia. Tra i 50 articoli della bozza di riforma della giustizia si parla anche di “minima sicurezza” da scontare in penitenziari prefabbricati per i detenuti che hanno commesso reati meno gravi. Questo perché nelle nostre carceri mancano 17 mila posti letto e i problemi psicologici e sanitari dovuti alla convivenza impongono una riflessione sul sistema penitenziario. Nel dossier di mag | zine le storie dei “ristretti”.

• 205 istituti di pena, 15 hanno centri di diagnosi e terapia sanitaria
• 55.000 detenuti in tutta Italia, nel 1990 erano 25.753
• 43.000 posti letto disponibili nelle carceri italiane
• 15.000 gli interessati alla bozza di riforma della Giustizia per il “carcere leggero”
• 31.000 persone giudicabili con i criteri di minima sicurezza
• 2000 donne detenute
• Il 21% del totale è tossicodipendente, la stessa percentuale dei detenuti sani
• Il 15% soffre di depressione
• Più di1000 sono positivi all’Hiv ma solo il 40% dei detenuti accetta il test
• 2 sale operatorie interne alle strutture carcerarie
• A San Vittore circa l’80% delle popolazione carceraria è straniera
• Circa 90 riviste carcerarie, il 50% in tre sole regioni: Emilia, Toscana e Lombardia
• Più di 1000 ricoverati negli Opg
• 290 internati all’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto
• 290 i lavoratori negli istituti di detenzione psichiatrica in Italia
• La tubercolosi arriva soprattutto dall’Est europa
• 300 euro al giorno la spesa per ogni internato a Castiglione delle Stiviere
• 130 euro al giorno per ogni internato a Barcellona Pozzo di Gotto


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