Giacomo Segantini


Mi chiamo Giacomo Segantini, ho 28 anni e sono nato a Milano. A 13 anni, quando frequentavo le medie, la mia famiglia si è trasferita a Roma per lavoro, dando alla mia vita il primo di una serie di “scossoni” che tanto hanno influito sul mio carattere, e costringendomi a ricostruire da zero tutta una serie di rapporti e di amicizie. Dopo essere rimasti nella capitale per poco più di 3 anni, ecco che di colpo siamo costretti a ritrasferirci a Milano: i vecchi amici d’infanzia sono spariti, e io di nuovo punto e a capo, un po’ straniero nella mia città di origine.

Terminato il liceo classico, dopo essermi faticosamente costruito una nuova rete di relazioni, ho deciso a quel punto di mettere a frutto quella che era emersa come la mia qualità migliore, la flessibilità, iscrivendomi a un corso di laurea che per definizione tratta argomenti diversi, e cioè Scienze politiche.

Conseguita la laurea triennale e cominciata quella specialistica in Relazioni internazionali, sono entrato come stagista in una multinazionale produttrice di software per inseguire una delle mie passioni più grandi: quella per la tecnologia. Dovevo rimanere solo 3 mesi, quel tanto che bastava per ottenere un timbro sul libretto universitario, ma ho finito per rimanerci 4 anni, mentre terminavo la specialistica, passando attraverso tutte le forme possibili di precariato che il mondo del lavoro abbia da offrire (tempo determinato, somministrazione, staff-leasing, e così via).

A quel punto, complice una lunga esperienza come blogger, un lavoro costante di gestione di contenuti per la stampa, ma soprattutto un interesse per l’attualità cresciuto esponenzialmente anno dopo anno, mi sono reso conto che l’unico lavoro che avrebbe potuto appagare pienamente la costante voglia di novità, senza costringermi a ulteriori cambi di rotta troppo radicali, era quello del giornalista. Per questo motivo, ho deciso di iscrivermi al master in giornalismo: affrontare tematiche diverse ogni giorno, entrare in profondità e carpirne l’essenza, scrivere storie che possano risultare interessanti, e, infine, passare ad un nuovo argomento. «Cotto e mangiato», come dicono i giornalisti.

 


Intervista - Livio Senigalliesi, fotogiornalista, ha iniziato la sua caccia alla storia nelle strade di Milano. Con la sua reflex ha documentato alcuni degli eventi storici più importanti degli ultimi 20 anni

di: Panzeri

I dati migrano a Nord

I grandi dell'It portano
i server al freddo

di: Schiesari

Anarchia verde

Per John Zerzan il futuro
sarà primitivo

di: Colamartino

Chi siamo - La scuola di giornalismo si presenta attraverso i suoi protagonisti: docenti, tutor, studenti e alcuni dei professionisti che sono passati di qui.