Mi chiamo Francesca Sironi e sono nata in un afoso agosto del 1987. Sono cresciuta in un paesino brianzolo passando i miei pomeriggi sugli alberi tra le pagine dei libri. A 13 anni ho letto La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell e ho iniziato ad impegnarmi nella cronaca di famiglia. Attraversando Dostoijevskij, Flaubert e Calvino, sono approdata a Milano alla facoltà di Lettere classiche della Statale.
Durante l’università, ho preso parte attiva a realtà autogestite della città, impegnandomi con passione in iniziative di ricerca e informazione sui temi della vita studentesca e metropolitana dei giovani, sui diritti umani e sulla cooperazione internazionale. Nel 2007 ho realizzato un progetto per la ong International Peace Observatory, che mi ha portata in Colombia per tre mesi con altri mediattivisti italiani. Nella giungla, come scudo umano, e nella periferia di Bogotà, come giovane insegnante, leggevo soprattutto due libri: Guerre Politiche di Goffredo Parise e una raccolta di poesie di Eugenio Montale. Da quel momento, l’interesse per la geopolitica, la cronaca, l’inchiesta è diventato da diletto un’urgenza, motore instancabile di svariate iniziative cui ho preso parte.
Con il 2008 è arrivato l’altro grande amore della mia vita: le nuove tecnologie. Ho fondato una crew con mio fratello e oggi passo con entusiasmo le mie serate fra cms, html e database per progetti di amici e non solo. Mi sono laureata nel 2010 con 110 e lode, mentre lavoravo nella casa editrice in cui sono nata (BE-MA Editrice), scrivendo articoli tecnici e occupandomi di web strategies. Poi, la chance di fare della mia arte mestiere, e diventare giornalista: il master in giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. Parlo perfettamente francese, bene inglese, mi impegno ogni anno a viaggiare, mi muovo soprattutto in bici e comunque fra tutti i sistemi operativi.