Ventitreenne mantovana, sono originaria di un paesino di campagna poco distante da dove nacque Virgilio. Insopportabile scricciolo amante dei “perché”, ricevo continuamente in regalo libri da mamma che spera di zittirmi per un po’. È a 8 anni che proprio lei mi porta a un evento di Festivaletteratura per bambini con giornalisti del New York Times. All’uscita, armata di matita bianca e taccuino, dichiaro: «Da grande non voglio più fare la ballerina, ma l’inviata». I miei genitori non mi prendono sul serio, all’inizio. Ma dopo il liceo linguistico, la laurea triennale in Esperto linguistico d’impresa in Cattolica e uno stage nella redazione attualità di Vogue Italia, si sono ricreduti.