Il fotogiornalista è un professionista in via d’estinzione? «Con la crisi i quotidiani di mezzo mondo hanno tagliato le spese per le immagini - spiega Leonardo Brogioni, fotoreporter fondatore dell'associazione culturale Polifemo -, ma in genere la proposta di un servizio valido viene accolta dalle testate. È cambiato il modo di lavorare. I fotogiornalisti bravi hanno messo in crisi le agenzie e si sono guadagnati collaborazioni prestigiose. C’è più spazio per i freelance, e lo vediamo anche in tv. Molte emittenti, ormai, utilizzano nei telegiornali anche immagini amatoriali».
Non basta, quindi, poter scaricare fotografie gratis da internet. Così come il lavoro dei fotoamatori non può sostituire la ricerca degli scatti di un fotogiornalista. «Una mano esperta emerge soprattutto nel lavoro di approfondimento - prosegue Brogioni -. A noi, però, sono richieste nuove competenze: più operatori dell’informazione e meno come artisti».
Parlando delle nuove tecniche del fotogiornalismo, cosa è il progetto Mediastorm?
Una grande idea di Brian Storm, innanzitutto. Mediastorm racchiude lavori fotogiornalistici multimediali di altissima qualità, frutto del lavoro di fotografi di staff che nelle testate italiane non si trovano. Sono professionisti che lavorano in esclusiva producendo ampi reportage di due tipi: slide show e audiovisivi.
Come sono strutturati?
Lo slideshow è una carrellata di foto accompagnate da didascalie. L’audiovisivo è una carrellata di immagini coperte con suoni, rumori di fondo o interviste. Sono prodotti che nascono dalla perfetta sinergia tra fotografi, web designer, montatori e tecnici audio. Purtroppo la forbice tra Usa e Italia è ancora troppo ampia. Negli Stati Uniti le gallery sono appositamente studiate, da noi non ci sono testate online disposte a pagare un servizio fotografico quanto realmente vale.
Tra le pagine di Mediastorm, su quali conviene soffermarsi?
Mi preme sottolineare il seminario online di Brian Storm sull'uso di FinalCut per il montaggio di fotografie e audio. Ma su Mediastorm si possono trovare diversi materiali utili alla crescita professionale di un fotogiornalista. E non solo: credo che chiunque si accinga a questa professione, debba fare un giro sulle pagine di questo sito.
La fotografia può fare a meno della didascalia?
No, perché il testo fornisce le informazioni aggiuntive che non emergono dall’immagine. È un aspetto fondamentale del giornalismo che spesso anche i professionisti trascurano.
Etica e deontologia nel fotogiornalismo. Cosa fa un fotoreporter in una situazione drammatica?
Rispetta gli stessi principi a cui sono chiamati a rispondere tutti gli operatori dell’informazione. Ma quando si è partecipi di una scena privata e altamente emotiva, si è accettati più facilmente perché un fotogiornalista è visto come un messaggero.