Festival dell'Africa, giro del mondo in una settimana


Non avrebbe potuto scegliere  inaugurazione migliore, la 20esima edizione del festival del cinema africano, d’Asia e d’America Latina che si aprirà con la proiezione in anteprima di “Precious”, film del regista Lee Daniels vincitore di 2 Premi Oscar. Mostre, eventi culturali ed expo fotografiche dal 15 e sino al 21 marzo animeranno la settimana ispirata alle culture dei tre continenti. Ma anche film, tanti, da tutto il mondo.

Lungometraggi, documentari, miglior film africano e cortometraggi africani: saranno quattro le categorie di film in anteprima nazionale o europea in concorso. Pellicole del calibro di Dowaha di Raja Amari, Helipolis di Ahmad Abdalla o La raison de l’autre di Foued Mansour che si contenderanno i premi. Riconoscimenti che verranno assegnati dalla Giuria ufficiale, di cui faranno parte, tra gli altri, anche l’editrice Inge Feltrinelli, il critico cinematografico Maurizio Porro e la giornalista di RaiNews24 Elisa Marincola. Alle sezioni in gara se ne aggiungeranno altre, speciali, dedicate ai film fuori concorso (tra cui Cuccarazza di Les Lascars o From Somewhere to Nowhere di Villi Hermann) a proiezioni extra o alle anteprime nazionali di Forget Africa. Ma anche una sezione tematica dedicata al calcio africano, un omaggio alla regista Adama Drabo, una dedicata ai sei film più belli del ventennale e una al razzismo. Molte proiezioni, inoltre, saranno commentate in presa diretta dai registi dei film in concorso ma anche da esperti quali lo scrittore Pap Khouma, il critico cinematografico tunisino Tahar Chikhaoui o il regista di Une vie toute neuve Ounie Lecomte.

Un’intera area, gratuita, sarà dedicata ad appuntamenti tematici particolari: il martedì si comincerà con un laboratorio d’arte popolare ispirato ai mandala d’India oltre alla coinvolgente diski dance, la danza dei prossimi mondiali sudafricani che i maestri offerti dal Consolato Generale del Sudafrica proveranno a insegnare a tutti i visitatori. Atmosfere tribali per la serata, che sarà invece animata da un dj-set di musica africana. E, attraversando l’Oceano Atlantico, mercoledì il festival approderà in Argentina, cui sarà dedicato un particolarissimo happy hour. Ci si sposterà poi idealmente in Guinea per l’incontro con il Premio delle Nazioni Unite Saran Daraba Kaba, prima di arrivare ad Haiti dove Raoul Peck, regista di Moloch Tropical, in chiave fortemente shakespeariana esaminerà il rapporto tra potere e corruzione nel paese.

All’ostentazione cinematografica di Bolliwood saranno dedicate, giovedì, le lezioni performance ispirate alla cultura cinematografica indiana, cui seguirà un aperitivo completamente dedicato alle vivande di New Delhi. Venerdì sarà la volta della degustazione di cibi di strada offerti dal Naga mentre il sabato spazio alle ricette scorrette ispirate alla cucina italiana e proposte dallo scrittore Andrea Perin oltre a una particolarissima colazione con i viaggiatori italiani che parteciparono alla Marcia Mondiale per la Pace. La vera chicca culinaria sarà però l’ora del tè: ogni giorno infatti si potrà partecipare alla degustazione di miscele aromatiche a base di teina ai gusti di menta, limone o cardanomo. E nell’ottica dell’integrazione del Festival con la città che lo ospita da vent anni, la domenica mattina sarà la volta di una tradizione da diversi anni molto diffusa nel capoluogo meneghino: il brunch.

E come non parlare di Mondiali? Per la gioia dei calciofili saranno due gli appuntamenti sportivi dedicati al Sudafrica: la mostra fotografica “Africa nel Pallone” che raccoglierà le visioni di alcuni fotografi italiani per raccontare il calcio. E ciò non solo attraverso la prospettiva del divertimento ma anche attraverso la sua capacità di rendere ai sudafricani che ospiteranno i Mondiali, la possibilità di immaginare il proprio futuro sotto una prospettiva diversa.

E un omaggio ai Mondiali verrà anche dalla tavola rotonda organizzata per venerdì prossimo allo Spazio Oberdan e che parlerà di calcio africano attraverso le voci di alcuni protagonisti. Tra questi Anthony Suze, ex leader della Makana Football Association e protagonista del film More than just a Game, il giornalista della Gazzetta dello Sport Filippo Maria Ricci, il produttore di Streetball Michael Smith, la giornalista di Afronline Emanuela Citterio e il giornalista di Radio popolare Claudio Agostoni.

Poi bookcrossing e film crossing, atelier e installazioni di moda etica, laboratori di favole dedicati ai più piccoli oltre a una speciale sezione, in collaborazione con l’International Film Festival di Rotterdam, chiamata “Forget Africa”e costituita da film girati nel continente da registi asiatici e occidentali in collaborazione con registi locali. Visitare un paese e girare, questa l’unica fonte di ispirazione di registi del calibro del malese Tan Chui Mui o dell’indoamericana Pia Sawhney.
Dall’Auditorium San Fedele allo Spazio Oberdan, dal cinema Gnomo al Rosetum e sino al Centre culturel francais de Milan e alle librerie Feltrinelli, il Festival impreziosirà la città di suoni, colori e visioni etniche d’oltreoceano. Un’occasione imperdibile per intraprendere un giro del mondo in una settimana, non muovendosi da Milano. 

  • Giuditta Avellina


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