Sono Fabrizio Aurilia, ho ventisei anni e sono nato a Roma. Nel 1990 mi sono trasferito a Milano, cambiando casa e clima. Considerata la mia scarsissima dimestichezza con i numeri mi sono iscritto al Liceo Classico Beccaria, istituto storico di Milano. Ho valorizzato la mia propensione per le lettere, scrivendo temi di attualità e partecipando ai dibattiti a scuola. Ho tentato la carriera politica come rappresentante di classe, non facendo però presa sull’elettorato e capendo così di voler stare dall’altra parte, di voler guardare e raccontare. Nel 2002 ho scelto la facoltà di Lettere della Statale di Milano: mi hanno appassionano i corsi incentrati su critica e la teoria della letteratura. Due docenti hanno segnato il mio percorso: Michele Mari, alto letterato, scrittore finissimo, e Giovanni Turchetta, docente di Letteratura e cultura nell’Italia contemporanea e critico letterario, con cui ho realizzato una tesi su L’affaire Moro di Leonardo Sciascia, l’ultimo immenso libero intellettuale italiano.
Nel 2007 sono stato assunto in un service editoriale: dopo gli anni al giornale universitario Vulcano, è stata la prima esperienza retribuita nel giornalismo. Mi sono occupato dell’agenda degli eventi per il quotidiano E Polis e il mensile Automobile; ho realizzato pezzi di costume, attualità, tecnologia, sport e viaggi per ViviMilano, DNews, Panorama Travel. Successivamente ho collaborato con due magazine online. Il lavoro a cui tengo di più è un’ampia intervista al critico e storico dell’editoria Gian Carlo Ferretti: due incontri nella sua casa di Milano, sei ore di immersione nella storia letteraria del nostro Paese. Dopo un’esperienza newyorkese di tre mesi, utile per acquisire dimestichezza con la lingua inglese, nel 2009 mi sono iscritto al Master di giornalismo dell’università Cattolica. Il mio obiettivo è affermarmi nel campo del giornalismo politico e culturale.