Debutta stasera al teatro Manzoni Est Ovest, il nuovo spettacolo di Cristina Comencini. Una commedia sociale che accosta due mondi apparentemente contrapposti. Tra le pareti di un salotto, carcassa di una ricchezza passata, Est e Ovest, personificati dalla badante ucraina Oxana (l’attrice Merita Xhani) e dall’ottantenne Letizia (la grande Rossella Falk), si confrontano, si raccontano, si fanno compagnia trovandosi curiosamente accomunati dalla stessa sorte.
La festa per gli ottant’anni di Letizia è l’occasione per riunire la famiglia. Ci sono tre generazioni. Quella della festeggiata e del fratello Armando (interpretato da Luciano Virgilio), la generazione complicata e fragile dei figli quarantenni, costretti a confrontarsi con un passato dove tutto era facile e grande, e infine quella dei nipoti, ragazzi misteriosi e taciturni che risentono e vivono il tramonto dell’Occidente. Su tutto grava la misteriosa assenza della nipote preferita, di cui nessuno ha il coraggio di parlare.
Nonostante la numerosa famiglia, è Oxana, la badante ucraina, ad assistere Letizia. La solitudine delle due donne nella scena finale nasconde un destino comune: la ragazza dell’Est ha dovuto abbandonare i suoi figli per venire in Italia a cercare denaro, mentre proprio la ricchezza e il benessere hanno dissestato la famiglia di Letizia. «Lo spettacolo - racconta Cristina Comencini - è nato da un incontro con Rossella Falk nei camerini del teatro Valle ai tempi di Due Partite, la mia prima opera da regista in campo teatrale. Rossella era venuta in camerino a farci i complimenti e così pensai di scrivere un testo su misura per lei. Gli altri personaggi sono cresciuti intorno alla sua figura».
Dopo Bianco e Nero, commedia del 2007 per il grande schermo, Cristina Comencini torna ad affrontare il tema dell’integrazione e della diversità. «L’incontro con lo straniero, in questo caso con una ragazza dell’Est, porta inevitabilmente a ragionare su noi stessi - spiega la regista -. Quando a confrontarsi sono due esseri umani, nella loro vita quotidiana, emergono più similitudini che differenze. L’intimità stravolge i luoghi comuni e fa superare la diversità. È proprio quello che voglio mostrare nella commedia».
Non solo Est e Ovest, ma anche passato e presente, in un rapporto dialettico che intende andare oltre la classica retrospettiva nostalgica sui tempi andati. «Io odio l’atteggiamento nostalgico - conclude Cristina Comencini -. Pensare che il passato sia sempre migliore è una forma di egocentrismo adulto. L’Italia soffre di questa malattia». Lo spettacolo, coprodotto dall’associazione culturale Artisti riuniti e da Antheia, ha debuttato a Roma il 13 ottobre e rimarrà al teatro Manzoni fino al 29 novembre, per poi proseguire la tournée a Verona e Treviso. Nei primi giorni di dicembre verrà realizzata una ripresa integrale per la televisione grazie alla collaborazione di Rai Cinema.