Eroi anche nella crisi


Non è né una novità, né una notizia: il mondo dell’editoria è in crisi. E di conseguenza anche la magica nicchia dei fumetti. Ma in che misura la crisi ha colpito il mondo degli eroi e dei beniamini su carta degli ultimi 50 anni? «La crisi del fumetto c’è, senza dubbio» sentenzia Mario Gomboli, direttore responsabile di Diabolik. «Nell’ultimo anno, il calo delle vendite di fumetti in edicola – spiega - è stata del 15 per cento. In fumetteria il mercato è rimasto stabile, mentre in libreria si è addirittura riscontrata una ripresa». «Ciò che sta andando bene sia in libreria sia in edicola – prosegue Gomboli - sono le riedizioni, siano esse della Oscar Miti, o in allegato ai giornali. Per esempio, noi abbiamo venduto oltre 1 milione di copie con La Gazzetta dello Sport quando ha riproposto i primi 100 numeri della saga in 50 uscite settimanali».

In generale le ultime operazioni come 100 anni di fumetto o I maestri del fumetto non sono andate benissimo. Il direttore del fumetto di Astorina, editrice di Diabolik, imputa la causa al fatto che le antologie hanno meno appeal delle collane monografiche. Un’ulteriore conferma viene dai positivi dati di vendita di Alan Ford, allegato di Panorama e Sorrisi e Canzoni Tv.

La crisi sembra essere stata clemente con Diabolik, che vanta 4 milioni di copie vendute all’anno (di cui la metà attraverso iniziative speciali): «L’andamento delle vendite è sinusoidale, con picchi in estate e a Natale. Ma nel complesso i dati sono confortanti – spiega Gomboli - perché il calo delle vendite è del 5 per cento».

«La crisi mondiale non ha influito particolarmente sui nostri album» gli fa eco Mauro Marcheselli, direttore editoriale di Sergio Bonelli Editore, che pubblica, tra gli altri, gli album di Tex, Dylan Dog e Martin Mystère. «Da 15 anni assistiamo a un’erosione fisiologica, data dalla concorrenza dei supporti tecnologici che occupano il tempo libero dei ragazzi: prima i Game Boy, poi le console, adesso i videogiochi on-line e i social network». Marcheselli fissa al 5% il calo delle vendite totale degli albi della casa editrice nell’ultimo anno. Il calo limitato è dovuto alla forte affezione dei lettori e al prezzo contenuto delle pubblicazioni.  «Il fumetto – sostiene Marcheselli - sembrerebbe un modello superato. E rilanciarlo è difficile. Il boom degli anni ’80 e ’90 è passato e oggi si riscontra una certa difficoltà a leggere, e non solo i fumetti».

In ogni caso, la Sergio Bonelli col suo albo di punta, Tex, vende 220mila copie al mese. Segue Dylan Dog con oltre 150 mila, poi Nathan Never con qualche centinaio di copie in meno e via via tutti gli altri.

Le prospettive per il futuro non sono rosee, secondo Marcheselli: «Siamo pronti a rivedere i nostri numeri, per non andare in passivo. Non abbiamo intenzione comunque di spostarci dall’edicola: al massimo cediamo i diritti di collane famose agli Oscar Mondadori, che li propongono in libreria, dove le vendite di fumetti vanno bene».
Ma su un rilancio del sistema fumetto, il direttore editoriale è assolutamente pessimista, «anche se – chiosa - le edicole potrebbero darci una mano». Su questo concorda pienamente anche Gomboli, che suggerisce una ristrutturazione dei chioschi: «L’edicola di oggi è uno strumento che complica la vita del fumetto: consegna e diffusione andrebbero completamente ristrutturate».

Camilla Vaturi, titolare della fumetteria Borsa del fumetto, una delle più famose di Milano, dà un’idea più chiara del mercato: «A farla da padroni qui sono i fumetti giapponesi (soprattutto i manga), quelli Marvel e Dc». Il fumetto Disney? «Non va più». Quello italiano? «Neanche. Adesso vive solo di autori emergenti». Il filone cinematografico supereroistico ha avuto effetti positivi? «Assolutamente sì».

E infatti, saranno molti gli eroi che da qui a due anni avranno un alter ego in celluloide: in autunno sbarcherà al cinema Dylan Dog, con una produzione americana, senza però Groucho. Diabolik è in lista d’attesa per un lungometraggio, mentre si sta girando una serie televisiva di produzione italo-francese che andrà in onda tra la fine del 2011 e la primavera del 2012.
 

  • Alessandro Socini


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