Sedici foto, un video, un anno, per raccontare una coppia colpita dalla più nostalgica delle malattie: l’Alzheimer. Cogliendo i particolari, sofferenti o felici, della vita di Maria e Giovanni, Adele Giorgia Sarno racconta l’inizio dell’oblio. Un reportage che ha vinto il premio Gianni Tabò 2011
“Tutte le volte che ascolta Maria, Giuliano ha negli occhi la speranza che lei stia raccontando qualcosa che sia davvero accaduto. Ma resta sempre deluso. L’Alzheimer ha portato via i ricordi di sua moglie: i figli, il marito, i momenti più teneri che hanno condiviso. La malattia ha cancellato i 50 anni di vita che hanno passato insieme in un piccolo appartamentino della Tuscolana, a Roma”.
Così inizia la storia di Giuliano e Maria, una coppia colpita dall’Alzheimer che la giovane fotografa Adele Giorgia Sarno ha seguito per un anno. Maria da giovane “era la più bella della Tuscolana”, una donna amata, vivace, che non ha perso la sua verve. Con Maria e suo marito, Adele Giorgia ha cercato di raccontare il dramma e la poesia di quando, anziani, ci si trova a tornare bambini. Sono scatti sfuggenti, silenziosi, che non osano colpire di petto ciò che può essere letto solo con l’esperienza. Con l’affrontare tutti i giorni una memoria scomparsa per sempre.
La demenza senile degenerativa nota come morbo di Alzheimer colpisce in Italia il 5% delle persone con più di 60 anni: sono circa cinquecentomila ammalati. Tutto comincia con lievi problemi di memoria, dimenticanze, assenze. Man mano che la malattia si aggrava le persone iniziano a perdersi nei luoghi più familiari, a confondersi sul tempo, non riconoscere i cari, per poi dimenticarsi anche di sé.
Nelle sue foto, Adele Giorgia racconta i particolari di un universo costruito intorno alla persona, un mondo che resite fuori ma dentro è scomparso. I ricordi sono le foto, le parole del marito, le pareti di casa. Un appartamento che comunica la fatica di viverci ogni giorno: “La casa invece continua a conservare la memoria di quegli anni. Ogni oggetto ha un significato unico, ci sono le candeline degli 80 anni di Giuliano, gli album di quando Douglas ed Edward erano bambini, le mille lire che usava Maria quando ancora riusciva a fare la spesa. I volti della loro famiglia popolano le pareti delle tre stanze in cui abitano, ma lei non si riconosce in quei ritratti e in quelle fotografie. Cammina silenziosa e inconsapevole in un arcipelago di emozioni”.
Di fianco a una persona colpita d’Alzheimer, le difese cadono, i consigli servono a poco o a nulla. Ogni giorno si ricomincia da capo, si torna al punto di partenza. “Lui [Giovanni] oggi è solo con il peso dell’assistenza, delle cure, della paura e dell’angoscia. E la ama ancora. Lei continua a essere molto bella, anche a 70 anni. Non soffre, e sa ancora ridere, piangere e amare. E vive una vita nuova, fatta di ricordi che durano solo lo spazio di qualche istante. Ogni tanto mi sembra di riascoltare le parole che mi ha rivolto in un pomeriggio invernale, e mi piace pensare che lei abbia solo imparato a ‘levà il cervello… Che poi è una cosa bellissima’”.
Il reportage di Adele Giorgia, "Eri 'a più bbella de la Tuscolana", ha vinto quest’anno il premio Gianni Tabò, dedicato alla memoria del fotografo organizzatore di FotoLeggendo. Così i giudici hanno motivato la loro decisione: “Un racconto sul dolore e la malattia che raggiunge il cuore e la mente di chi legge senza ricorrere alla crudezza della realtà del referente, esplicitato attraverso la delicatezza della litote poetica e immagini di particolari che esprimono e sottendono il valore del tutto”. Adele Giorgia Sarno è nata a Napoli nel 1979. È giornalista professionista dal 2008. Sia da giornalista che da fotografa ha rivolto il suo interesse ai temi che riguardano la salute.