Per Enrico Deaglio, i termini informazione e controinformazione hanno sempre coinciso, così come la voglia di contrastare i “poteri forti” e quella di raccontare “l’anomalia italiana”. Fin dal 1974 quando, laureato in medicina, iniziò l’attività giornalistica a Roma nella redazione di Lotta Continua, il giornale dell’omonima formazione extraparlamentare di orientamento operaio-rivoluzionario, di cui diventò direttore dal ’77 all’ 82.
In televisione, tra gli anni ’80 e ’90, condusse alcuni importanti programmi di inchiesta giornalistica sulle reti pubbliche: Mixer, Milano – Italia, L’elmo di Scipio, Ragazzi del ’99. Dopo la breve esperienza come direttore del quotidiano Reporter, nel 1996 Deaglio fondò il settimanale Diario, che diresse fino al 2008. Con Diario realizzò e pubblicò anche quattro documentari: il più importante è senza dubbio Uccidete la democrazia!, che mirava a smascherare presunti brogli elettorali avvenuti durante le elezioni politiche del 2006.
Quotidiani, libri, documentari, inchieste televisive: cambia il medium, ma la forza delle inchieste di Deaglio rimane immutata, e questo ha fatto di lui uno dei principali protagonisti nella storia della controinformazione italiana. Un’attività, quella di controinformare, che sottende una vera e propria passione per la ricerca e lo svelamento della verità, anche e soprattutto se questa risulta scomoda ai più.