Molto emozionato era anche Paolo Vergnani, psicologo, docente universitario e formatore, noto per aver fatto conoscere il Teatro d’Impresa in Italia; Vergnani ha detto di essere entrato in contatto con la propria parte handicappata grazie alle testimonianze ascoltate: «Ognuno di noi qualche volta manca delle abilità dimostrate oggi da Oscar e dagli altri ospiti: tenacia, forza di volontà e orientamento al risultato». «Non è poi così difficile capire perché – continua Vergnani - : cambiare costa sempre fatica, adagiarsi è sicuramente più comodo. Inoltre non dobbiamo dimenticare che siamo tutti figli della moderna cultura del non sbaglio. La società attuale non perdona chi commette un errore e il modo più sicuro per non sbagliare è non fare niente». Quello di rassegnarsi e di crogiolarsi nell’autocommiserazione è un rischio che i disabili corrono più degli altri. Il metodo migliore per aiutarli è non concedere loro trattamenti di favore, ma trattarli esattamente come gli altri, soprattutto sul posto di lavoro, perché non si sentano diversi.
Su questi concetti si è soffermata Mariella Bruno, che in Vedior si occupa dell’inserimento professionale delle persone con disabilità: «Io e la mia squadra lavoriamo con grinta e determinazione per convincere le aziende del fatto che nella maggior parte dei casi il disabile che noi proponiamo non è una persona a cui stanno facendo un favore, ma la persona più adatta per il particolare incarico che hanno in mente. Tramite il dialogo siamo riusciti a far passare l’idea che non è necessario fare sconti, perché l’handicap non è una giustificazione per lavorare male o meno degli altri, ma una parte della vita».
Proprio tramite l’ufficio di Mariella Bruno è stato assunto nel reparto progettazione e sviluppo di Magneti Marelli Powertrain l’ingegner Gianfranco Lorito, costretto sulla sedia a rotelle per un incidente stradale da quando aveva 20 anni. «Gianfranco non può camminare, ma ha lucidità, entusiasmo, competenza e passione per i motori. Abbiamo fatto un’ottima scelta decidendo di impiegarlo in mansioni tecniche ad alto valore aggiunto», ha sostenuto con convinzione Stefano Ferrari, responsabile del personale e dell’organizzazione italiana di Magneti Marelli. Oscar Pistorius ha ascoltato con estrema attenzione tutte le testimonianze delle persone che si sono alternate sul palco e, alla fine della giornata, è tornato protagonista. Quando l’incontro sembrava ormai giunto al termine, infatti, Claudio Arrigoni, cronista sportivo del Corriere della Sera, ha fatto una sorpresa all’atleta sudafricano presentandogli una persona speciale: Alice. Questa ragazza aveva scritto a Pistorius tempo fa tramite la Gazzetta dello Sport, ringraziandolo perché il suo esempio le dava la forza di affrontare i propri problemi di salute. Oscar le aveva risposto con un video commovente. Ora ha avuto modo di abbracciarla. Finale perfetto di un pomeriggio perfetto, fino alla provocazione di Paolo Vergnani: «Oscar, e se non riuscissi a qualificarti per le Olimpiadi?». Il campione non si è rabbuiato: «Non importerebbe», ha detto. Perché oggi ha già vinto...