Il mio nome è Cosimo Lanzo, ho 25 anni e vengo da Fragagnano, un piccolo paese della provincia di Taranto. Mi affaccio a questa professione sin da piccolo con la passione di chi guarda tutti i tg. Capisco tardi però che quella era “la” passione e dopo due anni di economia e finanza mollo tutto (anche un pezzo di dignità) e mi rimetto in gioco iscrivendomi al corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Prima della laurea ho avuto diversi approcci a questa professione.
Ho iniziato a scrivere di cronaca politica seguendo i consigli comunali del mio piccolo paese su un quindicinale e macino interviste e articoli con la presunzione di fare il cronista a tutto tondo. Scrivo per un giornale universitario di ambiente, mi occupo di comunicazione politica facendo il portavoce/ufficio stampa del Comune di Fragagnano per circa un anno e infine svolgo uno stage “illuminante” presso il Corriere del Giorno, il più venduto quotidiano di Taranto. In quel periodo mi accorgo che la professione del giornalista è una vera e propria missione e che non tutti vogliono o sanno (per dare il beneficio del dubbio) esaurirla nel migliore dei modi. Allora decido che l’inchiesta, video o stampa che sia, è quello per cui non dormirei o non mangerei (non a livello di Pannella!) pur di portarla a termine. Non importa (o quasi) quale campo potrei trattare (economia, politica, giudiziaria), ma so solo che la verità della notizia è il mio orizzonte deontologico.
Il giornalismo non è tutto, perché amo praticare diversi sport e amo viaggiare come forma mentis. Mi dedico molto a letture storiche e cerco sempre di ampliare le mie conoscenze in tutti i campi. Ho la passione per la politica, perché ho militato per più di quattro anni, e grazie ad essa ho capito che non esiste la figura del giornalista-militante: esiste solo il giornalista libero e capace di dar voce ai suoi lettori o spettatori senza influenzarli, e come disse Montanelli nel suo primo editoriale, «per agire soltanto con la propria testa e servire la pubblica opinione».