Cos’è il Web 2.0. Quanti di noi lo sanno veramente? Tutti ne parlano, tutti si promuovono 2.0, eppure sul significato autentico della definizione si scivola facilmente. Abbiamo scelto allora di proporvi la spiegazione di una voce autorevole del mondo della new technologies: Tim o’Reilly. Proprio a lui viene affidata “l’invenzione” del termine, nato in occasione di una conferenza dal titolo “Web 2.0” organizzata da O’Reilly nel 2004.
Tim O’Reilly, classe 1954, laureato in Classics, è un editore statunitense di libri specializzati. La O’Reilly Media definisce il suo lavoro “changing the world by spreading the knowledge of innovators”. Dai libri tecnici su linguaggi, codici e protocolli, a quelli divulgativi di marketing e di strategie, la O’Reilly Media è una voce inconfondibile nel campo confuso e in continua innovazione dei new media. Oltre ai libri, sul sito sono presenti moltissime risorse e editors pronti a rispondere alle domande, mentre il core business della O’Reilly Media sono conferenze, corsi e tutorial.
In un post di 7 pagine, O’Reilly cerca di definire le chiavi di interpretazione del passaggio dal Web 1.0 al 2.0, come evoluzione di un mondo complesso (di pagine web, software e protocolli), che sposta il proprio asse dal “publishing” al “partecipating”. È importante calare le rivoluzioni nel contesto storico in cui sono avvenute: così, per ridare vigore a una definizione che rischia di essere abusata e di perdersi nei dirottamenti del marketing, può essere utile ricordare come dove e perché si è inventata la definizione di “Web 2.0”. Lo potete scoprire solo leggendo questo post, che anche se datata al 2005 è continuamente attuale (e d’altronde aggiornato):