Milano chiama, Seoul risponde. E da questa collaborazione nasce Vitality Korea Young Design. L’esposizione avrà sede, da oggi al 18 febbraio, all’interno del Triennale Design Museum e metterà in mostra i punti di contatto tra il design orientale e quello italiano. Due Paesi che sembrano molto lontani ma che coltivano un’idea simile nella reinterpretazione delle manifatture.
Qui non è assurdo imbattersi in una lampada che si fa tavolino; in abiti da donna che si “rivestono” di colletti e polsini da uomo; non manca un’opera interattiva; e ancora dodici miniclip riprendono scene di vita quotidiana, che portano il visitatore al cuore del vivere coreano. Il tutto è stato pensato e realizzato da dodici giovani designer dell’Oriental Culture & Design Center di Seoul, diretto da Kyung Ran Choi, curatrice della mostra. «Abbiamo cercato di condensare in queste sale i migliori interpreti del design coreano in tutte le sue sfumature – spiega Choi –. I nostri artisti riescono a comunicare con l’emozione globale, senza perdere l’identità orientale. Quello coreano è un design intenso e vitale, che infrange le barriere tra Occidente e Oriente grazie alla sua umanità».
Vitality è il secondo viaggio nel design del lontano Oriente. La Triennale ci ha già provato con la mostra China New Design, una panoramica del Far Est per ricercare nuove tendenze: «La dialettica fra locale e globale si fa più fitta, intensa, spregiudicata, e quindi di grande interesse sia culturale che produttivo e commerciale – afferma Silvana Annicchiarico, direttrice del Triennale Design Museum –. Per questo abbiamo deciso di aprire il nostro raggio d’indagine su mondi meno conosciuti come la Cina e la Corea del Sud. Proseguire sulla strada del confronto permette a noi di restare giovani e vivi; ai nostri partner stranieri di considerare la Triennale un luogo aperto di dibattito e confronto».