Come si sconfigge il narcotraffico


Il traffico di droghe è un fenomeno in grande espansione, anche in Italia. Lo dicono i titoli delle prime pagine dei giornali nell'ultimo mese: «Traffico di droga ad Arezzo» (9 ottobre), «Scoperto un chilo di cocaina a Cosenza» (15 ottobre), «Nuovo traffico di droga a Roma tra vip e personaggi dello spettacolo» (4 novembre), «Scoperto traffico di droga tra l’Abruzzo e la Campania» (5 novembre). Non è una casualità. E a confermarlo è il giornalista di Repubblica Luca Rastello, esperto di narcotraffico.

Nel suo ultimo libro, Io sono il mercato, edito da Chiarelettere, Rastello racconta la storia di un insospettabile marito borghese, che lascia l’Italia alla volta del Sudamerica e diventa narcotrafficante. Un’analisi originale, da un nuovo punto di osservazione, quello del trafficante, per capire come l’economia illegale riesce a infiltrarsi in quella legale e a condizionarla.

Rastello ci spiega perché il fenomeno è in espansione, qual'è la situazione italiana e quale potrebbe essere un utile rimedio al problema.

Perché hai deciso di trattare un tema così delicato nel tuo libro?
Questo libro è il coronamento di un lavoro che dura da diversi anni. Diciamo dagli anni novanta, quando ho cominciato a dirigere il mensile Narcomafie. Anche nel mio lavoro da giornalista mi sono sempre occupato dell’argomento. Oltre a concentrarmi sulla parte dei consumatori, nel libro ho preferito cercare di comprendere la parte criminale, anche a livello internazionale. Come fanno i narcotrafficanti a portarne tante tonnellate in giro per il mondo? Chi li copre e glielo permette? Come si muovono? Che relazioni internazionali hanno? Ho scelto di raccontare la storia di uno di loro, chiarendo alcune questioni.

Anche in Italia, è sempre all’ordine del giorno la scoperta di narcotraffici segreti. Qualche giorno fa in Abruzzo, poi a Roma, ora in Campania. E’ un fenomeno in espansione?
Il narcotraffico è sempre in espansione. E’ un fenomeno redditizio, perché produce ricchezza immediata, ed è in crescita costante da troppi anni. Per limitarlo sono state adottate tecniche largamente fallimentari. Anche se, come oggi, le droghe naturali sono in leggero calo di produzione, sono invece in aumento le droghe sintetiche, diffusissime in tutta Europa. E anche se diminuisce la produzione, non calano i consumi, perché le droghe vengono sempre più tagliate, lavorate, modificate e quindi sempre vendute.

Gli Stati Uniti, è notizia di tre giorni fa, hanno deciso di aumentare uomini e basi militari per la lotta al narcotraffico. In Italia si sono attuate misure di questo tipo?
In America, è vero, dall’arrivo di Obama sono aumentati di molto gli sforzi, anche economici, di lotta al traffico di droga. Ora però speriamo si vedano anche risultati concreti. In Italia non ci sono per ora nuove misure. Anche perché la nostra organizzazione militare di lotta al narcotraffico è già piuttosto efficiente. Il punto è che non serve solo la componente militare.

E allora come si può combattere veramente il narcotraffico?
Il problema è che le droghe, e in particolare la cocaina, è la moneta di tutti gli scambi illeciti al mondo, inclusi i finanziamenti a Stati in guerra . Si è però svelato inutile colpirne la produzione. Può essere stato utile per avere un consenso immediato, ma non ha risolto il problema. Bisognerebbe investire in campo educativo, con politiche sociali e insegnamenti diretti. Scoraggiando la domanda si sconfigge il mercato della droga. Questa sarebbe la soluzione più logica. Insieme a interventi come l'antiriciclaggio, la lotta ai paradisi fiscali, più controllo e trasparenza sulle operazioni finanziarie nazionali e internazionali.

  • Enrico Turcato

 

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