Casa Verdi, la musica non invecchia


All’ingresso è scritto “Casa di riposo per musicisti”. Ma è un luogo che ferve di musica, arte, idee: note di pianoforte, di violino, d’organo, voci che intonano qualche aria d’opera. Questa è casa Verdi: un antico palazzo di fine ‘800 in via Buonarroti a Milano di cui il compositore di Busseto andava fiero per averlo fatto costruire.

Qui risiedono più di ottanta ospiti. Da qualche anno, ai musicisti in pensione - una sessantina circa - si sono aggiunti anche gli studenti del Conservatorio, della Scala e delle scuole civiche musicali riconosciute. «Non è stata una decisione facile - racconta il presidente, l’avvocato Antonio Magnocavallo -, ma oggi tra anziani e giovani si è instaurato un forte legame: è un passaggio tra la storia e il futuro della musica».
Questo ponte tra generazioni si vede ovunque: ogni stanza ha una connessione wi-fi, ma non manca lo spazio per gli strumenti degli ospiti più anziani che, ancora oggi, continuano a suonare e a insegnare. Come un flautista della Scala che ha appena compiuto 90 anni. Con lui si diverte un ex-strumentista del San Carlo e un terzo musicista, che ha suonato con uno dei più famosi complessi di musica da camera. Nelle stanze della musica, li ascoltano le madri e le sorelle di alcuni dei direttori d’orchestra più noti. Tra loro c’è anche una ex-prima ballerina della Scala.

Gli ospiti pagano una retta: corrisponde a meno della metà di quella applicata dagli enti comunali che offrono un servizio simile. «La nostra fondazione vive di donazioni ed eredità. Alcuni lasciti importanti sono anche rimasti anonimi: è grazie ad uno di questi che nel 1983 è stato possibile restaurare e rimodernare l’edificio. Casa Verdi è il frutto della solidarietà dei milanesi e, sempre più spesso, anche degli amanti della musica d’oltreoceano». «Non sono anni felici, ma non abbiamo mai chiuso – ci tiene a precisare il direttore –. Questa realtà è un unicum al mondo. Quando Valerji Giergev (uno dei più grandi direttori d’orchestra, ndr) è venuto a farci visita mi ha confessato: “Peccato che Musorgskij non abbia pensato di lasciare i suoi soldi a voi, piuttosto che sperperarli tutti nell’alcool”».

Dopo aver vissuto diverse fortune, il successo, la fama, ma anche i decadimenti e i tramonti, chi ha avuto il coraggio di conquistare un sogno, qui, può continuare a respirare l’arte. Tra la stanchezza del mestiere che avanza con l’età e il desiderio sempre acceso di far musica, ci si stupisce di come, nei corridoi di Casa Verdi, la storia non invecchi mai.
 

  • Giulia Dedionigi


Intervista - Livio Senigalliesi, fotogiornalista, ha iniziato la sua caccia alla storia nelle strade di Milano. Con la sua reflex ha documentato alcuni degli eventi storici più importanti degli ultimi 20 anni

di: Panzeri

I dati migrano a Nord

I grandi dell'It portano
i server al freddo

di: Schiesari

Anarchia verde

Per John Zerzan il futuro
sarà primitivo

di: Colamartino

Chi siamo - La scuola di giornalismo si presenta attraverso i suoi protagonisti: docenti, tutor, studenti e alcuni dei professionisti che sono passati di qui.