Bergamo Film Meeting: un concorso di emergenti


Dal 6 al 14 marzo si è svolto il Bergamo Film Meeting, che ogni anno si propone di far incontrare agli appassionati per nove giorni film d’epoca e nuove proposte. Quest’anno il festival comprendeva il concorso, una rassegna del nuovo cinema ungherese e una dedicata al cinema finlandese, un omaggio alla Dark Lady, anteprime, documentari, oltre a un lungo viaggio nei quarant’anni di carriera di uno degli attori più amati del cinema francese, Jean Gabin. Il tutto corredato da incontri con i registi, aperitivi e discussioni con autori letterari. La rilevanza artistica di questa manifestazione è confermata dall’ottima qualità dei sette film partecipanti al concorso.
Il primo è Donkey di Antonio Nui´c, ambientato in Erzegovina ai tempi dell’operazione “storm”.

Il protagonista è Boro che, di ritorno nella città natale, si confronta con il suo passato e con il padre che odia e, durante questa esperienza, si rende conto di quanti errori sta commettendo come marito e come figlio. Ungherese è, invece, il film di Viktor Oszkár Nagy: Father’s Acre- Apaföld. Come il precedente, anche questo pone l’accento sulle difficoltà padre-figlio. Un giovane, al ritorno a casa del padre uscito di prigione, si trova ad affrontare i rimpianti e la l’odio scaturiti dalla lunga assenza del genitore. Anche Effetti secondari di Paulo Rebelo si lega al tema della relazione genitori-figli, con un messaggio contro il moralismo e l’ignoranza. È la storia di Carmo, giovane sieropositiva accolta dalla caritatevole e comprensiva Laura, una donna quasi sconosciuta che comincia a prendersi cura di lei come una madre, opponendosi alle paure e alle malelingue del quartiere dove risiedono.

Con il film di Gabriel Velázquez, Amateurs, anche la Spagna propone un’atipica relazione: quella di Bianca e Nieves. Rimasta sola al mondo, Bianca decide di affrontare un viaggio alla ricerca del padre che l’ha abbandonata da piccola. Non troverà il vero padre, ma Julio Nieves, un sessantacinquenne che si trasforma nel padre amoroso e protettivo che non ha mai avuto. Dall’Italia, il film di Salvatore D’Alia e Giuliano Ricci, La piccola A, una commedia dove le nevrosi di una donna abbandonata dal marito si alleviano grazie alla presa di coscienza che il passato non può ritornare e che davanti alle illusioni possiamo solo attaccarci alla vita e a ciò che di veramente importante ci offre.

La difficile vita degli abitanti dei paesi assediati da guerriglie è, invece, al centro della vicenda narrata da Miguel Angel Jiménez in Two - due, come i protagonisti: Nino, una ragazza di Tibilisi in procinto di sposarsi e consapevole di essere vittima di un mondo che non vuole, e Tazo un giovane che cerca rifugio dai bombardamenti presso lo zio che vive tra le alture del Caucaso. Infine, un film finlandese di Mika Soini, Thomas, la storia di un vedovo anziano e solitario che passa la sua vita in uno scantinato, osservando il mondo che si evolve davanti ai suoi occhi: tenero e allo stesso tempo crudele per il suo realismo.

Sette film molto diversi tra loro che presentano un elemento comune, importantissimo: i sentimenti. Sono opere che, con la loro forza comunicativa, danno al pubblico la possibilità di scoprire la valenza artistica di film a basso budget, realizzati da giovani autori emergenti.
 

  • Monica Mazzoleni

Intervista - Da 20 anni Attilio Bolzoni segue per Repubblica la vicenda del fallito attentato a Giovanni Falcone all’Addaura. A mag | zine racconta come è arrivato agli ultimi sviluppi

Giuditta Avellina

Milano fuoriorario

Quando gli uffici si svuotano, qualcuno inizia un nuovo turno

di: Redazione

 

Milano, Cina 

Da dieci anni il cinese si impara al Parco Trotter

di: Dedionigi, Romeo

Giornalismo: istruzioni per l'uso. 
Guarda tutti i video