Alessandro Massini Innocenti


Mi chiamo Alessandro Massini Innocenti e non sono un aristocratico. Rispondo subito ad una delle prime domande che mi vengono poste in sede di presentazione: la peculiarità del doppio cognome fu un’idea a tinte “iberiche” dei miei genitori. Sono nato l’11 Settembre 1982 e da poco meno di dieci anni, ahimè, quando lo dico la gente sgrana gli occhi.

Italo-francese, sono nato e cresciuto nella grigia e multietnica Brescia, catino di fabbriche tossiche, città nota ai più grazie alle magie calcistiche di Roberto Baggio. La mia infanzia è stata segnata della passione per le lingue straniere e per la musica; mia madre, professoressa ed ex disc-jockey di radio locali, mi ha trasmesso la propensione a qualsiasi tipo di arte conducendomi, sin da piccolo, alla scoperta dei musei e delle mostre più importanti d’Italia.

Coltivo sin dall’età di dodici anni l’amore per la chitarra e il canto, prima con lezioni private e poi da autodidatta. Ho partecipato a diversi progetti musicali, molto differenti tra loro, dal rock demenziale fino ad un più intimista cantautorato. Ai tempi del liceo scientifico esplode in me l’odio inestirpabile per la matematica, tuttavia, tra alti e bassi, conseguo il diploma nel 2002. Mi laureo in Scienze giuridiche alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Brescia con una tesi in diritto amministrativo sul ruolo del privato nella valorizzazione e la fruizione dei beni culturali. Dopodiché, ansioso di darmi un’autonomia economica, ho iniziato a lavorare in banca. Ci sono rimasto due anni e mezzo ed è stata una tortuosa palestra di vita: la banca è per eccellenza la fiera in cui la gente mette in mostra il peggio di sé.

La staticità e la routine del mondo bancario hanno paradossalmente scatenato la mia innata curiosità e ho così deciso di incamminarmi sulla strada del giornalismo. Di questo mondo mi affascinano le inchieste e le cronache sportive. Amo gli sport di squadra anche se nella vita ho praticato soprattutto nuoto, affinando con il tempo il nobile stile della rana. Ho terminato la mia carriera sportiva agonistica con la pallanuoto. Oggi, oltre alle fantozziane partite di calcio del sabato mattina, mi dedico in particolare alla passione per la lettura, i viaggi, il cinema e l’informazione.

Mi perdo tra le note dei Coldplay e del rock anni '70. Non ho uno scrittore preferito anche se Il giovane Holden di Salinger è il libro che ho letto più volte. Una nota di colore culinario: i miei piatti preferiti sono la Pissaladiere (una torta salata di Nizza, città natale di mia madre) ed il più “pop” tiramisù.

Mi ritengo un romantico del 21esimo secolo e credo che conoscere le persone che mi circondano, o per lo meno provarci, sia uno dei doni più gratificanti che la vita possa offrire.


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