Firmato oggi l’accordo tra sindacati e comune di Milano per l’edilizia residenziale pubblica: il canone d’affitto delle case Erp sarà abbattuto del 20% e le spese per il riscaldamento dell’Aler saranno ridotte del 15%. L’annuncio è stato dato a Palazzo Marino dal neo-assessore alla casa Lucia Castellano.
Il primo provvedimento è previsto per gli inquilini con redditi Isee inferiori ai 35mila euro, mentre il secondo per coloro che hanno un reddito Isee fino a 9mila euro. In totale, i beneficiari delle nuove misure saranno circa 12mila su 23mila utenti complessivi che abitano nelle case del comune. In realtà – come ha spiegato l’assessore - non si è fatto altro che applicare la legge regionale 27/2009 che disciplinava le riduzioni o gli innalzamenti dei canoni.
I sindacati plaudono al nuovo provvedimento: per Giovanni Minali (Cgil) e Leo Spinelli (Sicet) è “un segnale di apertura”, “una svolta attesa da tempo”. La firma dell’accordo, seppur transitorio, sarà ratificata definitivamente il 31 marzo 2012.
In questo lasso di tempo, controlli e commissioni miste decideranno il da farsi riguardo a tutti i temi legati alle politiche abitative: emergenza sfratti, abusivismo, sgomberi. Contemporaneamente si cercherà di quantificare e valutare definitivamente il patrimonio dell’Aler, la cui precedente gestione è stata accusata di scarsa trasparenza. Si parla di 62mila alloggi circa, di cui 3.414 in ristrutturazione; non è chiara invece la posizione contabile di almeno 30mila affittuari e le spese reali dell’ente, durante la vecchia gestione.
I problemi, tuttavia, rimangono: primo fra tutti la morosità che è pari a più del 40%. L’assessore Castellano: «Chiediamo agli inquilini che la risposta a questo segnale sia la riduzione della morosità volontaria». Solo un anno e mezzo fa, nell’aprile 2010, gli inquilini Erp lamentavano l’aumento delle spese dell’Aler. Ma l’ente, questa volta, complice il Comune, ha deposto le armi.