Da due anni gli italiani comprano più biciclette che automobili. Complice la crisi economica che ha paralizzato il mercato automobilistico, il fenomeno rappresenta anche un’opportunità per incoraggiare nel nostro Paese lo sviluppo di una mobilità alternativa, leggera e sostenibile. Bike District Milano è il primo servizio in Italia ad offrire un sistema di calcolo di itinerari pensato apposta per le due ruote. Il progetto nasce da un’idea di Marco Quaggiotto, Sebastiano Scacchetti e Davide Bloise: un designer della comunicazione, un ingegnere e un avvocato.

Indicando un punto di partenza e uno d’arrivo, verranno suggeriti tre percorsi: il più diretto, il più sicuro e il più ciclabile (che privilegia piste ciclabili, strade nei parchi e aree pedonali), con tanto di distanza, tempo stimato e numero di semafori. La mappa segnala anche quali tratti comprendono rotaie del tram o pavé, vere trappole per i ciclisti milanesi. Inoltre gli stessi utenti possono dare una valutazione delle strade: «L’idea – spiega Quaggiotto – è che l’utente ci dia informazioni per migliorare la rete, ma nel frattempo vogliamo anche fornirgli una funzionalità. Dunque il rating delle strade permette all’utente di personalizzare il suo percorso e allo stesso tempo di godere di una sorta di vantaggio collettivo».

Il sistema si basa su un algoritmo che tiene conto di una decina di variabili, fra cui presenza di pavé o binari, traffico, presenza di piste ciclabili, zone pedonali, parchi. «Dall’utilizzo del sito – continua Quaggiotto – ricaviamo dati molto utili. Le ricerche degli utenti e il rating delle strade consentono di fare previsioni in funzione della costruzione di nuove piste ciclabili e di stabilire una gerarchia degli interventi più urgenti». L’analisi dei dati (in un anno e mezzo sono stati 400mila i percorsi calcolati) fotografa una mappa della “Milano delle bici” completamente diversa da quella delle auto. Ma nonostante la raccolta di informazioni così dettagliate sulla ciclabilità, il Comune di Milano ancora non intende finanziare la startup. Per il momento i costi vivi sono sostenuti dal premio del contest Apps4Italy, in cui l’anno scorso BikeDistrict si è classificato terzo.

BikeDistrict è disponibile su mobile con una web app con le funzionalità di base e la geolocalizzazione, in attesta di una app vera e propria che è in fase di realizzazione. Inoltre, durante il prossimo anno, il progetto prevede di mappare altre città: Torino e Barcellona fra le più probabili. Secondo Quaggiotto, sulle piste ciclabili Milano è molto indietro rispetto alle grandi città europee: «La nostra idea – dice – è che invece di spendere un sacco di soldi per fare quattro piste ciclabili in centro col cordolo e il cemento preferiamo l’operazione che è stata fatta recentemente in viale Marche: una semplice striscia per terra. Non è sicurissimo ma è già qualcosa e costa molto meno».