Trasparenza e merito per una Pubblica Amministrazione più efficiente, questi sono gli obiettivi della missione di Civicum: un’associazione, nata a Milano dieci anni fa, composta da privati cittadini accomunati dalla specifica convinzione secondo la quale la cosa pubblica è un bene comune e come tale spetta ad ognuno il compito di migliorarla.

Perciò ciascuno può fare la sua parte per impegnarsi a collaborare con le istituzioni e gli enti statali per renderli più competitivi. Da questa idea ha origine il lavoro dei volontari che si impegnano per  analizzare i conti di vari enti pubblici attraverso la consulenza di società specializzate.

Dai Comuni, allo Stato

«Siamo partiti dai conti dei Comuni – dice il presidente Federico Sassoli de Bianchi – Dieci anni fa, infatti, si contavano sulle dita di una mano le persone che erano in grado di leggere il bilancio di un’amministrazione perché era troppo difficile da decifrare per i non addetti ai lavori. Questo rendeva difficile capire come il denaro venisse effettivamente utilizzato. Perciò Civicum ha iniziato a lavorare con l’obiettivo di creare un modello di rendiconto trasparente e intuitivo che tutti i Comuni potessero applicare». Questa collaborazione tra Stato e cittadini è iniziata a Milano ed è stata poi estesa ad altre città come Roma, Torino, Napoli e altri capoluoghi di Regione.

“Quello della politica ai politici è un luogo comune sbagliato: ai cittadini spetta un ruolo attivo”Per Sassoli de Bianchi, il luogo comune secondo cui sono i politici a doversi occupare della cosa pubblica è sbagliato: i cittadini possono avere un ruolo attivo nel miglioramento della pubblica amministrazione mantenendosi liberi, indipendenti senza la necessità di dover per forza aderire a un partito. «Da un anno e mezzo – ricorda il presidente – ci occupiamo anche dello Stato centrale, che è organizzato in diverse entità territoriali come soprintendenze e tribunali».

In questo ambito si inserisce l’attività svolta da Civicum per redigere il rendiconto della soprintendenza Bsae – Pinacoteca di Brera: per la prima volta sono stati riuniti in un solo documento tutti i dati relativi ai costi, ai ricavi e alla modalità di funzionamento dell’istituzione. Questo progetto è stato realizzato attraverso la collaborazione con Boston Consulting Group (Bcg).

L’ingegnere Marco Di Luca, principal di Bcg, ha spiegato che l’azienda è stata contattata dall’associazione di Sassoli de Bianchi «che ci ha proposto di partecipare a questa iniziativa stimolante, che ci avrebbe dato la possibilità di offrire un contributo concreto a un’importante istituzione culturale milanese; perciò abbiamo creato un gruppo di lavoro per mettere a disposizione le nostre competenze. Inoltre, siccome il progetto è in linea con le attività di social impact che svolgiamo in tutto il mondo, abbiamo fornito la nostra consulenza gratuitamente». Lo scopo principale di questa operazione è creare dei modelli di rendicontazione che siano replicabili in futuro da parte degli enti dello stesso genere e che vengano poi presentati ai Ministeri competenti per incentivarne l’adozione per legge.

Il caso del Tribunale di Bologna

Proprio come è accaduto per Brera, così si è operato per il rendiconto economico del tribunale di Bologna, il primo esempio in Italia di un documento che analizza in profondità un ufficio giudiziario dal punto di vista della sua gestione contabile. «Il problema principale, in questo caso – chiarisce Sassoli de Bianchi – era la dispersione delle informazioni. I dati, infatti, erano disseminati tra i conti di diverse istituzioni: Ministero della Giustizia, Ministero dell’Economia, Tribunale di Bologna, Comune di Bologna». Civicum quindi li ha raccolti e ha permesso di far emergere conti fino ad allora sconosciuti allo Stato stesso, oltre che ai cittadini. Una condizione paradossale dal momento che la spending review, di cui tanto si parla oggi, dovrebbe essere fatta alla luce di precise informazioni contabili.Lo scopo di Civicum? Favorire la trasparenza verso la cittadinanza evitando inutili sprechi

Dunque, attraverso questo tipo di progetto Civicum favorisce la trasparenza verso la cittadinanza evitando inutili sprechi. “Se si stabilissero dei criteri rigidi, basati su regole chiare e uguali per tutti – dice Sassoli de Bianchi – sarebbe più facile distribuire in modo equo le risorse dello Stato a ogni ente”.
Ad oggi l’associazione conta 100 membri e 2000 sostenitori ma la speranza di Civicum è di crescere e svilupparsi sempre di più grazie all’impegno dei volontari che, tra Milano e Roma, mettono a disposizione le loro competenze. L’idea è di continuare un cammino iniziato dieci anni fa affinché Stato e cittadino si incontrino a metà strada, lasciando da parte inefficienze e pregiudizi. In questo modo le istituzioni non sembreranno più degli apparati burocratici, che a stento offrono servizi, e i cittadini saranno parte attiva del cambiamento che vogliono vedere nella realtà che li circonda.