Un giornalismo più lento, che non rincorra la frenesia dell’informazione digitale. Con i suoi tempi, per verificare le fonti, pianificare un’intervista o raccontare una storia con cura. Sono sicuramente controcorrente le idee di Peter Laufer, professore di giornalismo all’Università dell’Oregon, che ieri è stato ospite della redazione di Magzine. Ecco i 5 consigli che ogni giornalista praticante dovrebbe appuntarsi.

1) La curiosità non può essere insegnata, ma deve essere stimolata -> «Uno dei segreti per diventare ottimi reporter è il mix tra la voglia di conoscere e la capacità di osservazione: se proviamo a guardare dove gli altri non guardano possiamo, a livello più ampio, domandarci i meccanismi in base a cui gira il mondo. Il giornalista non è un semplice stenografo, ma deve essere capace di scrivere una storia che colpisca il lettore. Se non siamo capaci di intrattenere e far riflettere, abbiamo fallito»

2) Le caratteristiche fondamentali del reporter sono 3: chiarezza, onestà e precisione –> «Non bisogna preoccuparsi troppo di un tema spinoso come l’obiettività, se si rispettano questi parametri. Siate sempre qualcuno di cui la gente può fidarsi»

3) In un’intervista bisogna anche fare silenzio –> «Spesso si ha la tendenza a non lasciare respiro, ad attaccare con un’altra domanda appena la risposta è finita. Se invece lasciamo qualche secondo di respiro a chi ci sta di fronte, la risposta che darà dopo sarà sicuramente più accurata. Mai spegnere il registratore finché non si è fuori dal palazzo: può darsi che la notizia più importante venga fuori appena finito il momento “ufficiale”, quando l’intervistato si lascia andare»

«La curiosità non può essere insegnata, ma deve essere stimolata: se proviamo a guardare dove gli altri non guardano possiamo anche domandarci i meccanismi in base a cui gira il mondo»

4) Un’intervista vera si ottiene solo con l’empatia –>  «Partite dagli spunti che avete in comune per fare conversazione, rompete il classico schema domanda-risposta. Ma occhio a non farvi mettere in soggezione: giornalista e ospite devono sempre essere sullo stesso livello. I personaggi importanti fanno sempre accomodare il cronista di turno su un divano in cui si sprofonda, in modo da guardarli dall’alto in basso; chiedete una sedia o, perché no, sedetevi sul bracciolo. E prendete sempre appunti: se il vostro registratore vi tradisce, è l’unico modo per portare a casa qualcosa»

5) Non è necessario affidarsi totalmente alla tecnologia –> «Computer e tablet possono essere un sostegno, ma l’attività del giornalista non dipende da essi. Per esempio, se cerchiamo una parola in inglese che ci manca, si può anche aprire un dizionario o chiederla a un collega. Le notizie “slow” non corrono dietro ai tweet dei personaggi pubblici, sono più meditate»

La Oregon State University ha pubblicato nel 2014 Interviewing: The Oregon Method, un manuale curato proprio da Laufer in cui 36 esperti  riassumono tutto quello che occorre sapere sull’arte dell’intervista. Tutto il ricavato sarà devoluto in borse di studio per chiunque voglia studiare giornalismo.