27 gennaio 1945. Un inverno gelido avvolgeva l’Europa Ma quel freddo non era nulla paragonato al gelo al cuore dei soldati che per primi liberarono il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Quel giorno fu scoperto un vaso di Pandora, un macabro esempio di dove può spingersi la malvagità umana. L’omicidio sistematico e organizzato di sei milioni di ebrei è un’eredità complessa da trasmettere per le future generazioni.Le nostre proposte non vogliono essere semplici suggerimenti di film in occasione della Giornata della Memoria, ma un invito a riflettere durante la visioni di immagini le cui cicatrici non devono mai essere dimenticate.

 

GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: SCHINDLER’S LIST

«La lista è vita». Parole semplici e in apparenza fragili. Eppure esse testimoniano come una parola scritta possa ridare speranza non a una, ma a migliaia di persone. Nella drammaticità dello sterminio degli ebrei polacchi ad opera dei nazisti la scelta di Steven Spielberg di utilizzare il bianco e nero coinvolge lo spettatore in una tensione volta a turbare il nostro animo nel profondo. In questa rappresentazione dell’orrore una figura solitaria emerge, una bambina con un cappottino rosso, unico elemento di colore e simbolo di un’innocenza spezzata da un odio barbaro. Proprio questa bambina sconvolge la vita di Oskar Schindler, dipinto come un uomo che cerca di soccorrere naufraghi dal mare in tempesta. Quando scende la calma, l’ultima persona ad essere salvata è proprio Schindler. E anche se la bambina non c’è più, sono gli ebrei vivi grazie a Schindler a ricordargli che «chi salva una vita, salva il mondo intero».

Disponibile su Amazon Prime Video, DVD, Google Play e Youtube

 

GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: LA VITA È BELLA

Consigliare La vita è bella sembra quasi assurdo. Eppure, magari, qualcuno fino ad oggi se lo è perso, o ne ha dimenticato trama e dettagli. Intriso di tempi e movenze teatrali, il film ospita uno strepitoso Benigni che veste i panni di Guido, padre di famiglia ebreo alle prese con una missione impossibile: evitare che il figlio, deportato assieme a lui, scopra la vera natura dei campi di sterminio. La chiave per raggiungere questo obiettivo? L’umorismo. Sì, le risate. Eppure, il film non porta con sé quasi nessuna traccia di “black humor”. Un esperimento completamente riuscito, uno scorcio sulla realtà dei lager adatto perfino ai bambini, praticamente mai crudo ma che allo stesso tempo non omette alcun particolare, dalle teorie razziali allo sterminio dei disabili fino a rappresentare la follia a cui le atrocità possono portare la mente umana. A più di 23 anni di distanza, resta probabilmente la migliore opzione come primo film da vedere a tema olocausto, senza dimenticare che merita sicuramente una seconda, terza o quarta visione nel caso lo abbiate visto e rivisto da bambini.

Disponibile su Disney+

 

VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: OPERA SENZA AUTORE

Prima dell’Olocausto, la sterilizzazione. L’ideologia nazista non ha sterminato solo sei milioni di ebrei europei, ma anche persone con disabilità, malattie mentali e genetiche. Soggetti ritenuti deboli, indegni di avere figli e di vivere nella società tedesca. È da qui che muove Opera senza autore, con la giovane Elisabeth ricoverata prima in un istituto a causa della sua schizofrenia, poi sterilizzata e uccisa nelle camere a gas. Il film però non si concentra tanto sui crimini commessi nei campi nazisti, quanto sulla responsabilità che i medici dell’epoca hanno avuto nel condannare a morte centinaia di migliaia di innocenti. Chi ha perpetrato l’orrore forse può cercare di nascondersi o scappare, ma la Storia non perdona. L’unico momento di riunione tra vittime e carnefici è impresso, per sempre, sulle tele dipinte dal protagonista Kurt. L’arte si fa ricordo e vendetta.

Disponibile su Netflix

 

NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: NOTTE E NEBBIA

In mezz’ora di documentario viene concentrato tutto quello che fa più male all’anima. Attraverso la voce chirurgica di Michel Bouquet, il regista Alain Resnais passa in rassegna l’orrore dei campi di concentramento, seguendo un ordine cronologico che è in realtà un climax surreale, in cui lo stupore per certe atrocità è amplificato dal cinismo con cui è stato attuato. Guardare Notte e nebbia fa male perché ti obbliga a ripensare ai limiti della sofferenza umana – che è inimmaginabile. È una di quelle cose che si fa fatica a staccare dalla propria testa; davvero, non c’è altro da dire. E come il migliore dei documentari, lascia le immagini a parlare per sé; anche se, a volte, si abbassa lo sguardo, quasi per la vergogna che tutto ciò sia accaduto sul serio.

Disponibile su Mubi

 

EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: BASTARDI SENZA GLORIA

Secondo il Dizionario Devoto-Oli, ucronia significa “la presentazione di eventi coerente, ma ipotetica, simulata, sulla base di dati non realistici”, sul modello francese di utopie, cioè utopia. Con Bastardi senza gloria, Quentin Tarantino realizza il suo film più utopistico, quello in cui la Storia viene riscritta secondo un ideale etico-politico, e il primo in cui il cinema non viene soltanto citato, omaggiato, rielaborato ma dove assume una funzione metanarrativa. Basterebbe soltanto l’intuizione di uno schermo che brucia e di una sala che prende fuoco, avvolgendo nelle fiamme l’intera filiera criminale nazista, per ristabilire una gerarchia culturale e ottenere una giustizia storica. Perché il potere della finzione e delle immagini è anche questo: raccontare e mostrare quello che non è stato.

Disponibile su Amazon Prime Video, Netflix e Tim Vision