Per quanto si possano provare a comprendere, gli Stati Uniti appaiono spesso un mistero tutto da decifrare. I quattro anni di presidenza “trumpiana” sono stati interiorizzati anche dal cinema americano, che ha attraversato gli umori e lo spirito del tempo di un Paese piombato nel 2016 in un incubo caratterizzato da razzismo e classismo, dove le differenze economiche e sociali si sono radicalizzate e in cui i temi assistenziali, sanitari e ambientali sono passati in secondo piano. Ma come è già accaduto nel corso della Storia, la Settima Arte è intervenuta in soccorso di una comprensione politica e intellettuale chenoi di Magzine abbiamo provato a intercettare, segnalando una serie di titoli fondamentali per il cinema a stelle e strisce dell’ultimo quadriennio, certamente rappresentativi dell’epoca presidenziale di Donald Trump.

EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: JOKER

La performance estrema e perversa di Joaquin Phoenix incarna un’insanità mentale che oltrepassa i limiti della comprensione psicanalitica. Ma il suo Arthur Fleck è anche l’emblema dell’individuo ignorato e calpestato dalla società americana di oggi, il reietto che diventa suo malgrado il simbolo di un odio di classe che non ha coordinate né modelli politici e ideologici di riferimento. Il regista Todd Phillips apprende la lezione del Martin Scorsese di Re per una notte e realizza un capolavoro pop che uccide i padri e gli archetipi dei cine-comics, ripartendo dalle umiliazioni della strada e registrando un sentimento confuso che è alla radice dei mostri populisti dei nostri giorni. Di cui Donald Trump ha rappresentato sia la causa che l’effetto.

Disponibile su Sky On Demand, Infinity, You Tube, Google Play, Dvd, Blu-Ray

 

VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: BOMBSHELL – LA VOCE DELLO SCANDALO

Se c’è un tema che ha polarizzato il dibattito pubblico nei quattro anni di era trumpiana, quello è il movimento femminista MeToo, nato nell’ottobre 2017. Bombshell, però, muove da un anno prima, quando quello che sarebbe diventato presidente pubblicò ripetuti insulti sessisti contro la giornalista Megyn Kelly, moderatrice del dibattito nelle primarie repubblicane. Il film lega a doppio filo questo evento alla bomba che esplose a FoxNews, dove il CEO Roger Ailes fu accusato da decine di conduttrici televisive di molestie e abusi sessuali in cambio di promozioni di carriera. Il risultato è un’opera che disgusta lo spettatore, indignato sia dal mondo oscuro che a volte sta dietro le telecamere della TV sia dalla possibilità che, malgrado le denunce, la strada del vero cambiamento culturale sia ancora lunga. Chissà se la nuova presidenza americana invertirà la rotta?

Disponibile su Google Play e Amazon Prime Video

 

GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: AVENGERS INFINITY WAR – ENDGAME

«Avengers, uniti». È il grido di battaglia di Captain America all’inizio dello scontro con Thanos. A conclusione della celebre saga, la Marvel non si limita a creare una semplice lotta del bene contro il male: il passato e il futuro si uniscono in un viaggio in cui ognuno dei personaggi comprende appieno quale sia il suo destino. Il più grande successo cinematografico della storia riflette lo shock, lo scontro e la crisi di convinzioni che hanno segnato i quattro anni di presidenza Trump, dipingendo un mondo dove combattere e sacrificarsi per ciò in cui crediamo e per coloro che amiamo è molto più potente di qualsiasi forza dirompente possa essere scatenata (sia esso un potere politico o le Gemme dell’Infinito). Alla fine, lo spettatore capisce che quando qualcuno proverà a dire «Io sono… ineluttabile», si troverà sempre la forza di rispondere «E io… sono… Iron Man».

Disponibile su DVD, Disney+, Amazon Prime Video

 

GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: BORAT – SEGUITO DI FILM CINEMA

Quattordici anni dopo il primo film di Borat, ormai diventato un cult, Sacha Baron Cohen ritorna a vestire i panni del giornalista kazako in una nuova avventura ambientata negli “Stati Uniti & America”. Questa volta, però, il nostro improbabile eroe non è da solo: ad accompagnarlo, suo malgrado, c’è la figlia quindicenne, che diventerà presto parte di un grottesco piano per ingraziarsi il vicepresidente Mike Pence, avvicinando USA e Kazakistan. Il viaggio diplomatico del goffo reporter però naufragherà presto in un girovagare senza meta negli Stati Uniti targati Donald Trump e alle prese con il Coronavirus, tra sostenitori del Tycoon, antiabortisti, complottisti e, immancabilmente, ebrei, nemesi del personaggio fin dal primo film. Un lavoro dissacrante e, ancora una volta, colmo di genuino imbarazzo, coinvolgendo persone ignare della natura della produzione in cui sono state incluse. Un tipo di cinema sicuramente non adatto a spensierate serate in famiglia, ma se volete ridere ancora una volta della follia di Cohen e dello stupore delle persone con cui interagisce, è il film che fa per voi.

Disponibile su Amazon Prime Video

 

FRANCESCO CASTAGNA CONSIGLIA: BLACKKKLANSMAN

Qualcuno potrebbe dire che il monologo iniziale del Dr. Kennebrew Beauregard, mentre scorrono le immagini di Via col vento dei soldati feriti in Georgia, è ciò che Trump vorrebbe realmente dire durante i suoi comizi, o quello che realmente pensa. Un’America da difendere, la minaccia di un Paese che potrebbe diventare bastardo per via dell’integrazione e dei diritti. Ron Stallworth decide di entrare nel corpo di polizia, è il primo investigatore afroamericano in Colorado. Il poliziotto parte da un incarico in archivio fino a essere spostato all’Intelligence. Lì nota un annuncio di reclutamento del Ku Klux Klan, da quel momento in poi inizia una totale immersione nel mondo settario del KKK. Grazie al suo collega Flip Zimmerman, Stallworth riesce a condurre questa complessa indagine che vede come protagonisti l’unione studentesca nera e i membri della setta suprematista bianca. Gli esiti, che travalicano il presente con i discorsi di Donald Trump,mettono ancora una volta in dubbio un paese che si definisce patria della libertà.

Disponibile su Amazon Prime Video