“Avremo un vaccino entro un anno” non è una frase detta da ai giorni d’oggi da un politico qualunque, durante un congresso internazionale sull’AIDS, svoltosi a San Marino,  l’immunologo Anthony Fauci, pioniere della lotta contro l’Hiv, disse che il vaccino era in dirittura d’arrivo.Da allora, che la si chiami AIDS o SIDA, ciò che non cambia è lo stigma sul malato di questa sindrome: c’è chi ancora continua a identificarlo come una persona con comportamenti moralmente scorretti e appartenente ad un gruppo socio-culturale ristretto e chi invece ha cominciato a indentificare la sindrome con la sua diagnosi. Negli anni ’80 e ’90, però, nessuna delle persone che divennero oggetto di questa discriminazione venne capita e ciò che rimane di quel periodo, se non per via di chi ne ha voluto fare una documentazione a posteriori, è un danno culturale.Questo Cineweek è dedicato ad un’epidemia di trent’anni fa, molto simile per alcune dinamiche a quello che stiamo vivendo, in occasione della Giornata mondiale della lotta all’AIDS, ed è dedicato inoltre a tutti coloro che hanno avuto il coraggio di affrontare questo tema, molto spesso causa di emarginazione sociale.

EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: TUTTO SU MIA MADRE

Se non avete mai visto un film di Pedro Almodovar, cominciate da qui. Tutto su mia madre è un manifesto: un po’ di risate, moltissime lacrime, un melodramma tinto di passione sconfinata per il sentimento, per l’amore, per il teatro, per il sesso, per la vita. Manuela, interpretata da una dolente Cecilia Roth, si sposta da Madrid a Barcellona dopo la tragica morte del figlio, alla ricerca di un ex compagno che è sparito e che è diventato una donna. Lì incontrerà una girandola di personaggi femminili che la aiuteranno a elaborare il dolore e a restituirle il coraggio di affrontare il futuro: tra questi, il transessuale Agrado, “puttana” irresistibile e generosa, ma soprattutto la dolce e giovane Rosa, suora incinta e malata di AIDS, che va incontro alla morte senza perdere il valore della solidarietà. Struggente, indimenticabile il tema musicale Tajabone del cantautore senegalese Ismael Lo.

Disponibile in DVD

FRANCESCO CASTAGNA CONSIGLIA: 120 BATTITI AL MINUTO

Quante volte vi è capitato, alle scuole superiori, di trovarvi in istituti in cui alcuni studenti si facevano paladini dell’educazione sessuale, della prevenzione alle malattie. Chi non si è imbattuto nella classica distribuzione di materiale informativo o di preservativi? E non ci avete fatto caso che a questi atti eroici si contrappongono sempre scene di professori che cercano di impedirne l’impresa? Bene, questo accadeva in una Parigi degli anni ’90 in cui l’AIDS colpiva centinaia di persone in tutto il mondo e oltre al virus dell’HIV si diffondeva il triste virus dell’ignoranza. 120 battiti al minuto è lo scorcio parigino del movimento più famoso del mondo per la lotta all’Aids: Act Up. Nathan è il protagonista, come tanti ragazzi, di una risposta costruttiva ad un oscurantismo diffuso e alla disinformazione da parte delle istituzioni sul tema. E così le emozioni che regala Act up con le sue modalità di protesta si riversano nella passione di tanti ragazzi, come Sean, che nonostante il suo stato da sieropositivo, è riuscito a regalare alla sua vita uno scopo.

Disponibile su: Youtube, Google Play e Amazon Prime

GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: PHILADELPHIA

L’AIDS è solo una malattia? Potremmo dire di sì, ma per molto tempo è stato anche uno stigma morale. Un’etichetta crudele per coloro che ne erano affetti. Soprattutto se omosessuali. È questa la storia di Andrew Beckett, giovane avvocato licenziato proprio perché sieropositivo e gay. La causa in tribunale che ne segue rappresenta una lotta contro una discriminazione puramente dettata dalla paura e dal pregiudizio che nulla ha a che vedere con lo svolgimento del proprio lavoro. Ma nel suo ruolo Tom Hanks non vuole rappresentare un guerriero, ma un uomo che vuole poter vivere quello che resta della sua vita in pace e circondato dall’affetto della propria famiglia e del compagno. Un desiderio che poco alla volta commuove il suo stesso legale (interpretato da Denzel Washington), alla fine consapevole che essere colpiti da un male incurabile non distrugge l’umanità di ognuno, ma può talvolta valorizzarla.

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VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: DALLAS BUYERS CLUB

“Non sono una checca!”, urla Ron Woodroof agli amici machisti seduti nel loro pub preferito: sciocco tentativo di scrollarsi di dosso l’onta della sieropositività negli anni Ottanta, quando l’AIDS era considerata la malattia degli omosessuali. Dallas Buyers Club è la storia vera di un uomo che rifiuta di dover morire entro i 30 giorni ipotizzati dai medici. Inizia perciò un’odissea tra Texas, Messico, Europa, Asia e Israele con lo scopo di importare illegalmente negli Stati Uniti dei farmaci che attenuino le sofferenze dei malati di AIDS, combattendo contro un sistema sanitario e un mondo farmaceutico che speculano sulla pelle di migliaia di persone. Un film che colpisce per la magrezza dei suoi interpreti e per l’intensità delle performance, con un Jared Leto memorabile. Da vedere in silenzio assoluto, chiedendoci cosa saremmo pronti a fare per rimandare anche di un solo giorno la nostra morte.

Disponibile in DVD e su Google Play

EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: BOHEMIAN RHAPSODY

Freddie Mercury raccontato come un supereroe, senza uno sguardo autoriale e con la morte fuori campo: il genio e la sregolatezza, l’omosessualità e la trasgressione, la vanità del personaggio e la sensibilità dell’artista. Il successo del film risiede proprio nella scelta di terminare prima di raccontare la malattia, ma la potenza drammatica del personaggio permette allo spettatore di commuoversi, consapevole che la spietatezza dell’AIDS è riuscita a portarsi via non soltanto un uomo, ma un’idea di mondo e di intrattenimento. Rami Malek è una furia istrionica e fragile, si divora ogni scena con una prova di mostruosa mimetica, aderenza fisica e trasporto emotivo. E negli ultimi venti minuti di concerto di fronte a 72.000 spettatori chiunque nella vita sia andato a “scuola di rock” fatica a non entusiasmarsi.

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