Abbiamo iniziato questa rubrica augurandoci che il lockdown fosse solo un breve periodo passeggero. Dopo due mesi però, il nostro desiderio di tornare al più presto a lavorare fianco a fianco in redazione non si è ancora avverato. Oggi, alla fine della prima settimana della fase 2, siamo giunti al nostro penultimo appuntamento.La nona giornata del Decameron è quella canonicamente dedicata ad una tematica a piacere. Va de sé, quindi, la spiegazione della nostra personale scelta di consigliare film e serie TV che narrano la passione che condividiamo, quella per il giornalismo. Magnati dei media, grandi inchieste e autorevoli quotidiani: le storie che vi proponiamo ci hanno fatto sognare e continueranno sempre a farlo, perché nessun virus sarà in grado di arrestare la nostra voglia di informare e portare alla luce verità nascoste.

ANNAROSA LAURETI CONSIGLIA CITIZEN KANE – QUARTO POTERE

Una parola pronunciata sul letto di morte può rivelare il significato di un’intera esistenza? La risposta non è semplice, così come non è semplice il meccanismo di flashback messo in piedi da Orson Welles per raccontare la vita del magnate Charles Foster Kane. Attorno al criptico nome “Rosebud” si dispiegano ricordi che tratteggiano il personaggio – più che l’uomo – che per anni ha tenuto nelle proprie mani un impero mediatico, facente capo al quotidiano New York Inquirer. Sebbene un insuccesso al botteghino, Citizen Kane ha fatto la storia del cinema contravvenendo – a colpi di piani sequenza, cinegiornali e profondità di campo – a tutti quei dogmi narratologici e visivi al tempo vigenti. Un film misterioso e difficile da decifrare, come auto annunciato sin dalla prima inquadratura: un cartello con su scritto «No trespassing».

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FRANCESCO CASTAGNA CONSIGLIA I CENTO PASSI

Se non la vedi, se non la cerchi, non si vede, o meglio, sembra inesistente, eppure a malincuore Giuseppe Impastato, detto Peppino, la mafia la vedeva benissimo e purtroppo anche nei suoi cari. La storia di quello che è stato trattato per anni dalla stampa come un “ultrà” di sinistra e un provincialotto di Sicilia, la storia di Cinisi. Cento passi dividono la casa di Peppino dalla casa di Gaetano Badalamenti, boss mafioso che comanda su tutto il territorio. Peppino, tra passione per il giornalismo, attivismo politico e voglia di ribellarsi ai finti valori di una terra abbandonata dallo Stato, ci mostra come la lotta contro la mafia parta dagli atteggiamenti prima che dalle persone, perché il mafioso potrebbe trovarsi anche accanto a noi.

Disponibile su YouTube e Google Play

 

VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA A PRIVATE WAR

Essere corrispondente di guerra. Essere donna, desiderare con forza un figlio che la vita non ti concede e veder morire centinaia di giovani innocenti tra SudEest asiatico e Medio Oriente, dall’Iraq alla Siria passando per la Libia. Il film di Heineman racconta la storia vera della giornalista del Sunday Times Marie Colvin non tanto attraverso i suoi occhi, quanto tramite le sue emozioni, commuovendo e indignando lo spettatore. Un inno al giornalismo come rischiosa, ma privilegiata via per raggiungere la verità e raccontarla al mondo, mettendo sempre al primo posto la voce e il dolore di vittime – madri, padri, figli – spesso considerate solo come sterili e anonimi numeri nei titoli della stampa.

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EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA INSIDER – DIETRO LA VERITÀ

Jeffrey Wigand è un ricercatore licenziato da una multinazionale del tabacco, Lowell Bergman è un giornalista televisivo, creatore del programma Cbs 60 minutes. Per entrambi, un’intervista si rivelerà un autentico calvario, tra trappole giudiziarie, minacce e una vita privata destinata al fallimento. Michael Mann dirige un capolavoro, il ritratto di due uomini per cui ruolo, professione e morale hanno un legame inscindibile. Un action dell’anima, sugli ideali sconfitti di un giornalismo costretto a scendere a compromessi con le multinazionali, con gli interessi economici, con la censura. Pessimista e sentimentale, come tutto il cinema di uno degli autori necessari degli ultimi trent’anni. Al Pacino e Russell Crowe supremi.

Disponibile in DVD

 

NATALE CIAPPINA CONSIGLIA THE NEWSROOM

«Perché l’America è il miglior paese al mondo?». Will McAvoy non vuole rispondere a questa domanda. Glissa, fa sarcasmo. Poi però viene incalzato, e dà dati e numeri che spiegano perché, in un monologo appassionatissimo, l’America non è affatto il miglior paese al mondo. È in questa scena inziale che può racchiudersi lo spirito dell’intera serie TV The Newsroom: uno spirito fatto di idealismi forse retorici, ma che proprio per questo risultano rivoluzionari, perché inseriti in un contesto, qual è quello del giornalismo, dove a prevalere sono spesso egoismi e cinismi. Nella redazione di The Newsroom si litiga, ci si urla addosso, ma tutti uniti dalla lealtà e dalla voglia di fare quello che di più giusto c’è; tutt’altro che scontato, specie oggi.

Disponibile in BlueRay

 

CLAUDIO ROSA CONSIGLIA THE POST

Washington, 1971. Vengono alla luce i cosiddetti Pentagon Papers, dei dossier in cui si rivela tutta la verità sulla Guerra in Vietnam. The Post racconta la storia di Katharine Graham, proprietaria del Washington Post, e del suo caporedattore Ben Bradlee. Racconta della lotta contro il potere, rischiando libertà e censura. Racconta di una grande battaglia per sconfiggere la paura in nome della verità. Racconta di una delle pagine più belle e sincere nella storia del giornalismo.

Disponibile su Google Play e Tim Vision

 

MARIANNA MANCINI CONSIGLIA IL CASO SPOTLIGHT

Tratto da una storia vera. Un’inchiesta del Boston Globe scopre numerosi casi di pedofilia perpetrati da preti della città e per anni taciuti dall’arcidiocesi cattolica, guidata da Bernard Francis Law. Tutti sanno, nessuno parla. «Se serve una comunità per crescere un bambino, serve una comunità per abusarne», ricorda l’avvocato delle vittime rimaste inascoltate. Non si tratta di episodi isolati, ma di un sistema omertoso retto da pilastri secolari. La forza della verità svela le violenze insabbiate dalle istituzioni ecclesiastiche, appoggiate dalle autorità locali. La clamorosa indagine condotta dal team di Spotlight vince il premio Pulitzer, la pellicola che la racconta l’Oscar per il miglior film e sceneggiatura originale.

Disponibile in DVD

 

MANUEL SANTANGELO CONSIGLIA GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK

Il secondo film da regista di George Clooney è in bianco e nero come il periodo storico che vuole raccontare: l’America del Maccartismo non ha sfumature, o si è da una parte o dall’altra. È contro questa visione manichea che si scaglia l’anchorman Edward R. Murrow, deciso a smascherare un sistema che si fonda su ragionamenti semplicistici e decisioni di comodo. Il vero Murrow appare all’inizio e nel finale. In questi stralci, il giornalista ricorda come i media non servano per fomentare sicurezze, tranquillizzare e guidare nei consumi. La loro missione sarebbe quella di “istruire e illuminare” ma, almeno per ora, il suo monito rimane troppo spesso inascoltato. A più di mezzo secolo di distanza, la società continua a spingerci verso scelte nette, costringendoci, ancora, a scegliere tra i due colori opposti. Good night and good luck

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ALESSANDRA D’IPPOLITO CONSIGLIA L’ASSO NELLA MANICA

«Le cattive notizie vanno a ruba. Buona nuova nessuna nuova». È davvero così? Per Charlie Tatum, reporter senza scrupoli interpretato da Kirk Douglas, il giornalismo è fiuto per la notizia e se questa non c’è si lavora di fantasia. Il mito dello scoop e la spettacolarizzazione del dolore fondano i mezzi di comunicazione. Quando un uomo rimane intrappolato in una caverna, Tatum decide di mettere in moto tale macchina mediatica trasformando il luogo della tragedia in un vero e proprio luna park. La morbosità dei giornalisti e degli spettatori terrà in piedi il circo, ma quando la vittima morirà si spegneranno i riflettori. A trent’anni di distanza dall’uscita del film, nel 1981, il nostro Paese ha vissuto una vicenda analoga con il piccolo Alfredino Rampi di Vermicino. Forse il cinico Charlie Tatum aveva ragione.

Disponibile in DVD