C’è una sensazione che solo il cinema può provocare e che ci era stata negata senza alcun preavviso dalla pandemia: si tratta di quel sentimento condiviso che attraversa gli spettatori seduti in sala. Persone che non si conoscono ma che al termine della proiezione hanno qualcosa in comune. Avranno provato le stesse emozioni oppure, al massimo, si saranno immedesimati nella reazione del loro vicino chiedendosi che cosa l’abbia mosso.Quando partono i titoli di coda di The Whale tutto questo avviene in maniera sconcertante. “Sconcerto” è proprio il termine più adatto: il pubblico si divide tra chi traduce il proprio sgomento in lacrime di commozione e chi invece non riesce a staccare gli occhi dallo schermo.

Sembra paradossale che molti abbiano criticato Darren Aronofsky per aver preteso di muovere lo spettatore a tutti i costi. La realtà è che la storia di Charlie (Brendan Fraser), professore di inglese con un disturbo alimentare grave che lo spinge a mangiare in continuazione, è enfatica di per sè. Il 4:3 e la claustrofobica ambientazione costituita solo dalle stanze del piccolo appartamento del protagonista semmai creano un effetto disturbante. La sua vita è stata stravolta due volte. La prima a causa dell’amore inaspettato per un suo studente, un sentimento così forte da spingerlo ad abbandonare sua moglie e sua figlia di appena otto anni. La seconda quando il suo compagno se n’è andato per sempre.Il vuoto interiore di Charlie fa da contraltare alla sua figura imponente che occupa tutto lo spazio facendo sembrare ingombrante qualsiasi oggetto la circondi. La cavità più profonda, la mancanza incolmabile, è legata a sua figlia (Sadie Sink) con la quale cerca di ricucire il rapporto dopo anni. Il tempo rimasto però è pochissimo.

L’adattamento dell’omonimo spettacolo teatrale di Samuel Hunter è un viaggio nel meccanismo complicatissimo dei sentimenti umani. La costante che si ritrova in tutti i personaggi è il senso di colpa. Tutti nel pieno di una battaglia contro i propri demoni dalla quale non è scontato uscire vincitori.

 

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