C’era una volta la discoteca. La nostalgia della vita prima del Covid non poteva dimenticare la notte. E infatti il caldo che avanza fa riemergere i ricordi dei club e delle discoteche come luoghi dove la musica si mischia a primi incontri, pazzie e balli scatenati. Migliaia di persone chiedono a gran voce che i posti del cuore possano riaprire le porte e tra questi i gestori, con la paura di un’estate in bianco e poi la luce in fondo al tunnel, anche se ancora molto fioca. Perciò la ripartenza sarà soft, quasi in punta di piedi.Nonostante fosse stata stabilita come data papabile il 15 giugno per l’avvio, il Governo ha fatto un passo indietro per il mondo della notte, stabilendo nel nuovo Dpcm il via libero definitivo per il 14 luglio. E allora come dimenticare il fiume di critiche sulle nuove regole? Vale il divieto di assembramento e dunque si devono riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato, e tenere almeno un metro tra gli utenti, nonché almeno due metri tra chi accede alla pista da ballo. Ma la situazione non è omogenea in tutta Italia. Dove l’indice di contagio sarebbe più sotto controllo, si prendono strade diverse.

La Toscana, ad esempio, riapre con ingressi calmierati. In Campania stessa linea: il governatore Vincenzo De Luca ha detto sì, ma ha imposto il divieto di ballo. In Puglia, invece, via alla discoteche da lunedì 15 giugno, ma solo all’aperto. In Emilia-Romagna e in Liguria servirà qualche giorno in più: le ordinanze sono orientate al 19 giugno, stessa data scelta dal governatore del Veneto Luca Zaia.

La Lombardia si allinea con l’ultima ordinanza alle regole nazionali e a Milano e dintorni non resta che soffrire in silenzio. Qui si trovano le discoteche più famose d’Italia, dove da sempre si incontrano vip, top model, calciatori e personaggi dello spettacolo, ma non solo. I club sono stati anche laboratori di creatività e cultura contemporanea e un esempio tra tutti è il Plastic, cuore pulsante della movida milanese e dalla fama internazionale con le visite di Keith Haring, Freddie Mercury, Madonna e Andy Warhol.Adesso si riapre a porte un po’ socchiuse e lo scenario post-Covid vede tanti cambiamenti nei locali come l’Old Fashion, il The Club e il The Beach: tutto a portata di tavolo, sparirà la pista da ballo e andrà ridisegnata l’architettura del locale. E quando sarà possibile si ballerà al proprio posto tra congiunti. Il classico buttafuori si trasformerà in Covid-manager per vigilare sulle entrare e uscite, piuttosto che sulle risse. In questo scenario non si può dimenticare la città di Bergamo, dove la vita sta ricominciano a scorrere tra le mille ferite della pandemia e i giovani vogliono ricominciare ad assaporare la movida notturna.Abbiamo fatto il punto con Dani Vescovi del Juice Club, noto locale della provincia bergamasca.

Tra termoscanner, distanziamento e biglietto elettronico, riaprono con cautela anche le discoteche. E il classico buttafuori si trasformerà in Covid-manager per vigilare sulle entrare e uscite, invece che sulle risse

Quali sono le norme che avete adottato per i vostri eventi post Covid? Termoscanner, capienza ridotta o distanziamento sociale con biglietto elettronico e zero code?

Abbiamo letto come tutti le linee guida per le discoteche e la reazione a caldo è stata certamente di sconcerto, poi però abbiamo pensato che qualcosa si potesse fare e in questi giorni abbiamo iniziato a prepararci. Per quel che riguarda l’aspetto tecnico, la priorità organizzativa sarà gestire le affluenze, limitate rispetto alla capienza di circa il 60%.Al momento abbiamo pensato a un mix tra biglietto elettronico, prenotazione obbligatoria e pagamento all’uscita anziché all’ingresso e ovviamente menù elettronico per i tavoli. Non dobbiamo dimenticare che questa emergenza ci ha lasciato in una condizione economica disastrosa e mai come oggi sarà indispensabile dare al cliente qualcosa di speciale, che valga il prezzo del biglietto.

Come cambierà l’ambiente della discoteca per gli operatori del settore, combattuti tra le norme di distanziamento tra i dipendenti e la voglia di normalità?

Noi vorremo avere entrambe le cose. Mi spiego meglio:sarà imprescindibile, oltre che di buon senso, mantenere le distanze e utilizzare le precauzioni nell’ambiente di lavoro, ma al contempo sarà necessario dare una parvenza di normalità, coesione e festa, perché appunto noi vendiamo divertimento e questo non può venire meno.

Cosa avete pensato di fare per la vostra riapertura a livello di eventi?

Stiamo valutando diverse opzioni, dallo spostarci su un giorno feriale anziché il classico weekend oppure ad una versione più soft, senza dubbio senza rinunciare alla nostra indole artistica. Abbiamo da sempre ospitato i migliori artisti al mondo e continueremo a farlo. Di sicuro attenderemo l’esito dei primi party degli altri staff prima di proporre il nostro. Non possiamo permetterci di sbagliare, sotto tutti i punti di vista.