Tra il 2002 e il 2012, secondo il Committee to Protect Journalists (CPJ), 506 giornalisti sono stati uccisi in tutto il mondo, contro i 392 nel decennio precedente.

The New Censorship, il nuovo libro di Joel Simon (@joelcpj), direttore di CPJ, parte da questo dato per esplorare un terreno delicato: la rivoluzione digitale, nonostante la sua promessa di liberazione e democratizzazione, nel minare le forme tradizionali dei media, ha effettivamente prodotto una maggiore concentrazione del potere in poche mani e ha reso la censura più semplice e più diffusa di quanto non fosse vent’anni fa.

Un esempio su tutti: è possibile oggi per i gruppi terroristici bypassare i media tradizionali e raggiungere comunque un vasto pubblico attraverso il web. Scrive Simon: «I giornalisti sono diventati meno essenziali e quindi, di conseguenza, più vulnerabili».

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