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Paolo Massa


Mi chiamo Paolo Massa, ho 24 anni e vengo da Salerno. Il mio sogno si è finalmente avverato: ora frequento la scuola di giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. A Napoli ho conseguito la laurea triennale in Scienze della comunicazione con una tesi su Pier Paolo Pasolini, e a Roma quella specialistica in Editoria e giornalismo con un lavoro sulla camorra. Parlo inglese e sono giornalista pubblicista. Grande appassionato di cinema, letteratura e musica, nonché di politica estera e viaggi, spero di potermi occupare in futuro di queste mie grandi passioni, magari come corrispondente all’estero.

Nel 2005 ho iniziato a collaborare con alcuni siti web, www.campaniasuweb.it e www.controcampus.it, dove ho scritto articoli di cultura e sul mondo universitario. La prima esperienza con la carta stampata l’ho maturata sulle colonne della Gazzetta di Salerno: grande l’emozione di leggere la mia firma in calce ad un giornale in carne ed ossa. Da diversi anni mi diverto a scrivere recensioni di film e libri per le riviste online www.mescalina.it e www.whipart.it: per quest’ultima ho seguito nel 2008 il Festival internazionale del film di Roma. Durante la laurea specialistica ho fatto due stage: uno a Leggo, dove mi sono occupato di cronaca e attualità, e l’altro nella redazione cultura dell’emittente televisiva Sat 2000, come assistente ai programmisti nell’ambito delle trasmissioni di cinema “Effetto notte” e di libri “La compagnia del libro”.

A inizio 2009, insieme ad alcuni amici abbiamo fondato il quotidiano online www.universy.it scritto per (e da) studenti universitari appassionati di giornalismo. Sin da piccolo coltivo la passione per la chitarra, che mi diverto a suonare accompagnandomi con l’armonica: non a caso sono un grande fan di Bob Dylan e Bruce Springsteen. Sogno nel cassetto? Crescere nel mondo del giornalismo, nella speranza magari di poter intervistare un giorno uno dei miei idoli musicali.

pmassa85@yahoo.it
Blog:
www.paolomassa.blogspot.com

Lorenzo Bagnoli


Mi chiamo Lorenzo Bagnoli e sono nato a Milano il 18 giugno 1986. Dopo la maturità scientifica, ho studiato presso la Statale di Milano. Corso di laurea triennale: lettere moderne. Mi sono laureato il 12 dicembre 2008, in una Statale mobilitata per la commemorazione della strage di Piazza Fontana. Una situazione surreale… Poi ho frequentato un anno di specialistica in Teorie e tecniche per la comunicazione, sempre in Statale. Ho sospeso gli studi per frequentare il master in giornalismo dell’università Cattolica, con la certezza che riuscirò a dare una svolta alla mia carriera giornalistica, fin qui solo amatoriale.

La passione per il giornalismo mi ha contagiato in tenera età: a 7 anni, quando la mia vita era lo sport,  facevo le telecronache delle partite con la palla di spugna fatte in casa, per la gioia di mamma… Ora, invece, i miei interessi si sono spostati verso la politica e il sociale. E si è precisato il motivo per cui vale la pena provare a fare del giornalismo la mia professione: sono ancora un romantico, convinto che le penna, se usata nel modo giusto, possa influire sulla società. Creatività e pubblica utilità, nel mio giornalismo ideale, si fondono in un binomio inscindibile.

In università, sono entrato nella redazione del periodico Orizzonte Universitario, grazie al quale ho partecipato, tra i relatori, al Festival Internazionale del giornalismo di Perugia. In quattro anni, il giornale è cresciuto notevolmente tanto da aprire a Roma una redazione presso l’università La Sapienza. La prossima tappa è Bari, così potremo finalmente dire di essere un giornale universitario a tiratura nazionale! In Orizzonte Universitario ho provato a cimentarmi in vari argomenti: esteri, cultura, politica, cronaca della vita universitaria. Oggi sono vicedirettore della testata e ne curo il blog.

Il desiderio di viaggiare, per la contaminazione culturale e la sete di conoscenza di realtà diverse, mi hanno condotto fino al Senegal, per ben due volte. Lì, assieme ad altri volontari dell’associazione umanista Diversa-Mente, ho svolto corsi di alfabetizzazione nel quartiere di Yambeul, presso Dakar, ho organizzato corsi di prevenzione per la malaria e ho pianificato il passaggio, previsto per novembre, della Marcia Mondiale per la Pace e la nonviolenza, il primo evento di sensibilizzazione planetaria sul tema. A seguito dell’esperienza senegalese ho stretto una grande amicizia con Babacar Fall, scrittore nato a Dakar che ora vive a Milano. Chissà che prima o poi non riusciremo a scrivere un libro insieme…

 

lo.bagnoli@gmail.com

Giulia Dedionigi


Mi chiamo Giulia Dedionigi, ho 22 anni e abito a Legnano, in provincia di Milano. Il primo ricordo che ho di me è di una bambina che giocava con un telefono giallo e appuntava - senza ancora saper scrivere - quello che fingeva di sentire dall’altra parte della cornetta. Inventavo storie, scovavo notizie, facevo scoop. Per questo dopo la maturità classica nel 2006 ho deciso di lanciarmi e provare a realizzare un sogno: diventare giornalista e trasformare un gioco in una professione. Così mi sono iscritta alla facoltà di Linguaggi dei Media all’università Cattolica di Milano, dove nel 2009 mi sono laureata con lode in giornalismo radio-televisivo. Il mio lavoro finale è nato grazie all’esperienza maturata al Tg3 delle ore 12.00. I due mesi passati nella redazione di corso Sempione sono stati fondamentali per una studentessa come me piena di domande e, soprattutto, in cerca di molte risposte. Nello stesso anno ho fatto anche uno stage alla Gazzetta dello Sport, nella redazione calcio. Lì mi sono resa conto che correre dietro a qualcuno che, a sua volta, corre dietro un pallone può essere davvero divertente.

Ho capito allora, dopo tutta la teoria sui banchi di scuola, che anche sul campo ero rimasta affascinata: la forza e il potere di una notizia, l’auctoritas di un’immagine, la magia di amalgamare tutto con le parole.Con questo spirito, nel settembre 2009, mi sono iscritta al test per la scuola di giornalismo che oggi, e per i prossimi due anni, frequenterò presso l’università Cattolica.
Ancora non ho deciso se voglio raccontare storie solo attraverso parole o sopra le immagini. Ma quello che so è che ciò che muove ogni mio passo è l’immensa curiosità per i luoghi, le culture e le persone. Il mio obiettivo ora è crescere.

giuliadedi@libero.it
 

Fabio Forlano


Mi chiamo Fabio Forlano e sono nato a Napoli nel 1984. La mia passione per il giornalismo si perde nella notte dei tempi. Già alle scuole medie mi smarrivo tra le pagine dei quotidiani sportivi sognando, un giorno, di poter girare il mondo per raccontare agli altri le partite di calcio. A 16 anni, equipaggiato di un vecchio walkman, utilizzabile anche come registratore, mi presento alla redazione del giornale del mio quartiere e chiedo di iniziare. Il primo pezzo: inchiesta sul disagio giovanile nella periferia napoletana. Una settimana e due giorni di scuola marinati per completarlo. Le collaborazioni con quotidiani e periodici cittadini continuano fino al 2004, quando arriva il tesserino di giornalista pubblicista. Nel 2006 nasce “la Municipalità”, il mensile di informazione di Napoli occidentale di cui sono co-fondatore e direttore responsabile. In barba a ogni crisi economica la creatura cresce sana e robusta e oggi è assolutamente capace di camminare da sola. Prossima sfida l’approdo nel mondo delle web-tv.

La vita di redazione permette un’osmosi continua con le realtà associative e istituzionali del territorio. Le opportunità sono tante. Su tutte gli scambi culturali con ragazzi di altri paesi. Nel frattempo arriva, con 110 e lode, la laurea magistrale in Editoria, Comunicazione multimediale e giornalismo alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’università Sapienza di Roma. Dopo gli studi vado a vivere a Londra per un po’, cercando di migliorare l’inglese. I due mesi nella capitale europea che più mi sta a cuore sono propedeutici a quella che, con tutta probabilità, resta l’esperienza più affascinante del mio percorso: uno stage di tre mesi presso la di Rai Corporation a New York. Novanta giorni al servizio dell’ufficio di corrispondenza del Tg3. Obama, Onu, il G20, la società americana diventano il mio pane quotidiano. Il top per chi è appassionato di esteri e politica.Il ritorno dagli States coincide con l’ingresso in Cattolica. Master in giornalismo e avvio del praticantato per diventare professionista. Un’opportunità irrinunciabile per accrescere il bagaglio di conoscenze ed entrare in contatto anche con la realtà milanese.
 

fabioforlano@libero.it

Fabrizio Aurilia


Sono Fabrizio Aurilia, ho ventisei anni e sono nato a Roma. Nel 1990 mi sono trasferito a Milano, cambiando casa e clima. Considerata la mia scarsissima dimestichezza con i numeri mi sono iscritto al Liceo Classico Beccaria, istituto storico di Milano. Ho valorizzato la mia propensione per le lettere, scrivendo temi di attualità e partecipando ai dibattiti a scuola. Ho tentato la carriera politica come rappresentante di classe, non facendo però presa sull’elettorato e capendo così di voler stare dall’altra parte, di voler guardare e raccontare. Nel 2002 ho scelto la facoltà di Lettere della Statale di Milano: mi hanno appassionano i corsi incentrati su critica e la teoria della letteratura. Due docenti hanno segnato il mio percorso: Michele Mari, alto letterato, scrittore finissimo, e Giovanni Turchetta, docente di Letteratura e cultura nell’Italia contemporanea e critico letterario, con cui ho realizzato una tesi su L’affaire Moro di Leonardo Sciascia, l’ultimo immenso libero intellettuale italiano.

Nel 2007 sono stato assunto in un service editoriale: dopo gli anni al giornale universitario Vulcano, è stata la prima esperienza retribuita nel giornalismo. Mi sono occupato dell’agenda degli eventi per il quotidiano E Polis e il mensile Automobile; ho realizzato pezzi di costume, attualità, tecnologia, sport e viaggi per ViviMilano, DNews, Panorama Travel. Successivamente ho collaborato con due magazine online. Il lavoro a cui tengo di più è un’ampia intervista al critico e storico dell’editoria Gian Carlo Ferretti: due incontri nella sua casa di Milano, sei ore di immersione nella storia letteraria del nostro Paese. Dopo un’esperienza newyorkese di tre mesi, utile per acquisire dimestichezza con la lingua inglese, nel 2009 mi sono iscritto al Master di giornalismo dell’università Cattolica. Il mio obiettivo è affermarmi nel campo del giornalismo politico e culturale.

fabrizio.aurilia@gmail.com

Cristina Lonigro


Mi chiamo Cristina Lonigro, ho 24 anni e sono nata a Noci, nel sud barese. Nel 2004, dopo la maturità classica, mi sono trasferita a Pavia per frequentare l’università. Ho conseguito la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali e poi quella specialistica in Storia dell’Arte. Entrambe con lode. Durante l’università ho conseguito le certificazioni linguistiche di lingua inglese (First) e francese (Delf). A Pavia sono stata alunna del Collegio Ghislieri. L’esperienza di vita collegiale è stata importante nel mio percorso di crescita, avendo avuto modo di confrontarmi con la diversità di esperienze e studi lontani dal mio campo. Fondamentale per la mia formazione è stata la possibilità di frequentare i corsi dell’Istituto universitario di studi superiori di Pavia. Il contatto con discipline differenti da quella privilegiata, dalla filosofia politica all’antropologia culturale, mi ha permesso di sviluppare una visione problematizzante del passato e della realtà.

Al terzo anno di vita universitaria ho avvertito il bisogno di ricercare spazi dove poter mettere alla prova le mie conoscenze e verificare le mie capacità. È iniziato così un lungo cammino di sperimentazione. Due stage ai Musei Civici di Pavia, una breve esperienza presso una galleria d’arte di Venezia, il tentativo di approcciare il mondo delle case d’asta. I mesi passavano e nulla di ciò che sperimentavo mi permetteva di chiarire quello che avrebbe potuto riempire la mia vita lavorativa. Stavo per iscrivermi all’esame d’ammissione al dottorato in Storia dell’Arte, ma avvertivo una percentuale d’insoddisfazione troppo alta. Volevo continuare ad aver per le mani libri e ricerca ma nel contempo sperimentare una scrittura più dinamica e divulgativa, uscire dall’ampolla di vetro dei miei studi teorici. Poi finalmente la possibilità di scrivere qualche recensione artistica e la scoperta dentro di me di un mondo senza zone d’ombre. Ho iniziato il master in giornalismo dell’Università Cattolica di Milano con il desiderio un giorno di poter scrivere d’arte. Il sogno è sempre quello ma adesso avverto curiosità e gioia nel cimentarmi nel nuovo che ogni giorno mi si prospetta.

 

cristinalonigro@virgilio.it
 

Luigi Serenelli


Mi chiamo Luigi Serenelli e sono nato nel 1982. Vengo da Chianche, un paese in provincia di Avellino che conta circa 500 abitanti. Chianche è anche il luogo da cui sono partito per arrivare all’Università Cattolica di Milano. Prima di arrivare qui ho studiato Scienze Politiche, indirizzo relazioni internazionali, all’Università Orientale di Napoli. Dopo il triennio ho deciso di trasferirmi a Bologna, dove ho conseguito la Laurea specialistica nella stessa materia. Le conoscenze acquisite durante il percorso di studi e la voglia di scoprire mi hanno dato l’impulso a viaggiare.

Sono stato prima in Australia, dove ho lavorato come traduttore non ufficiale e dove ho migliorato la conoscenza della lingua inglese.Tornato in Italia dopo sei mesi, ho continuato a fare traduzioni di testi specialistici sull’ambiente e lo sviluppo sostenibile del territorio. Continuavo, però, ad aver voglia di uscire dall’Italia. Sono andato a Berlino, dove per sette mesi ho lavorato in lingua inglese nella redazione del magazine Exberliner.

La voglia di fare giornalismo è arrivata per caso, dopo questa esperienza. Ho scoperto che mi piaceva raccontare, scoprire, conoscere. Dopo aver concluso con il magazine sono arrivati due mesi di training con l’ufficio di corrispondenza per la Germania e la Polonia dell’AP. In questi due mesi ho avuto un assaggio delle tecniche di scrittura del giornalismo anglosassone. La certificazione di lingua tedesca Telc zertifikat B2 ha segnato la fine dell’esperienza in Germania. Sono tornato in Italia e ho deciso che il mio futuro sarebbe stato in una redazione, magari come inviato in cerca di notizie per scrivere reportage e inchieste. Per questo adesso frequento la scuola di giornalismo dell’Università cattolica di Milano.

 luigiserenelli@gmail.com

Carlotta Garancini


Sono Carlotta Garancini e sono nata 23 anni fa a Vimercate, in provincia di Monza e Brianza. Diplomata al liceo linguistico parlo fluentemente inglese e francese con qualche reminescenza di tedesco, tutte lingue approfondite con numerose vacanze-studio all’estero. Anima romantica, ma determinata, amo l’arte, i romanzi, le poesie e ballo danza moderna da dieci anni.
Mi piace scrivere per la sfida di cercare la parola più adatta ad esprimere quello che vorrei dire, mi piace viaggiare per soddisfare il desiderio di conoscere la varietà del mondo e della gente che lo abita. L’impossibilità, in entrambi i casi, di cogliere l’infinitezza del reale, mi lascia un senso di insoddisfazione perenne.

Quando ho capito che il giornalismo era il modo migliore per colmare questa irrequietezza, ho intrapreso la scalata iniziando a frequentare il corso di Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano e laureandomi lo scorso dicembre. Nell’attesa di tentare il test per il Master in Giornalismo, ho vissuto le mie prime esperienze lavorative. Ho continuato la collaborazione che avevo iniziato durante lo stage universitario con il Giornale di Vimercate, un settimanale locale, e contemporaneamente ho lavorato nella redazione di MbNews, quotidiano di informazione online della provincia di Monza.

Al giornalismo gridato, preferisco il giornalismo che ascolta, che incontra le persone e racconta le loro storie con rispetto per la dignità che appartiene a ogni uomo. Condizione imprescindibile per parlare o scrivere di qualcosa è prima di tutto conoscere e comprendere, per poi far capire soprattutto a chi legge. Credo che il giornalismo sia sempre mediazione del giornalista, ma la mediazione è tanto più onesta quanto più è responsabile e si avvicina alla realtà permettendone al lettore un’interpretazione incondizionata. Negli ultimi anni la mia passione per questa professione è cresciuta, maturando la consapevolezza della funzione sociale del giornalismo che, mettendosi al servizio dei cittadini, permette loro di esercitare diritti e doveri di una democrazia. Così mi sono appassionata alla politica interna ed estera e alle tematiche che riguardano il sociale. Propenso per la carta stampata, ma chissà che durante il master non mi faccia catturare dalla radio o dalla tv.

carlotta.garancini@libero.it

 

Giuditta Avellina


Orgogliosamente siciliana, sono nata a Giarre il 22 agosto di 26 anni fa. La passione per il giornalismo radiotelevisivo mi accompagna sin da quando a quattro anni la domenica conducevo il tg della settimana sul lettone dei miei. E non mi ha più abbandonata. Alle elementari ho creato il giornalino della classe, lo vendevo a 900 lire. Mi sono iscritta al liceo classico, perché amavo scrivere. Ho scritto un romanzo, Fughe da Ferma, che tengo ancora nel cassetto dei ricordi, e ho continuato a incuriosirmi per ogni nuova scoperta. In quegli anni ho conosciuto la politica, la moda, la musica, lo spettacolo e ho deciso che per intervistare i miei miti dovevo conoscere le lingue. Mi sono laureata in Comunicazione Internazionale a Catania e ho imparato a parlare l’inglese e lo spagnolo. Ma la mia passione, restava lì: il giornalismo, in ogni sua forma, in ogni sua voce, in ogni sua sfumatura.

Lasciata a tempo determinato la mia Sicilia mi sono trasferita in quel di Urbino per frequentare la specialistica in Editoria Media e Giornalismo: un anno e mezzo intensissimo dove tra un esame e l’altro, ho scritto articoli, condotto in radio, organizzato eventi di moda, conosciuto media e social network, lavorato come addetto stampa. E realizzato la mia prima vera intervista con GianAntonio Stella, uno dei miei giornalisti preferiti. Lì mi sono laureata con lode con una tesi sul giornalismo 2.0. in cui ho intervistato oltre 50 bloggers e giornalisti e creato un blog sulle nuove tendenze di stile mondiale. Oggi Communifashion ha superato i 32.000 visitatori.

Ormai avvezza ai rigori invernali, ho deciso di trasferirmi in Veneto dove ho tenuto corsi su comunicazione e ufficio stampa e continuato a scrivere per due mensili di informazione locale e un quotidiano. Insomma, ho girato l’Italia da buona emigrante italiana: dalla mia amata Catania a Urbino e poi sino a Milano. Ho pianto, urlato, riso e cantato ma soprattutto ho conosciuto gente, luoghi, colori, sapori nuovi che mi hanno regalato entusiasmi e sorrisi sempre diversi. Poi la scelta di frequentare la scuola di giornalismo: Roma, Bologna o Milano? Ho superato tutti e tre gli esami, reso orgogliosi miei e me stessa, e ho scelto la Cattolica per diventare giornalista professionista. Ho felicemente barattato le Vacanze Romane della Hepburn con un'immersione totale nella patria di Mentana, Berlusconi e Armani. Per unire il sogno di lavorare nel giornalismo radiotelevisivo alla voglia di saperne di più della politica italiana. Ma sempre con un tocco di stile.

giuditta.avellina@libero.it

 

Salvo Catalano


Mi chiamo Salvo Catalano. Ho 23 anni. Sono nato a Catania nel 1986. “Amo la mia città con un rapporto preciso: quello di chi si è innamorato perdutamente di una puttana”. Prendo in prestito le parole del giornalista Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia, per spiegare il rapporto viscerale che mi lega alla Sicilia. Ho vissuto a Giarre fino a pochi mesi fa, cittadina di passaggio a un passo dal mare e a due dall’Etna, il vulcano ma rigorosamente al femminile.

Dopo il diploma di maturità classica, mi sono laureato in Lingue e Culture europee con 110 e lode all’Università di Catania. Qui ho imparato a trasformare la mia passione per la scrittura in pratica giornalistica. Collaboro da tre anni al periodico online catanese Step1, dove mi sono occupato di tutto, in particolare di temi di cronaca sociale e universitaria: l’immigrazione, i problemi urbanistici della città e quelli relativi all’informazione, le manifestazioni studentesche, le riforme della scuola e dell’università. Raccontando, insieme ad altri colleghi della redazione, la storia di una coppia rom accusata ingiustamente di tentato rapimento di una bambina, sono stato finalista al Premio Ischia nella sezione blog del 2009. Grazie al progetto Erasmus ho trascorso sei mesi nella città di Vitoria-Gasteiz, nei Paesi Baschi, esperienza caratterizzante che mi ha legato a quella società dalle molteplici sfaccettature, alla sua storia, ai suoi problemi. Parlo e scrivo con ottima padronanza la lingua spagnola, a cui si aggiunge una buona conoscenza dell’inglese scritto e parlato.

Amo la storia, convinto che la memoria sia necessaria ad interpretare i fatti. Negli ultimi anni ho sviluppato una particolare propensione per le interviste, nella convinzione che dietro questo particolare genere si nasconda la possibilità di andare oltre il semplice individuo per conquistare l’essenza delle persone, e raccontarla nel modo più vero possibile. Intervistare Mario Calabresi, direttore de La Stampa, in occasione del Premio Ischia 2009, è stata forse la più grande soddisfazione. A ottobre 2009 mi sono trasferito a Milano per frequentare la Scuola di Giornalismo dell’università Cattolica, dove conto di perfezionare le mie competenze per essere un buon giornalista, a servizio della verità.
 

salvo_catalano@yahoo.it

Intervista - Da 20 anni Attilio Bolzoni segue per Repubblica la vicenda del fallito attentato a Giovanni Falcone all’Addaura. A mag | zine racconta come è arrivato agli ultimi sviluppi

Giuditta Avellina

Milano fuoriorario

Quando gli uffici si svuotano, qualcuno inizia un nuovo turno

di: Redazione

 

Milano, Cina 

Da dieci anni il cinese si impara al Parco Trotter

di: Dedionigi, Romeo

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