“Inchiesta”

Da Rosarno allo sciopero del 1° marzo


Primo Marzo come Primo Maggio, anzi meglio. E’ questo l’auspicio degli organizzatori del primo sciopero italiano degli immigrati, che in queste ore sta monopolizzando le città italiane da nord a sud.

Quel pasticciaccio brutto dello ZetaLab


A Palermo tutti sanno cosa significa ZetaLab. Non è un acronimo o un modo di dire, è il centro sociale modello dell’integrazione siciliana. Dal 2003 vi risiedono oltre trenta rifugiati politici sudanesi, coinvolti in numerose iniziative socio-culturali. Il 20 gennaio, però, la società Aspasia, affittuaria dell’edificio dove ha sede lo ZetaLab, ha ordinato di sgomberare la struttura. Immediate le manifestazioni di solidarietà a sostegno dei membri del laboratorio, che, solamente tre giorni dopo, hanno rioccupato l’immobile. È solo l’ultimo episodio di un braccio di ferro che dura da nove anni.

 

  • Giuditta Avellina ed Enrico Turcato

 

Cronistoria di un centro di integrazione


La storia del Laboratorio Zeta cominciò nella primavera di nove anni fa. Era il 20 marzo del 2001, il primo giorno di occupazione. «È una data che nessuno di noi dimenticherà mai. Il giorno in cui, ancora non del tutto consapevoli, abbiamo scelto una direzione – spiega Totò Cavalieri, padre fondatore di ZetaLab –. Eravamo un gruppo di persone provenienti da esperienze molto diverse e sapevamo che la guerra, il razzismo, la negazione dei diritti umani e la globalizzazione economica non ci piacevano». Nacque così lo ZetaLab, come centro sociale occupato, come ce ne sono tantissimi in Italia, come è nato anche il Leoncavallo di Milano.

Una strage di Stato


Strage di Stato è il frutto del lavoro di centinaia di militanti di sinistra che, nei mesi precedenti e successivi ai fatti di Piazza Fontana, raccolsero informazioni, testimonianze e dichiarazioni per fornire una chiave interpretativa degli eventi alternativa a quella ufficiale.

Kadim, il clandestino che non può essere espulso


Khadim ha 41 anni e da otto vive e lavora vicino Napoli. Dal 5 gennaio è rinchiuso nel carcere di Civitavecchia e ci resterà per sette mesi. Il reato di cui è colpevole consiste nel non aver ottemperato al decreto di espulsione a suo carico. L’arresto è avvenuto a Fiumicino, dove stava per salire su un aereo con destinazione Dakar.

Cosa accade al giornalismo in Italia


Cronisti in evoluzione - Ordine dei giornalisti, sindacato e direttori di giornali concordano solo su un punto: le prospettive.

di: Enrico Turcato

Intervista - Malalai Joya combatte dal 2003 contro i signori della guerra in Afghanistan. Nel 2005 è diventata una delle 68 donne parlamentari afghane. A mag | zine ha raccontato le sue battaglie.

Fabio Forlano, Andrea Legni

Cowo, lavorare socializzando

Non posti di lavoro, ma posti dove convivono i mestieri

di: Garancini, Lonigro, Peverelli

Milano fuoriorario

Quando gli uffici si svuotano, qualcuno inizia un nuovo turno

di: Redazione

 


Giornalismo: istruzioni per l'uso. 
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