«Condomini buonasera e benvenuti al nostro Tg, FinestrAperta. Dai rubinetti degli ultimi piani, l’acqua esce con pochissima spinta. Infatti si è verificato un problema nel sistema di sollevamento dell’acqua e, per capire di che guasto si tratti, siamo qui nella saletta al seminterrato…».
Si apre così il telegiornale di Teletorre19, la prima tv condominiale interamente realizzata e finanziata da un gruppo di condomini. L’idea è di Gabriele Grandi che in via Casini 4, nel quartiere bolognese di san Donato, dà il via nel 2001 a questo originale esperimento di tv condominiale autoprodotta, senza scopi di lucro e in cui è bandita la pubblicità.
La realizzazione tecnica è semplice ed economica: è sufficiente collegare un videoregistratore o una telecamera a un modulatore di frequenza e trasportare il segnale attraverso un cavo lungo 18 piani, fino all’antenna centrale nell’attico del palazzo. In questo modo il segnale di Teletorre19 raggiunge tutti i 72 appartamenti della Torre.
Così, oltre ai Tg nazionali di Rai e Mediaset, la portinaia del pian terreno o l’ingegnere al terzo piano possono scegliere di vedere FinestrAperta, il notiziario fai-da-te che confeziona news sul condominio e sul quartiere, ma anche approfondimenti culturali e ricreativi. Il tutto nell’arco di un’ora e mezza. Durante la settimana si alternano poi 6 film scelti dai condomini e gli approfondimenti di Spazio Aperto, con le ricette della signora del decimo piano o i servizi che allargano lo sguardo ai problemi della città.
Le salette comuni del palazzo sono adibiti a studi di registrazione e i condomini più intraprendenti si improvvisano conduttori o cameraman, spesso con risultati davvero eccellenti. È nato così un percorso adatto a rompere il rapporto di dipendenza che sempre più tende a legare passivamente i telespettatori al piccolo schermo. Un rapporto in cui si affievolisce la sensibilità critica nei confronti dei contenuti proposti, sia che si tratti di spettacolo, di informazione, o di pubblicità. «La TV ce la facciamo noi. Noi scegliamo i film da vedere. Noi realizziamo i servizi di informazione riguardanti la vita del palazzo e della zona, nella speranza di consolidare il senso di appartenenza alla comunità condominiale che già da prima esisteva e che, a suo tempo, è stata condizione indispensabile per dar vita al “gioco”».
Intervista - Malalai Joya combatte dal 2003 contro i signori della guerra in Afghanistan. Nel 2005 è diventata una delle 68 donne parlamentari afghane. A mag | zine ha raccontato le sue battaglie.
Fabio Forlano, Andrea Legni
Patricio: immigrato, colf, designer
Aziz: immigrato, operaio, cassaintegrato
Malalai Joya è un'attivista politica afghana. Nel 2003, appena venticinquenne, ha fatto parte della Loya Jirga (Grande Assemblea) che venne convocata per scrivere la nuova costituzione dell’Afghanistan: nel suo primo discorso all’assemblea fece scalpore pronunciando un’invettiva contro i signori della guerra che sedevano in aula.
I volti sono sempre gli stessi e le poltrone più ambite pure. Gira e rigira in Italia i nomi dei direttori delle maggiori testate sono sempre quelli, ma quando assisteremo a un vero ricambio generazionale? Chi può dirlo; nel frattempo non resta che lasciarsi cullare da questo valzer dei direttori.