“Interviste”

Karadzic a processo


Intervista- Accusato di crimini contro l’umanità, l’ex leader di Republika Srpska, Radovan Karadžić, a 15 mesi dal suo arresto si è presentato davanti ai giudici. 

di: Bagnoli | Legni

Il caso Karadžić

Luigi Serenelli


Mi chiamo Luigi Serenelli e sono nato nel 1982. Vengo da Chianche, un paese in provincia di Avellino che conta circa 500 abitanti. Chianche è anche il luogo da cui sono partito per arrivare all’Università Cattolica di Milano. Prima di arrivare qui ho studiato Scienze Politiche, indirizzo relazioni internazionali, all’Università Orientale di Napoli. Dopo il triennio ho deciso di trasferirmi a Bologna, dove ho conseguito la Laurea specialistica nella stessa materia. Le conoscenze acquisite durante il percorso di studi e la voglia di scoprire mi hanno dato l’impulso a viaggiare.

Sono stato prima in Australia, dove ho lavorato come traduttore non ufficiale e dove ho migliorato la conoscenza della lingua inglese.Tornato in Italia dopo sei mesi, ho continuato a fare traduzioni di testi specialistici sull’ambiente e lo sviluppo sostenibile del territorio. Continuavo, però, ad aver voglia di uscire dall’Italia. Sono andato a Berlino, dove per sette mesi ho lavorato in lingua inglese nella redazione del magazine Exberliner.

La voglia di fare giornalismo è arrivata per caso, dopo questa esperienza. Ho scoperto che mi piaceva raccontare, scoprire, conoscere. Dopo aver concluso con il magazine sono arrivati due mesi di training con l’ufficio di corrispondenza per la Germania e la Polonia dell’AP. In questi due mesi ho avuto un assaggio delle tecniche di scrittura del giornalismo anglosassone. La certificazione di lingua tedesca Telc zertifikat B2 ha segnato la fine dell’esperienza in Germania. Sono tornato in Italia e ho deciso che il mio futuro sarebbe stato in una redazione, magari come inviato in cerca di notizie per scrivere reportage e inchieste. Per questo adesso frequento la scuola di giornalismo dell’Università cattolica di Milano.

 luigiserenelli@gmail.com

Giuditta Avellina


Orgogliosamente siciliana, sono nata a Giarre il 22 agosto di 26 anni fa. La passione per il giornalismo radiotelevisivo mi accompagna sin da quando a quattro anni la domenica conducevo il tg della settimana sul lettone dei miei. E non mi ha più abbandonata. Alle elementari ho creato il giornalino della classe, lo vendevo a 900 lire. Mi sono iscritta al liceo classico, perché amavo scrivere. Ho scritto un romanzo, Fughe da Ferma, che tengo ancora nel cassetto dei ricordi, e ho continuato a incuriosirmi per ogni nuova scoperta. In quegli anni ho conosciuto la politica, la moda, la musica, lo spettacolo e ho deciso che per intervistare i miei miti dovevo conoscere le lingue. Mi sono laureata in Comunicazione Internazionale a Catania e ho imparato a parlare l’inglese e lo spagnolo. Ma la mia passione, restava lì: il giornalismo, in ogni sua forma, in ogni sua voce, in ogni sua sfumatura.

Lasciata a tempo determinato la mia Sicilia mi sono trasferita in quel di Urbino per frequentare la specialistica in Editoria Media e Giornalismo: un anno e mezzo intensissimo dove tra un esame e l’altro, ho scritto articoli, condotto in radio, organizzato eventi di moda, conosciuto media e social network, lavorato come addetto stampa. E realizzato la mia prima vera intervista con GianAntonio Stella, uno dei miei giornalisti preferiti. Lì mi sono laureata con lode con una tesi sul giornalismo 2.0. in cui ho intervistato oltre 50 bloggers e giornalisti e creato un blog sulle nuove tendenze di stile mondiale. Oggi Communifashion ha superato i 32.000 visitatori.

Ormai avvezza ai rigori invernali, ho deciso di trasferirmi in Veneto dove ho tenuto corsi su comunicazione e ufficio stampa e continuato a scrivere per due mensili di informazione locale e un quotidiano. Insomma, ho girato l’Italia da buona emigrante italiana: dalla mia amata Catania a Urbino e poi sino a Milano. Ho pianto, urlato, riso e cantato ma soprattutto ho conosciuto gente, luoghi, colori, sapori nuovi che mi hanno regalato entusiasmi e sorrisi sempre diversi. Poi la scelta di frequentare la scuola di giornalismo: Roma, Bologna o Milano? Ho superato tutti e tre gli esami, reso orgogliosi miei e me stessa, e ho scelto la Cattolica per diventare giornalista professionista. Ho felicemente barattato le Vacanze Romane della Hepburn con un'immersione totale nella patria di Mentana, Berlusconi e Armani. Per unire il sogno di lavorare nel giornalismo radiotelevisivo alla voglia di saperne di più della politica italiana. Ma sempre con un tocco di stile.

giuditta.avellina@libero.it

 

"Prodi? Tornerebbe solo come figura di garanzia"


Ce ne è una al giorno. Le primarie del Pd, i conflitti di Berlusconi con Tremonti e Lega da un lato, e con Fini dall’altro, l’uscita di Rutelli dal Pd, il grande centro con l’Udc, la nascita di movimenti della società civile che vogliono una “Italia Futura” giurando di non diventare partiti politici.

«Questo governo lascia un vuoto nella lotta alla mafia»


Si chiudono a Roma, dopo tre giorni di lavori, gli Stati generali antimafia. “Libera”, l’associazione di don Luigi Ciotti contro le mafie, ha pubblica un manifesto a chiusura dei lavori.

Fotogiornalismo, come cambia la professione


Il fotogiornalista è un professionista in via d’estinzione? «Con la crisi i quotidiani di mezzo mondo hanno tagliato le spese per le immagini - spiega Leonardo Brogioni, fotoreporter fondatore dell'associazione culturale Polifemo -, ma in genere la proposta di un servizio valido viene accolta dalle testate. È cambiato il modo di lavorare. I fotogiornalisti bravi hanno messo in crisi le agenzie e si sono guadagnati collaborazioni prestigiose. C’è più spazio per i freelance, e lo vediamo anche in tv. Molte emittenti, ormai, utilizzano nei telegiornali anche immagini amatoriali».

Fosse comuni, la Spagna fa i conti col passato


A 33 anni di distanza dalla morte di Francisco Franco, il giudice dell’Audiencia Nacional Baltasar Garzón ha aperto un’inchiesta sui «desaparecidos» della dittatura, ordinando la riapertura delle fosse comuni disseminate in tutta la Spagna. Fra le altre, avrebbe dovuto essere riaperta la fossa in cui venne buttato il cadavere di Federico Garcia Lorca, inviso al Caudillo perché di sinistra e omosessuale. I familiari del grande poeta, che finora si erano sempre opposti ad iniziative del genere, questa volta avevano dato l’assenso. L’apertura è stata però bloccata da una decisione della magistratura, suscitando molte polemiche. mag | zine ha approfondito la questione chiedendo il parere di Alfonso Botti, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Urbino e condirettore della rivista semestrale Spagna contemporanea.

Ascolta l'intervista

  • di Lucia Landoni

 

Spagna 1975, finisce la dittatura di Francisco Franco


Il 20 novembre 1975 muore Francisco Franco, il caudillo di Spagna, al potere dal 1939. Dopo quasi 4o anni di dittatura il paese può finalmente voltare pagina. E' un giorno storico per la nazione, sospesa tra i ricordi di un passato ancora troppo recente e un futuro incerto. Lo scrittore Javier Cercas, autore de I soldati di Salamina, ambientato proprio durante la guerra civile spagnola, racconta cosa ricorda di quei momenti.

  • di Lucia Capuzzi
     
mp3: 

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Denuncia dei malati clandestini: è braccio di ferro


Erano poco più di trecento, ma determinati a farsi notare, con fiaccole e tamburi, tutti dietro lo striscione rosso di Emergency. Sopra c’era scritto “Io non ti denuncio!”, tradotto in inglese, francese, spagnolo e arabo. Medici e studenti il 17 marzo hanno manifestato dall’Università Statale di Milano a piazza Duomo, contro il disegno di legge sul pacchetto sicurezza del Governo. In particolare contro l’emendamento della Lega che abolisce per medici e infermieri il divieto di denuncia dei clandestini che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche, stabilito con la legge Turco-Napolitano del 1998. Un emendamento già passato al Senato che, secondo alcuni, se approvato a Montecitorio, insieme all’introduzione del reato di clandestinità, trasformerebbe i medici in diffusori di dati sensibili contro la propria deontologia professionale, per altri favorirebbe l’integrazione e la cura degli stranieri nel Sistema Sanitario Nazionale.

Joel Andreas, fumetti contro la guerra


Joel Andreas, docente di Sociologia alla University of California e alla Johns Hopkins University di Baltimora, viene considerato uno dei padri del graphic novel. Addicted to war, una feroce satira contro la guerra e il militarismo, ha venduto oltre un milione di copie nei soli Stati Uniti e cotinua a essere ristampato in tutto il mondo. mag | zine lo ha intervistato.

  • di Fabio Bordighi | Rosario Grasso

Intervista - Da 20 anni Attilio Bolzoni segue per Repubblica la vicenda del fallito attentato a Giovanni Falcone all’Addaura. A mag | zine racconta come è arrivato agli ultimi sviluppi

Giuditta Avellina

Milano fuoriorario

Quando gli uffici si svuotano, qualcuno inizia un nuovo turno

di: Redazione

 

Milano, Cina 

Da dieci anni il cinese si impara al Parco Trotter

di: Dedionigi, Romeo

Giornalismo: istruzioni per l'uso. 
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