Passeggiando per le vie di Porta Romana, in pieno centro di Milano, ci si imbatte in “un’anomalia urbanistica” proprio nel cuore della città: Cascina Cuccagna. Costruita nel 1695, la Cuccagna è la più interna tra le cascine di proprietà comunale. Proprio per la sua posizione è stata scelta da un consorzio di nove associazioni milanesi per essere strappata all’abbandono e trasformata in un centro polifunzionale d’iniziativa e partecipazione territoriale. L’obiettivo è aiutare i cittadini a ricostruire un senso di comunità e a ritrovare la loro identità culturale coinvolgendoli in varie attività, costruendo per loro un punto di riferimento e ospitando laboratori ed eventi di diverso genere.

Gli oltre 4000 mq di questa antica cascina ospiteranno tra il 22 e il 24 novembre “Giacimenti Urbani”, una manifestazione culturale alla sua prima edizione progettata e realizzata da Donatella Pavan. Il titolo dell’evento, come spiega la stessa Donatella, «nasce dall’idea che i rifiuti siano i moderni giacimenti di materiale prezioso che può essere sfruttato invece di essere gettato via».  La tre giorni ospiterà diverse mostre, laboratori e incontri che ruoteranno attorno ad alcune idee chiave: la riduzione della quantità dei rifiuti grazie al riutilizzo di ciò che può essere ancora utile, l’individuazione di nuove funzioni per oggetti che si consideravano da buttare e il corretto riciclo di ciò che non può essere davvero più usato.

 

Tra le iniziative proposte nell’ambito di questa manifestazione, alcune sono davvero curiose. Sabato 23 sarà la volta della tavola rotonda Materiali organici: un problema o un’opportunità? Al dibattito prenderà parte l’ingegner Marco Baudino che proporrà la sua idea per la valorizzazione energetica dei rifiuti organici. «Già da molti anni in Svizzera è attivo un progetto che permette di ottimizzare i rifiuti organici trasformandoli in una risorsa piuttosto che in un peso da smaltire», dice Baudino. I rifiuti organici dei ristoranti e dei locali della zona di Silvaplana vengono raccolti e portati in un impianto di biogas dove, attraverso un processo anaerobico (in assenza di aria), vengono trasformati in energia elettrica. Questo metodo, secondo Marco Baudino, offre parecchi vantaggi. «In primo luogo i rifiuti cessano di rappresentare un costo che si traduce in tasse per la collettività. Invece di pagare per smaltirli, infatti, i cittadini possono guadagnare dal loro smaltimento. Si riduce, inoltre, la loro quantità. Infine, la fermentazione del prodotto negli impianti di biogas da origine a un compost, ovvero a del concime, migliore di quelli tradizionali».

 

Inoltre, i dissipatori, ovvero gli strumenti che predispongono il prodotto per essere trasformato negli impianti di biogas, potrebbero essere installati direttamente nelle abitazioni. È naturale chiedersi perché in Italia questo metodo non venga utilizzato. Secondo Baudino si registra «una certa resistenza da parte di società che gestiscono il business dello smaltimento dei rifiuti e che si sentono minacciate da questa nuova tecnica. Ci sono le possibilità per attuarla anche nel Bel Paese, ma bisognerebbe coinvolgere anche chi gestisce la raccolta della frazione organica e iniziare a lavorare insieme».

 

Giacimenti Urbani non presenterà solo progetti avveniristici, ma anche e soprattutto offrirà possibilità concrete per imparare a dare nuova vita agli oggetti. Un gruppo di artigiani sarà infatti a disposizione dei visitatori per dare consigli su come riparare gli oggetti invece di buttarli. Il Politecnico di Milano, infine, presenterà la stampante 3D, uno strumento che permette di “stampare” oggetti tridimensionali partendo da un progetto realizzato al computer. Grazie al questa stampante si potranno realizzare piccoli elementi di giunzione che serviranno a riparare oggetti rotti e a dar loro una seconda vita.