Quando la Forza chiama bisogna rispondere. Non importa se si è fan di Star Wars o no. E ad oggi sono tante le persone al mondo che alla chiamata della Forza hanno risposto, arrivando a impugnare una spada laser come novelli Luke Skywalker. Non è uno scherzo, esiste veramente una specie di accademia per aspiranti jedi. Certo, la spada laser in realtà è un tubo luminoso e non ci sono lezioni di telecinesi, ma i combattimenti che vengono insegnati seguono una tecnica ben precisa, inventata dai maestri Gianluca Longo e Simone Spreafico.

La scherma con spada laser, Light Saber Combat, nasce a Milano nel 2006 per volontà di Gianluca Longo e Simone Spreafico «Ci siamo domandati come doveva funzionare una vera spada laser», racconta Gianluca. «Ci siamo trovati a giocare insieme e a chiederci come poteva funzionare una spada che idealmente, almeno nella nostra fantasia, tagliava qualunque cosa», gli fa eco Simone. È così che nasce la scherma con spada laser, chiamata anche Light Saber Combat.

La data di fondazione è il lontano 2006, quando Longo e Spreafico danno vita all’associazione LudoSport. La città d’origine della disciplina è Milano, ma ormai ha già raggiunto 15 Stati e oltre 50 città diverse. In Italia questo sport è praticato anche a Torino, Roma, Bologna e Caserta, mentre all’estero i Paesi in cui la disciplina è più diffusa sono Inghilterra, Spagna, Francia, Svezia e Stati Uniti. Non mancano luoghi esotici: «Tra i Paesi dove è presente il nostro sport le Hawaii ce lo ricordiamo sempre, perché sono un bel posto. Anche Réunion è una bella isola e siamo arrivati pure lì», confessa Gianluca.

Per ideare le regole del Light Saber Combat Longo e Spreafico si sono affidati alla loro esperienza pregressa nelle arti marziali: «Le discipline che abbiamo praticato sono tante – spiega Gianluca –: dalla Savate alla scherma moderna al Katori Shinto». «L’esperienza nelle arti marziali – aggiunge Simone – ci ha consentito di iniziare uno studio, perché per attivare una pratica sportiva come questa non potevamo copiare un altro strumento. Solo da lì siamo potuti partire ed elaborare una tecnica ad hoc».

La scherma con spada laser è uno sport aperto a tutti, maschi e femmine. Se al cinema abbiamo dovuto attendere il 2015 per vedere finalmente una donna jedi nei panni di Rey, la protagonista di “Star Wars: il risveglio della Forza”, la LudoSport ospitava già da parecchi anni diverse atlete nei combattimenti con spada laser. «Un buon 30% dei nostri allievi oggi è di sesso femminile», rivela Simone. A differenza delle altre discipline di scherma classiche, nel Light Saber Combat uomini e donne gareggiano insieme gli uni contro gli altri. «Noi privilegiamo l’aspetto tecnico, la velocità e la precisione nel valutare i combattimenti – spiega Simone – e in questo, anche con alcuni accorgimenti, maschi e femmine sono abbastanza ad armi pari. Solo due o tre anni fa una ragazza ha vinto il torneo nazionale italiano, battendo i ragazzi».

«Questo sport – aggiunge Gianluca – lo possono praticare anche persone con dei problemi funzionali, ai quali sembrerebbe, noi per carità non siamo medici, ma sembra che la nostra attività li aiuti a socializzare, ad esempio in casi di autismo leggero, e questa è una cosa che ci fa molto piacere».

L’1 e 2 dicembre si è tenuta a Milano la terza edizione del mondiale di spada laser. A vincere è stato Paolo Scalzulli Dall’Accademia LudoSport Alpha di Milano, dove insegnano Longo e Spreafico, è uscito l’ultimo campione mondiale di spada laser, il tecnico informatico Paolo Scalzulli. Il torneo, alla sua terza edizione, si è svolto Sabato 1 e domenica 2 dicembre al centro sportivo Pavesi di Milano, ma sembra che l’anno prossimo il luogo della competizione sarà la Spagna. Scalzulli ha strappato il titolo a Lorenzo Ferrario, ingegnere aerospaziale inserito tra i 30 under 30 più influenti del 2018 dalla prestigiosa rivista Forbes. «È una bellissima sensazione – confessa il nuovo campione del mondo subito dopo la vittoria –, è dura, però ripaga di tutto il lavoro che è stato fatto durante il tempo passato».

L’uomo pratica la scherma con spada laser da 10/11 anni. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, ad avvicinarlo allo sport non è stato il suo amore per Star Wars: anche se ammette di aver visto i film, sostiene di non essere un fan sfegatato della saga. Paolo dice di essere venuto a conoscenza della disciplina per caso: «Ho visto un servizio in tv, se non sbaglio del tg2, a pranzo, e mi son detto: “andiamo a provare, vediamo che cos’è questa follia”. E alla fine mi è piaciuto, mi sono appassionato e da lì è andata avanti».

Italiano è il campione del mondo di spada laser, italiano è lo sport, ma italiana è anche l’attrezzatura. Le divise da combattimento e soprattutto le armi sono in tutto e per tutto un brand made in Italy. La spada laser Polaris è prodotta dal marchio LamaDiLuce ed è stata ideata da Daniele Maggi. Le armi tra cui scegliere per il combattimento sono di tre tipi: spada singola, due spade e a doppia lama. Comunque la si pensi su Star Wars o sullo sport da cui prende origine, è innegabile che il genio italiano emerga anche in questa vicenda, segno che l’eccellenza del made in Italy prende a volte vie non convenzionali arrivando persino ad assumere la forma di una spada laser.