Il sito web di informazione statunitense BuzzFeed sta attraversando uno dei momenti più difficili da quando nel 2006, Jonah Peretti lo mise in rete. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, nei prossimi mesi la società varerà una drastica ristrutturazione con i taglio di 220 posti di lavoro (il 15% dei dipendenti dell’azienda). Conti alla mano, BuzzFeed nell’anno 2018 ha registrato entrate per 300 milioni di dollari, in crescita rispetto al 2017 a detta dello stesso Peretti, per il quale però questi numeri non bastano per farcela nel lungo periodo.

Infatti secondo il Ceo americano il vero problema è contrastare il duopolio Google e Facebook che controllano sia la fase di produzione dei contenuti dell’informazione che la fase di distribuzione.Secondo alcune stime, gli introiti pubblicitari di questi due giganti cresceranno del 75% tra il 2017 e il 2020, contro il 15% di tutte le altre società di news online. Ecco perché una normale crescita degli utili, che ha qualcosa di miracoloso in un contesto di crisi generalizzata dei media, non basta per avere qualche possibilità di farcela se i colossi continueranno a crescere di più.

Ma un simile piano licenziamenti poteva essere previsto? Secondo il sito Thinknum, per capire che il management di Buzzfeed avrebbe dovuto usare la scure sarebbe bastato dare un’occhiata allo ‘stato assunzioni’. Nell’aprile 2017 la testata cercava 185 persone da assunere, nell’ottobre del 2018 invece c’era una sola posizione vacante.

E questi licenziamenti non sono stati nemmeno gli unici annunciati: Verizon Media Group, AOL, HuffPost e altri, prevedono di licenziare circa 800 dipendenti nei prossimi due anni. Due mesi fa, Peretti aveva lanciato l’idea di una sorta di Justice League per l’editoria digitale, che si sarebbe tradotta in «una serie di fusioni con cinque o sei editori di Internet», conglomerato in un BuzzVoxViceNine29Corp . Come dire, per combattere contro dei giganti, bisogna diventare dei giganti.

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