Il successo di Breitbart, il sito di notizie della galassia alt right che ha aiutato Donald Trump a vincere la corsa alla presidenza Usa, può insegnare molto ai giornalisti su come costruire l’audience, influenzare il cambiamento politico e dar vita a nuovi modelli di business. Uno dei fenomeni analizzati nel libro Power is Everywhere: How Stakeholder-Driven Media Build the Future of Watchdog News è il ruolo sempre più importante delle organizzazioni editoriali basate sugli stakeholder, cioè i portatori di interesse, nello stabilire le notizie da trattare e nel definire nuove modalità per attirare il pubblico e ideare imprese editoriali sostenibili.

Ma come si definiscono le organizzazioni editoriali basate sugli stakeholder? Sono media company create e controllate da comunità di individui con gli stessi interessi e le stesse abitudini. È una definizione ampia che accumuna ProPublica e Breitbart, il Center for Public Integrity 30A, realtà mediatiche molto diverse tra loro tranne che per condividere tutte un pubblico appassionato e schierato. Verso il quale, diversamente dai media tradizionali, hanno l’obiettivo di sostenere e incentivare la copertua di temi considerati importanti e centrali nella discussione pubblica. Ruolo che ricoprono apertamente, agendo da sostenitori e avvocati delle cause che interessano i loro lettori. In un certo senso è un ritorno ai media antecedenti gli anni Venti.

Il libro mira ad accrescere la consapevolezza dei giornalisti e degli addetti ai lavori sulle evoluzioni del modello di business che queste nuove tipologie di media company comportano in termini di notizie trattate, accrescimento dell’audience e sostenibilità economica. Infine gli autori indicano come questo tipo di giornalismo assumerà un ruolo sempre più importante nel giornalismo d’inchiesta, poiché i media tradizionali, viste le loro difficoltà finanziarie, vi investiranno sempre meno.

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