Nel 2016, il direttore creativo di Louis Vuitton, Nicholas Ghesquière, decise di far indossare gli abiti della sua nuova collezione Primavera-Estate a una figura femminile amatissima da milioni di persone del mondo e dall’iconica capigliatura rosa: la top model improvvisata si chiamava Claire Farron ma tutto il mondo la conosceva per la sua partecipazione in uno dei franchise di maggior successo del mondo con lo pseudonimo di Lightning. La trovata fu un successo ma, se non avete mai letto un’intervista alla signorina, è perché Lightning non è una persona reale ma uno dei personaggi più amati della saga di videogame Final Fantasy.

Dopo questo primo esperimento, l’abbinamento tra alta moda e gaming non solo non è più stato un tabù ma anzi si è ripetuto in diverse forme negli ultimi anni.

Qualche tempo dopo, per lanciare le Thomas Burberry monogram puffer jacket, il brand britannico Burberry ha per esempio lanciato B-Bounce, un giochino molto semplice in cui, facendo un determinato punteggio, si poteva addirittura arrivare a vincere uno degli esclusivi piumini. Con H-pitchhh invece, giocando a una versione aggiornata del classico gioco del lancio del ferro di cavallo, si poteva arrivare a visitare virtualmente i luoghi più iconici della storia del brand Hermes. Non poteva mancare a questo elenco una maison da sempre attenta ai nuovi trend come Gucci che, all’interno della sua app, inserì una vera e propria sala-giochi, trasformando alcuni classici della storia del videogioco in autentici adv-game.

Durante la pandemia, impossibilitati a creare sfilate-evento, i grandi nomi della moda hanno puntato ulteriormente sul videogioco come strumento di promozione: mentre marchi come Valentino o Uniqlo hanno deciso di comparire in titoli già conosciuti (rispettivamente Animal Crossing: New Horizons e Pokémon Go), Balenciaga è ora pronta però a fare un ulteriore passo in avanti: creare un proprio videogioco .

La guida creativa del brand diventato ormai sorprendentemente un riferimento dello streetwear, il georgiano Demna Gvasalia, aveva d’altronde già dichiarato alla vigilia dell’ultima Fashion Week: “La sfilata in sé è stata nelle regole della moda per decenni. Sento il bisogno di farlo in maniera diversa, così che sia fruibile da un pubblico più vasto. Ovviamente, anche per i professionisti”. Ecco quindi che, dopo la collezione primavera/estate, presentata in un videoclip musicale sulle note della hit del 1983 I Wear My Sunglasses At Night del canadese Corey Hart, Gvasalia è pronto a un nuovo affascinante azzardo.

Il 6 Dicembre la nuova collezione Autunno/Inverno 2020-21 di Balenciaga verrà quindi presentata attraverso un’esperienza videoludica totalmente inedita e di cui si sa ancora poco. Di certo c’è che il nuovo progetto della casa di moda francese si intitolerà Afterworld: The Age of Tomorrow e sarà un gioco ambientato in un futuro prossimo in cui avremmo ritrovato l’armonia con la natura e in cui potremmo ammirare ancora i capi della collezione 2020 di Balenciaga, da tempo ormai impegnata nella ricerca di un’idea del fashion che sia anche al contempo sostenibile . Della trama del videogame in sé per sé al momento si sa solo quello che trapela dalla sibillina nota ufficiale della maison transalpina che recita “La narrazione di Afterworld è ancorata a passati mitologici e futuri proiettati con archetipi senza tempo e immagini speculative“.

Ormai si può tranquillamente dire che tra gli effetti sottovalutati della pandemia c’è anche l’aver accelerato un matrimonio che solo un decennio fa sembrava impossibile tra moda e videogame. Giusto un anno fa, una delle capitali del fashion, Parigi, ospitava non solo sfilate ma anche il campionato mondiale di League of Legends. A trionfare furono, in un accesa finale seguita live da ventimila persone, i cinesi Fun Plus Phoenix, premiati con una coppa di 32 chili contenuta in un esclusivo baule griffato Louis Vuitton che, d’altronde, qualche tempo prima aveva presentato una collezione di abiti pensata apposta per essere indossata dal proprio alter-ego nel videogame. Nel 2014, due anni prima di trasformare Lightning in una sua testimonial, Nicholas Ghesquière aveva d’altronde ricordato come la moda fosse in qualche misura “un gioco”. Sei anni dopo, dargli torto è diventato davvero molto difficile.