Lisa Casali non ha dubbi: l’autoproduzione in cucina è la strada giusta da intraprendere per rispettare la natura e l’ambiente. La eco-food blogger ha appena pubblicato per Gribaudo un volume che ripercorre passo a passo la creazione di cibi naturali. La filiera della produzione della Casali parte sempre dal basso: dal rifiuto, che non va sprecato ma riutilizzato. Nella sua filosofia, c’è poi la consapevolezza della scarsa disponibilità di tempo in una società dove tutti corrono: basta infatti una domenica di pioggia per fare come le formiche operaie, che in estate raccolgono il cibo da consumare quando procurarselo è impossibile o quasi.

 

Da dove nasce il libro Autoproduzione in cucina?

Nasce dall’idea di mostrare ai lettori come sia possibile autoprodurre gli alimenti e conservarli, allungandone anche la vita. è molto importante mangiare sano e in maniera sostenibile.

 

Il problema di oggi è sostanzialmente la mancanza di tempo.

Esatto, ma basta investire una domenica di pioggia per creare cibo da consumare quando siamo super indaffarati e non abbiamo la possibilità di preparare un pasto caldo e genuino.

 

Si riferisce ai surgelati?

Non solo: i cibi possono anche essere facilmente messi sottovuoto.

 

La componente salutistica ha un largo spazio nelle ricette del suo libro.

Sì, per me è molto importante che i prodotti che utilizzo siano sicuri e sani, e abbiano il minore impatto ambientale possibile. Sono una convinta sostenitrice del biologico.

 

C’è poi la componente economica: produrre in casa è davvero più conveniente?

Sì, e ho voluto metterlo in chiaro. Per ogni ricetta indico il risparmio effettivo dell’autoproduzione casalinga. Ho confrontato i prezzi prendendo come riferimento sempre la stessa catena di supermercati. Certo, la percentuale indicata è solo il risparmio economico: ci sarebbe da indicare l’apporto qualitativo!

 

Perché la definiscono una eco food blogger?

Autoprodurre è molto importante per l’ambiente: si evita di usare additivi e si utilizzano solo materie prime sane e naturali. A volte dimentichiamo che i valori nutrizionali dei cibi industriali non sono in linea con il nostro effettivo fabbisogno di nutrienti.

 

È molto importante insegnare questo aspetto della cucina alle nuove generazioni.

Sì, bisogna insegnare ai bambini a mangiare in maniera sana, rispettando l’ambiente. Produrre cibo con i propri figli è molto importante per la loro educazione.

 

Lei parteciperà a “Giacimenti Urbani”, l’evento che si terrà alla cascina Cuccagna dal 22 al 24 novembre a Milano e che punta a sensibilizzare sul riciclo e la trasformazione dei rifiuti urbani. 

Sì, sarò alla cascina Cuccagna venerdì alle ore 18.00 con uno show cooking. Per me è molto importante partecipare a questo evento, perché credo nei valori da loro veicolati, e cioè ridurre, raccogliere, riciclare, ripensare e recuperare per trasformare.

 

Può anticipare qualche ricetta?

Sì, realizzerò il mio cavallo di battaglia: il dado granulare, che si ottiene utilizzando gli scarti di altri alimenti. Cucinerò poi qualche “ricetta gemella”. All’interno del mio libro ci sono infatti piatti che si possono realizzare dagli scarti di altri, che sono appunto i gemelli.

 

Milano è una città attenta alla cucina ecosostenibile?

Sì, nell’ambito della ristorazione c’è un reale impegno, ma la sensibilità dei consumatori è ancora scarsa. Io comunque sono sempre a caccia di ristoranti ecosostenibili.