<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; Giovanni Migone De Amicis</title>
	<atom:link href="http://www.magzine.it/author/giovanni-migone-de-amicis/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 07:23:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>Facebook, tre progetti per aiutare le testate locali</title>
		<link>http://www.magzine.it/facebook-tre-progetti-per-aiutare-le-testate-locali/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/facebook-tre-progetti-per-aiutare-le-testate-locali/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 May 2017 12:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Migone De Amicis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=32053</guid>
		<description><![CDATA[Negli USA, Facebook sta testando nuovi prodotti nel tentativo di connettere i propri utenti con il mondo dell&#8217;informazione locale. Questi test rientrano all&#8217;interno del progetto Facebook Journalism Project. Attualmente sono in fase ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="743" height="518" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/05/facebook-journalism-project-1024x536-e1495545426203.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="facebook-journalism-project-1024x536" /></p><p>Negli USA, <strong>Facebook</strong> sta testando nuovi prodotti nel tentativo di connettere i propri utenti con il mondo dell&#8217;informazione locale. Questi test rientrano all&#8217;interno del progetto <strong>Facebook Journalism Project</strong>.</p>
<p>Attualmente sono in fase di studio tre diversi prodotti. Il primo mira ad unire gli utenti di gruppi legati a specifiche realtà locali con notizie inerenti quel territorio. Il secondo, che viene lanciato oggi, intende <mark class='mark mark-yellow'>offrire a coloro che rendono visibile la propria residenza un <em>badge</em> che li identifichi come <em>local </em>quando commentano la notizia di un editore locale</mark>. Il terzo, infine, aiuterà le persone a trovare più facilmente i gruppi del proprio territorio.</p>
<p>«L&#8217;obiettivo è quello di <mark class='mark mark-yellow'>aiutare gli utenti a scoprire le realtà in cui vivono e creare <em>engagement</em> con le loro comunità</mark>», ha dichiarato un portavoce di Facebook, aggiungendo che «gli editori locali ritengono una priorità trovare nuove strade per connettere le comunità con le notizie che le riguardano».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.poynter.org/2017/facebook-is-testing-products-to-connect-its-users-to-local-news/460391/"><span style="text-decoration: underline;">⇒ Leggi l&#8217;articolo completo su Poynter</span></a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/facebook-tre-progetti-per-aiutare-le-testate-locali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuove partership, Vox in team con ProPublica</title>
		<link>http://www.magzine.it/nuove-partership-vox-in-team-con-propublica/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/nuove-partership-vox-in-team-con-propublica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 May 2017 07:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Migone De Amicis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=31860</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;unione fa la forza. O quantomeno la completezza. Due delle più influenti voci del panorama mediatico online degli Stati Uniti, Vox e ProPublica, assumeranno un video producer comune che lavori ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1117" height="680" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/05/Propublica-Vox-logo-Newslab-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="propublica-vox-logo-newslab-2" /></p><p>L&#8217;unione fa la forza. O quantomeno la completezza. Due delle più influenti voci del panorama mediatico online degli Stati Uniti, <mark class='mark mark-yellow'><strong>Vox</strong> e <strong>ProPublica</strong>, assumeranno un video producer comune</mark> che lavori con il team di <em>Vox</em> per creare prodotti sulla base dei contenuti di <em>ProPublica</em>.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Dall&#8217;elezione di <strong>Donald Trump</strong>, ProPublica ha assistito a un boom di donazioni, grazie alle quali ora può investire in settori prima rimasti ai margini</mark>. La produzione di video per il web con un partner come <em>Vox</em> ne è la dimostrazione.</p>
<p>«Vogliamo produrre video come quelli in cui Vox si è specializzato» ha detto <strong>Eric Umansky</strong>, vicedirettore di <em>ProPublica</em>. Difficile dargli torto, dal momento che <mark class='mark mark-yellow'>su Youtube, Vox ha oltre 2,2 milioni di iscritti e oltre 450 milioni di visualizzazioni (un trend di crescita tra il 65 e il 70%).</mark></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.niemanlab.org/2017/05/vox-and-propublica-are-teaming-up-to-hire-a-video-producer/">⇒ Leggi l&#8217;articolo su NiemanLab</a></span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/nuove-partership-vox-in-team-con-propublica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viral journalism, El Paìs ci prova con Verne</title>
		<link>http://www.magzine.it/viral-journalism-el-pais-ci-prova-con-verne/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/viral-journalism-el-pais-ci-prova-con-verne/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 May 2017 08:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Migone De Amicis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=31940</guid>
		<description><![CDATA[Il web è inondato di siti di news virali che cercano costantemente di truccare gli algoritmi dei motori di ricerca e dei social network nel tentativo di attirare l&#8217;attenzione del ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1004" height="567" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/05/Immagine21.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="immagine2" /></p><p>Il web è inondato di siti di news virali che cercano costantemente di truccare gli algoritmi dei motori di ricerca e dei social network nel tentativo di attirare l&#8217;attenzione del lettore. Per questo <mark class='mark mark-yellow'><strong>El Paìs</strong> ha creato un sito che coniuga il divertimento offerto dai siti virali con l&#8217;attendibilità di un giornale</mark>.</p>
<p>Si chiama come l&#8217;autore di <em>Ventimila leghe sotto i mari</em>, <strong>Verne</strong>, e unisce racconti in prima persona, approfondimenti, quiz e video. L&#8217;idea che sta dietro al progetto è chiara: <mark class='mark mark-yellow'>pubblicare storie che suscitino emozioni e che creino condivisione online. Nulla di diverso da un normale sito da <em>clickbaiting</em>, se non fosse per il severo processo di <em>fact-checking</em></mark> di fonti e informazioni.</p>
<p>Lanciato a settembre 2014, <mark class='mark mark-yellow'><em>Verne</em> ha raggiunto un picco di 6 milioni di utenti unici nei primi sei mesi e ha raddoppiato il suo staff (da 5 a 10 membri)</mark> rimanendo inizialmente indipendente dalla redazione di <em>El Paìs</em>. &#8220;Verne è stato come un laboratorio per il giornale &#8211; dice <strong>Lucia Gonzalez</strong>, direttrice di del sito &#8211; fondendo dinamiche diverse, creando nuove forme per fare informazione online e trattando argomenti tradizionalmente non coperti dal quotidiano&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.niemanlab.org/2017/05/journey-to-the-center-of-the-internet-how-a-viral-site-is-helping-spains-el-pais-adapt-to-the-internet/"><span style="text-decoration: underline;">⇒ Leggi l&#8217;articolo completo su NiemanLab</span></a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/viral-journalism-el-pais-ci-prova-con-verne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le sfide dell&#8217;energia ai confini del mondo</title>
		<link>http://www.magzine.it/le-sfide-dellenergia-ai-confini-del-mondo/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/le-sfide-dellenergia-ai-confini-del-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2017 10:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Migone De Amicis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=31390</guid>
		<description><![CDATA[Centocinquanta anni fa, una nave solcava le acque del canale di Suez per la prima volta. Mancavano ancora due anni all&#8217;inaugurazione ufficiale del passaggio attraverso il Sinai, ma si apriva ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="973" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/04/Russian-icebreaker-off-Oates-Land.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="" /></p><p>Centocinquanta anni fa, una nave solcava le acque del canale di Suez per la prima volta. Mancavano ancora due anni all&#8217;inaugurazione ufficiale del passaggio attraverso il Sinai, ma si apriva in quel momento un punto di svolta epocale nella storia del commercio mondiale. Oggi, 150 anni dopo, una nuova sterzata potrebbe essere alle porte. Ma al posto delle calde sabbie del deserto egiziano, le navi commerciali potrebbero dover fare i conti con i mari semi-ghiacciati del Polo Nord.<br />
<mark class='mark mark-yellow'>Ad oggi esistono due rotte in grado di portare i grandi cargo dal Pacifico all’Atlantico attraverso l’Artico</mark>. Partendo dallo stretto di Bering, tra l’Alaska e il Circondario autonomo della Čukotka, in Russia, le navi provenienti da Giappone o Cina possono virare verso ovest (passaggio a nord-est), navigando lungo le coste della Siberia, fino alla penisola scandinava; oppure a est, prendendo la via dei grandi laghi canadesi, il famoso passaggio a nord-ovest, cercato per secoli dagli esploratori e individuato solo agli inizi del XX secolo.</p>
<p><strong>Climate change</strong> Oggi lo scenario sta mutando radicalmente e non sono in pochi ad imputare la cosa al cambiamento climatico. <mark class='mark mark-yellow'>A marzo 2017, la banchisa artica si estendeva per 14,42 milioni di chilometri quadrati. Può sembrare un numero anche solo difficile da immaginare, ma ciò su cui deve cadere l’occhio è il fatto che, rispetto a dodici mesi prima, all&#8217;appello mancano circa 40.000 chilometri quadrati</mark>. Si tratta, secondo il <strong>National Snow and Ice Data Center</strong> (Nsidc), del peggior mese di marzo in 38 anni di osservazione satellitare. Ancora più preoccupante se si raffronta il dato con la media dell&#8217;estensione dei ghiacci marini artici tra il 1981 e il 2010. Stavolta all&#8217;appello i chilometri quadrati mancanti sono 1.22 milioni. È in queste acque che nei prossimi anni si giocherà una delicatissima partita a scacchi tra le potenze mondiali.<br />
«Se la temperatura globale dovesse crescere di due gradi &#8211; sostiene <strong>Ed Hawkins</strong>, Principal Reasearch Felllow del National centre for Atmospheric Science, in Gran Bretagna &#8211; rischieremmo di avere un Artico effettivamente <em>ice free</em> per quasi tutto l&#8217;anno, con un’estensione della banchisa ridotta a soli 1 milione di chilometri quadrati nei mesi caldi».<br />
Gli accordi presi alla Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, il cosiddetto Cop21, 55 paesi si sono impegnati a mantenere l&#8217;incremento della temperatura media globale sotto i 2 gradi, sforzandosi di abbassarlo a 1,5 gradi. Ma, sempre secondo Hawkins, anche se venissero osservati tutti i parametri sottoscritti nell&#8217;accordo di Parigi, «le rotte marittime attraverso il Polo saranno comunque più aperte di quanto lo siano oggi. Magari non per tutto l&#8217;anno, ma comunque più aperte».<br />
C’è anche però chi non vede così nero. Il professor <strong>Alessandro Vitale</strong>, titolare del corso di Geo-economics of Sustainable Development all’Università Statale di Milano, ha partecipato a numerose missioni polari ed è convinto che i cambiamenti climatici siano più complessi di quanto si pensi comunemente. <mark class='mark mark-yellow'>«I cambiamenti climatici &#8211; dice &#8211; sono decisivi nello sviluppare un interesse internazionale per l’Artico, anche se non si tratta di un fenomeno prevedibile nei suoi sviluppi, né tantomeno gestibile</mark>. Esso dipende da una quantità di fattori che erroneamente vengono ridotti al <em>global warming</em>, ma è invece più legato a fattori locali e “areali” artici». I dati riportati da diverse spedizioni in alcune delle zone più remote del mondo riferiscono infatti di una stabilità climatica costante da centoventi anni, con picchi di gelo saltuari, che esplodono ad anni alterni.</p>
<div id="attachment_31392" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/04/Reterski_BreakingTheIce_Map.jpg"><img class="wp-image-31392 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/04/Reterski_BreakingTheIce_Map-1024x688.jpg" alt="Fonte: The International Expert Council on Cooperation in the Arctic" width="1024" height="688" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: The International Expert Council on Cooperation in the Arctic</p></div>
<p><strong>Opportunità economiche</strong> <mark class='mark mark-yellow'>«Il ritiro dei ghiacci durante i periodi estivi potrebbe portare con sé importanti opportunità economiche &#8211; sentenzia <strong>Nathanael Melia</strong>, ricercatore della University of Reading &#8211; dal momento che le nuove rotte marittime trans-polari ridurrebbero drasticamente (di circa due terzi, <em>ndr</em>) i costi e i tempi di percorrenza dall&#8217;Asia all’Europa</mark>, eliminando il passaggio dal canale di Suez». E gli spazi lasciati liberi dai ghiacci vengono rapidamente occupati da mercantili e navi-container.<br />
Oltre ai passaggi a nord-est e a nord-ovest, ad oggi esiste una terza via che collega lo stretto di Bering al nord Europa. Ma la <strong>Transpolar Sea Route</strong> (TSR), che taglierebbe il Circolo Polare Artico in due, non è ancora percorribile. Non da tutti perlomeno. Oggi è praticabile solo da navi equipaggiate per affrontare i mari ghiacciati e unicamente durante le stagioni calde. Tuttavia i periodi in cui queste traversate sono possibili si stanno allungando sensibilmente e l’assottigliamento degli strati ghiacciati potrebbe permettere in tempi relativamente brevi il passaggio anche a normali imbarcazioni.<br />
Con l’apertura della TSR, dunque, il commercio mondiale si avvia verso una rivoluzione paragonabile all’apertura di Suez del 1869. «Ma, come accadde per il canale egiziano &#8211; ammonisce Vitale &#8211; insieme allo sconvolgimento commerciale, la nascita di nuovi collegamenti fra Europa e Asia ha sempre comportato lunghi periodi di conflitti e tensioni internazionali. Le politiche di controllo su queste potenziali rotte saranno stimolate da appetiti di classi politiche che non vedono l’ora di gestire dall&#8217;alto i nuovi commerci, con un ruolo da protagonista per il Cremlino, in continua tensione con Washington».</p>
<p><strong>Geopolitica </strong>Già, perché l’Artico non è solo acqua, ghiaccio e rotte commerciali. Ma anche &#8211; e soprattutto &#8211; risorse energetiche. <mark class='mark mark-yellow'>Il Polo Nord è senza dubbio tra le più grandi aree inesplorate del pianeta e, secondo la <strong>Russian Geographical Society</strong>, nasconde sotto di sé risorse difficilmente immaginabili</mark>: ad oggi, i ghiacci artici forniscono circa un decimo del petrolio mondiale e un quarto del gas naturale globale. E si parla solo delle coste dei Paesi cosiddetti rivieraschi. Non è un dunque impensabile che Paesi lontani dalle coste artiche come la Cina (ma anche l’Italia) siano interessati agli sviluppi futuri del grande nord. Il caso cinese, in particolare, è emblematico: Pechino ha cercato persino di acquistare terre nell’Islanda settentrionale, nei pressi di Akureyri, per costruire basi finalizzate a controllare la regione e i suoi sviluppi per ragioni energetiche e geostrategiche. «Con lo sviluppo della sua dimensione navale &#8211; sostiene Vitale &#8211; la Cina non avrebbe potuto sopportare l’esclusione dall’<strong>Arctic Council</strong> (il Forum Internazionale che riunisce i governi “artici” e le popolazioni locali, <em>ndr</em>), di cui invece è membro osservatore».<br />
Le risorse energetiche presenti nell’Artico sono quindi ancora tutte da esplorare. Un esempio è l’enorme <em>natural gas field</em> di Shtokman, nel Mar di Barents. Secondo gli esperti si tratta di riserve di grandissima portata. Tuttavia, la crisi che ha investito la Russia, e le conseguenti sanzioni internazionali, ha provocato una battuta d’arresto nella ricerca, nel <em>technology transfer</em> e nella formazione di <em>joint ventures</em> con imprese occidentali, fondamentali per l’innovazione nei processi estrattivi, quali i <em>sea-shelf projects</em> di Rosneft con Exxon Mobil o di Statoil (prima compagnia petrolifera norvegese, <em>ndr</em>) con Eni. «Ecco come le tensioni politiche internazionali provocano lo spreco di enormi potenzialità che l’Artico potrebbe assicurare al pianeta» conclude Vitale.<br />
La partecipazione internazionale alla dimensione artica sta dunque attraendo attori da tutto il mondo, dal Giappone all’Australia, dalla Cina al Brasile. Tutti interessati a giocarsi le proprie carte nella corsa alle sue risorse.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/le-sfide-dellenergia-ai-confini-del-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Titoli, poche parole che fanno la differenza</title>
		<link>http://www.magzine.it/titoli-poche-parole-che-fanno-la-differenza/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/titoli-poche-parole-che-fanno-la-differenza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 08:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Migone De Amicis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=30911</guid>
		<description><![CDATA[Ne leggiamo dozzine, se non centinaia, ogni giorno. Spesso ignorando la storia che li segue e convincendoci che bastino per farci un&#8217;idea di ciò che succede nel mondo. Quando funzionano ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1300" height="864" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/03/10709513-Negative-newspaper-economic-headlines-Stock-Photo-economy.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="10709513-negative-newspaper-economic-headlines-stock-photo-economy" /></p><p>Ne leggiamo dozzine, se non centinaia, ogni giorno. Spesso ignorando la storia che li segue e convincendoci che bastino per farci un&#8217;idea di ciò che succede nel mondo. Quando funzionano bene, i titoli devono convincere il lettore a proseguire nella lettura. <mark class='mark mark-yellow'>Ma sono fondamentali anche per dare una prima chiave di lettura</mark> al pubblico, specificando in poche parole che cosa è importante e perché.</p>
<p>L&#8217;era digitale in cui viviamo ha cambiato anche il modo di scrivere i titoli. Oggi, a disposizione dei giornalisti, esistono nuovi <mark class='mark mark-yellow'><em>tools</em> che aiutano nella scelta dei termini e che testano le diverse possibilità</mark> e scelgono quella che più soddisfa i parametri dei motori di ricerca. Tuttavia, nonostante l&#8217;evoluzione tecnologica, l&#8217;obiettivo del titolo resta lo stesso: attirare l&#8217;occhio e vendere una storia.</p>
<p>Da quelli della fine dell&#8217;Ottocento, piccoli per non sprecare preziosa carta, «si è passati a grandi, provocatori titoli non interessati a fornire i fatti, ma a suscitare un&#8217;emozione» afferma <strong>Teresa Schmedding</strong>, presidente dell&#8217;<strong>American Copy Editors Society</strong>. Se si paragonano i titoli sulla morte di Hitler (<em>Hitler dead</em>) e quella di Osama Bin Laden (<em>We got the Bastard</em>), questo risulta evidente.</p>
<p>Suscitare l&#8217;interesse del lettore nell&#8217;era di internet non sembra più essere sufficiente. <mark class='mark mark-yellow'>Un titolo deve avere il giusto mix di parole,</mark> deve avere un aspetto adatto a ogni piattaforma su cui viene pubblicato e deve rispondere a storie in continua e rapida evoluzione.</p>
<p>Uno studio recente suggerisce che sei persone su dieci condividono contenuti online solo sulla base del titolo. «Se si dice che un&#8217;immagine vale più di mille parole, il titolo è la nuova immagine», conclude Scmedding.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.aljazeera.com/programmes/listeningpost/2017/03/art-evolution-headline-writing-170325085439153.html">⇒ Leggi di più su Al-Jazeera</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/titoli-poche-parole-che-fanno-la-differenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Londra, non tutte le bufale vengono per nuocere. O no?</title>
		<link>http://www.magzine.it/londra-non-tutte-le-bufale-vengono-per-nuocere-o-no/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/londra-non-tutte-le-bufale-vengono-per-nuocere-o-no/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 13:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Migone De Amicis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=30777</guid>
		<description><![CDATA[Una lavagna metallica bianca della metropolitana londinese. La scritta in nero, tratteggiata a mano con un pennarello a punta larga. All terrorists are politely reminded that THIS IS LONDON and ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1356" height="668" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/03/couldanautol.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="couldanautol" /></p><p>Una lavagna metallica bianca della metropolitana londinese. La scritta in nero, tratteggiata a mano con un pennarello a punta larga.</p>
<p style="text-align: center;"><em>All terrorists are politely reminded that </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>THIS IS LONDON </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>and whatever you do to us </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>we will drink tea </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>and jolly well carry on. </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Thank you.</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://twitter.com/Jim_Edwards/status/844889086246703106">(Clicca qui per la foto)</a></p>
<p>La foto è un falso, un prodotto di Photoshop. eppure è stata condivisa da milioni di persone. Il presentatore di <strong>Bbc-Radio 4</strong>, <strong>Nick Robisnon</strong>,<mark class='mark mark-yellow'>ha ritwittato il cartello affermando che &#8220;sarà anche un falso, ma il sentimento delle migliaia di persone che lo hanno condiviso non lo è&#8221;</mark>. L&#8217;idea che un sentimento sia più importante della veridicità di un post sembra essersi fatta strada, con moltissime persone, compresi giornalisti e politici, che sostengono che sottoporre quel cartello a un fact-chacking &#8220;<em>is missing the point&#8221;, </em>cioè perdere di vista ciò che conta davvero<em>.</em></p>
<p>Si può dunque affermare che quella foto rappresenti una bufala? Nel dibattito che si è sviluppato, <mark class='mark mark-yellow'>alcuni hanno sostenuto che il cartello non potesse essere considerato una bufala,</mark> dal momento che non trasmette informazioni su un fatto e non ha intenti negativi o diffamanti. Si parte da qui, su <strong>NiemanLab</strong>, per una veloce ricognizione sui fatti principali dal mondo delle fake news.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.niemanlab.org/2017/03/is-it-still-fake-news-if-it-makes-you-feel-good-yes-yes-it-is-updates-from-the-fake-news-world/">⇒ Scopri di più su NiemanLab.org</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/londra-non-tutte-le-bufale-vengono-per-nuocere-o-no/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Whatsapp Detector, se la bufala corre in chat</title>
		<link>http://www.magzine.it/whatsapp-detector-se-la-bufala-corre-in-chat/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/whatsapp-detector-se-la-bufala-corre-in-chat/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2017 09:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Migone De Amicis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=30533</guid>
		<description><![CDATA[Un software per smascherare le fake news su WhatsApp. Si chiama WhatsApp Detector ed è a disposizione di ogni cittadino colombiano che voglia verificare la veridicità del contenuto di un ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="363" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/03/image1-e1490348509559.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="image" /></p><p>Un software per smascherare le fake news su <strong>WhatsApp</strong>. Si chiama <strong>WhatsApp Detector</strong> ed è a disposizione di ogni cittadino colombiano che voglia <mark class='mark mark-yellow'>verificare la veridicità del contenuto di un messaggio ricevuto sull&#8217;applicazione</mark>.</p>
<p>L&#8217;idea è arrivata dal sito di news politiche <strong>La Silla Vacìa, </strong>che ha un bacino di utenti unici di oltre mezzo milione al mese. «Verificare i messaggi virali su WhatsApp &#8211; dice <strong>Juanita Leòn</strong>, direttore del sito &#8211; soprattutto le catene, che sono molto popolari qui in Colombia, <mark class='mark mark-yellow'>è un modo per entrare in conversazioni alle quali partecipano le persone, per dar loro strumenti per formarsi un&#8217;opinione indipendente»</mark>.</p>
<p>Dal 30 gennaio, <em>La Silla Vacìa</em> ha aperto un account WhatAapp al quale è possibile inviare un messaggio ricevuto e farne verificare l&#8217;accuratezza. Secondo Leòn, <mark class='mark mark-yellow'>la maggior parte dei contenuti sottoposti alla redazione del giornale, il 90% circa, risulta essere non veritiera</mark>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.niemanlab.org/2017/03/to-slow-the-spread-of-false-stories-on-whatsapp-this-colombian-news-site-is-enlisting-its-own-readers/">⇒Leggi di più su NiemanLab.org</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/whatsapp-detector-se-la-bufala-corre-in-chat/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Krueger, 6 consigli per un sicuro engagement</title>
		<link>http://www.magzine.it/krueger-6-consigli-per-un-sicuro-engagement/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/krueger-6-consigli-per-un-sicuro-engagement/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 13:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Migone De Amicis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=30598</guid>
		<description><![CDATA[Quanto conti l&#8217;engagement nel lavoro del giornalista è evidente. Diventata ormai una parola d&#8217;ordine nella professione, il coinvolgimento del pubblico è fondamentale per ottenere la fiducia dei lettori, in particolar ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1027" height="801" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/03/Immagine23.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="immagine23" /></p><p>Quanto conti l&#8217;<em>engagement</em> nel lavoro del giornalista è evidente. Diventata ormai una parola d&#8217;ordine nella professione, <mark class='mark mark-yellow'>il coinvolgimento del pubblico è fondamentale per ottenere la fiducia dei lettori</mark>, in particolar modo nel panorama politico di oggi. E lo si può fare, secondo <strong>Vicki Krueger</strong>, concentrandosi su tre aree specifiche: trasparenza, ascolto e presenza.</p>
<p>Vicki Krueger, a <strong>Poynter</strong> da oltre 20 anni, ha proposto<mark class='mark mark-yellow'>una serie di consigli per migliorare il proprio modo di porsi nei confronti del pubblico</mark>, &#8220;rubati&#8221; da alcuni dei più rilevanti professionisti del mondo dei media americani.</p>
<p>Dai sei modi per diffondere le notizie con maggior forza di <strong>Craig Silverman</strong>, tra i più importanti analisti del web, ai sette fattori che rendono una recensione più efficace di <strong>Eric Deggans</strong>, il critico televisivo della <strong>National Public Radio</strong>.</p>
<p>In questo caso si è concentrata sulle <mark class='mark mark-yellow'>sei domande che, secondo <strong>Jennifer Brandel</strong>, Fondatrice e Ceo di <strong>Hearken</strong>, bisogna farsi per entrare in contatto e attrarre il pubblico</mark>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.poynter.org/2017/6-questions-to-guide-the-way-you-engage-with-your-audience/452901/">⇒Per saperne di più, continua a leggere su Poynter.org</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/krueger-6-consigli-per-un-sicuro-engagement/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Truckbeat, le news viaggiano su camion</title>
		<link>http://www.magzine.it/truckbeat-le-news-viaggiano-su-camion/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/truckbeat-le-news-viaggiano-su-camion/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 10:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Migone De Amicis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=30413</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;è un camion degli anni &#8217;80 che viaggia per il Tennessee. Gli abitanti di Knoxville, terzo centro dello Stato, hanno visto passare e ripassare questo furgone con lo skyline della ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="397" height="222" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/03/admin-ajax-11-e1490184528699.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="admin-ajax-1" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>C&#8217;è un camion degli anni &#8217;80 che viaggia per il Tennessee</mark>. Gli abitanti di Knoxville, terzo centro dello Stato, hanno visto passare e ripassare questo furgone con lo skyline della città e la scritta TRUCKBEAT a caratteri cubitali sulla fiancata. All&#8217;interno, una cabina di registrazione.</p>
<p>È l&#8217;elemento centrale del progetto lanciato da <strong>Jess Mador</strong> insieme alla <strong>WUOT,</strong> la stazione radio pubblica di Knoxville, per <mark class='mark mark-yellow'>uscire tra la popolazione e aumentare la presenza e la capacità di penetrazione nel territorio, viaggiando per street festival, fiere e altri eventi locali</mark>. «Il camion &#8211; ha detto Mador &#8211; è uno strumento fisico e tangibile della comunicazione che, in questo modo, viene portata direttamente dentro una comunità».</p>
<p><strong>Jess Mador</strong> è uno dei 16 produttori indipendenti che, nel novembre 2015, <mark class='mark mark-yellow'>sono andati a lavorare per 15 media pubblici degli Stati Uniti, per raccontare le comunità più isolate</mark> e per il programma <strong>Localore</strong>, portato avanti dall&#8217;<strong>Association of Independents in Radio</strong> (Air) che opera per connettere stazioni e produttori nel mondo dei <em>public media</em>.</p>
<p>Questa edizione del programma, il cui tema portante è &#8220;Finding America&#8221;, trovare l&#8217;America, ha raggiunto già diversi obiettivi, come la realizzazione di una serie di caselle postali a Tucson, Arizona, negli angoli più sperduti e meno battuti dai media locali, per raccogliere storie della comunità, in spagnolo e inglese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.niemanlab.org/2017/03/my-goal-in-public-media-how-16-producers-worked-to-create-more-community-focused-journalism/">⇒ Leggi di più su NiemanLab.org</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/truckbeat-le-news-viaggiano-su-camion/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Guelph, senza giornale si vive bene lo stesso?</title>
		<link>http://www.magzine.it/guelph-senza-giornale-si-vive-bene-lo-stesso/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/guelph-senza-giornale-si-vive-bene-lo-stesso/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 11:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Migone De Amicis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=29037</guid>
		<description><![CDATA[Un anno fa era arrivato l&#8217;annuncio: il Guelph Mercury, giornale &#8220;intensely local&#8220;, uno dei più antichi quotidiani del Canada, non sarebbe stato più pubblicato nella sua edizione cartacea . Nulla ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4368" height="2912" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/02/local-journalism.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="local-journalism" /></p><p>Un anno fa era arrivato l&#8217;annuncio: <mark class='mark mark-yellow'>il <strong>Guelph Mercury</strong>, giornale &#8220;<em>intensel</em>y <em>local</em>&#8220;, uno dei più antichi quotidiani del Canada, non sarebbe stato più pubblicato nella sua edizione cartacea </mark>. Nulla di eccezionale se si pensa all&#8217;attuale situazione dell&#8217;editoria globale, ma particolare se si amplia il contesto.</p>
<p>Guelph non è  un semplice cumulo di case sperduto su una mappa, ma una città di 121.000 abitanti la cui economia cresce di un 1,5% annuo e ha uno dei tassi di disoccupazione più bassi del Paese. In altre parole, l&#8217;habitat ideale per permettere all&#8217;unico quotidiano locale quantomeno di sopravvivere.</p>
<p>Ora, a un anno di distanza, Guelph diventa un caso di studio. Che cosa accade in una città dove le notizie locali non sono più riportate su carta? <mark class='mark mark-yellow'>Come molte edizioni locali, il <em>Mercury </em>garantiva la copertura quasi incessante della politica locale, svolgendo un vero e proprio lavoro da <em>watchdog</em></mark>. Oggi diverse realtà hanno cercato di riempire il vuoto lasciato dal <em>Mercury</em>, ma senza successo.</p>
<p>«Guelph potrebbe assolutamente permettersi un quotidiano cartaceo &#8211; ammettono da uno dei nuovi aspiranti <em>Mercury </em>della città <em>- s</em>e solo la gente lo volesse. I fondi ci sono. I ricavi pubblicitari sono lì.Ma la gente non ne sente la necessità».</p>
<p>La conclusione, sostiene <strong>Rachel Howells</strong>, ricercatrice della <strong>Cardiff University</strong> che ha studiato il fenomeno del giornalismno locale, è che <mark class='mark mark-yellow'> esiste un forte nesso causa-effetto tra la perdita i testate locali, la riduzione della presa di coscienza della la realtà circostante</mark> e il processo di <em>disengagement</em> dalla vita democratica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.niemanlab.org/2017/02/what-happens-when-a-mid-sized-city-loses-its-last-daily-newspaper-guelph-ontario-offers-a-case-study/">⇒ Scopri di più su NiemanLab</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/guelph-senza-giornale-si-vive-bene-lo-stesso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/15 queries in 0.058 seconds using disk
Object Caching 1402/1553 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-17 19:12:15 by W3 Total Cache -->