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	<title>magzine &#187; Giacomo Cozzaglio</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Sesso, questo sconosciuto</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 11:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inchieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo è cambiato con la pandemia, ma è cambiato anche il sesso? Le relazioni filtrate non sono infatti una novità. Oltre alle mascherine, sono sempre più utilizzate anche le ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1100" height="600" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/06/sesso-e-pandemia.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="sesso-e-pandemia" /></p><p>Il mondo è cambiato con la pandemia, ma è cambiato anche il sesso? Le relazioni filtrate non sono infatti una novità. Oltre alle mascherine, sono sempre più utilizzate anche le dating app, luoghi virtuali in cui conoscersi dipende solo dal movimento del proprio pollice. Fra nuovi strumenti e limitazioni inedite, c’è poi chi vive il sentimento in maniera diversa dal 99% della popolazione, andando oltre gli stereotipi di genere. Ma i tabù sulla sessualità sono ancora forti.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Parlarne in un talk, dal titolo <strong>#SexShow</strong> ci è sembrato un modo concreto per cercare di modificare una cultura che impedisce, spesso, di vivere il sesso in libertà. Lo abbiamo fatto anche con due ospiti di eccezione: la psicologa e sessuologa Chiara De Bella e la sociologa Sara Nanetti.</mark></p>
<h2 style="text-align: center;">Guarda <a href="https://youtu.be/FIrR0JkJPm8">qui </a>il talk show sul nostro canale Youtube</h2>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
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		<title>Cineweek XXV: Pasqua di Cristo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2021 13:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ben hur]]></category>
		<category><![CDATA[il vangelo secondo matteo]]></category>
		<category><![CDATA[l'ultima tentazione di cristo]]></category>
		<category><![CDATA[risorto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tempo di Pasqua non è fatto solo di uova di cioccolato, colombe e dove è possibile pranzi in famiglia in una bella giornata di sole primaverile. La Pasqua è ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/04/Lultima-tentazione-di-Cristo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lultima-tentazione-di-Cristo" /></p><p>Il tempo di Pasqua non è fatto solo di uova di cioccolato, colombe e dove è possibile pranzi in famiglia in una bella giornata di sole primaverile. La Pasqua è innanzitutto ricordare l&#8217;evento che rappresenta la speranza nella quale molti confidano: la promessa di una vita oltre la morte. Con il cineweek di questa settimana vogliamo farvi riflettere sulla ricerca del significato autentico della vita, su quanto essa possa essere speciale se vissuta con profondità. Vi auguriamo, quindi, una buona visione e una serena Pasqua a tutti.</p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: L&#8217;ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO</strong></p>
<p>Un Gesù umano, titubante, costretto ad accettare la sua missione per obbedienza nei confronti di Dio padre, è quello raccontato da Martin Scorsese ne L’ultima tentazione di Cristo. Un film che nel 1988, presentato alla Mostra del cinema di Venezia, suscitò numerose polemiche da parte dell’ambiente cattolico, ma che rappresenta un messia empatico e desideroso di una vita comune, caratterizzato dal sentimento che attraversa i più grandi personaggi maschili “scorsesiani”, tormentati dal proprio ruolo e dalla propria morale ma sedotti dalla libertà. Willem Defoe offre un’interpretazione viscerale, appassionata e che potrebbe essere considerata “barbarica”, forse proprio per questa più umana e fragile delle versioni cristologiche dei film di Franco Zeffirelli (Gesù di Nazareth) e Mel Gibson (La passione di Cristo). Fondamentale l’apporto delle musiche “global” di Peter Gabriel.</p>
<p><strong>Disponibile su Google Play</strong></p>
<p><strong>VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: RISORTO</strong></p>
<p>Ci sono storie che iniziano dalla fine. Con Risorto siamo al paradosso: la morte – la fine per eccellenza – è solo il principio. Al contrario di molti altri film incentrati sulla Passione, il protagonista non è Gesù, ma il tribuno romano Clavio, a cui Ponzio Pilato affida l’incarico di ritrovare il corpo del Nazareno, sparito dal suo sepolcro. L’indagine che si dipana a Gerusalemme nei giorni successivi alla resurrezione di Cristo diventa così per il soldato imperiale una ricerca in se stesso, fino a essere testimone della nascita di un nuovo credo che cambia il senso della sua stessa vita. Lo spettatore, come Clavio, arriva alla conclusione ponendosi mille domande e senza riuscire a darsi una risposta. Il mistero e la forza della fede diventano allora due componenti fondamentali su cui forse, alla vigilia di Pasqua, vale davvero la pena soffermarsi a riflettere.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video, Google Play, Netflix e Tim Vision</strong></p>
<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: BEN HUR </strong></p>
<p>La vendetta si nutre di un odio così profondo da rendere incrollabile la volontà di un uomo. Condannato ingiustamente e separato dagli affetti più cari, Ben Hur è un nobile della Giudea colmo di rancore verso colui che riteneva il suo miglior amico, il console romano Messala. Nella sua interpretazione da oscar Charlton Heston riflette le contraddizioni di un uomo in cerca di un senso da dare alla propria vita dopo tante sofferenze. Una domanda lo tormenta in particolare: vivere nell’odio o trovare la pace nel proprio cuore? La vittoria in una corsa di bighe può essere solo una magra consolazione e non un segno divino. Perché in quella terra lontana che vide la testimonianza di Cristo solo i gesti più umili possono essere un miracolo, come offrire dell’acqua ad un povero assetato.</p>
<p><strong>Disponibile su Google Play e YouTube</strong></p>
<p><strong>NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: IL VANGELO SECONDO MATTEO</strong></p>
<p>Ho tenuto da parte questo film per tantissimo tempo, aspettando un’occasione speciale che alla fine non ho mai trovato. E l’altra sera, quando ho acceso lo schermo, ammetto di non essere arrivato preparato per la poesia e la meticolosità che Pasolini ha messo nel Vangelo secondo Matteo. Per essere più diretti: prevedevo un lavoro di raccordo fra gli insegnamenti di Gesù alle trappole economiche e sociali, ma non pensavo che Pasolini li avrebbe legati in un modo così rivoluzionario. La telecamera si muove con uno scopo, poi in modo brusco e goffo torna a una forza mai vista prima, come se sfidasse l&#8217;infallibilità dell&#8217;obiettivo contro l&#8217;enormità del vangelo. Gran parte della bellezza del film, poi, viene dall’interpretazione Enrique Irazoqui, scomparso ieri: un Gesù dall’amore severo ma allo stesso tempo incrollabile.</p>
<p><strong>Disponibile in Dvd e Bluray</strong></p>
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		<title>Ecco Eelume, serpente robot a guardia di cavi e condotte</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 07:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Eelume]]></category>
		<category><![CDATA[Submarine cable]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mondo è attraversato da una rete molto complessa di infrastrutture invisibili all’uomo. Tramite questa rete tutti i continenti sono collegati e interdipendenti tra loro, in particolare per le forniture ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1647" height="970" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/Eelume_Ekstrabilde_U_tekst.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Eelume_Ekstrabilde_U_tekst" /></p><p>Il mondo è attraversato da una rete molto complessa di infrastrutture invisibili all’uomo. Tramite questa rete tutti i continenti sono collegati e interdipendenti tra loro, in particolare per le forniture di combustibili e per le comunicazioni internazionali. Oleodotti, gasdotti, condotte sottomarine e cavi per le telecomunicazioni costituiscono un network la cui estensione non conosce ostacoli e arriva fino alle profondità marine.</p>
<div id="attachment_51075" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/5a3a3edc4aa6b51d008b619a-1334-667-1024x512.png"><img class="wp-image-51075 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/5a3a3edc4aa6b51d008b619a-1334-667-1024x512.png" alt="5a3a3edc4aa6b51d008b619a-1334-667-1024x512" width="1024" height="512" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa dei cavi sottomarini per le telecomunicazioni (TeleGeography)</p></div>
<p>Il problema è la manutenzione, che nel caso di queste reti deve essere costante per evitare danni anche irreparabili. Le condotte sottomarine sono l’infrastruttura sottomarina più sensibile e quella che desta maggiori preoccupazioni circa le conseguenze di eventuali danneggiamenti. Il pericolo maggiore è la fuoriuscita incontrollata di greggio o di gas: l’esempio più recente è stato <a href="https://www.nationalgeographic.it/ambiente/2020/04/deepwater-horizon-dieci-anni-dopo-le-tragiche-conseguenze-dellesplosione-della">l’incidente sulla piattaforma Deep Water Horizon</a> della <strong>British Petroleum</strong> nel Golfo del Messico i cui danni ambientali ed economici, a distanza di più di 10 anni, si sentono ancora in tutta l’area caraibica. Da allora si cerca di trovare nuove strategie sia per interventi tempestivi sia per monitorare costantemente lo stato delle infrastrutture.</p>
<div id="attachment_51095" style="width: 286px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/4722374550_6fffa52b88_k.jpg"><img class="size-medium wp-image-51095" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/4722374550_6fffa52b88_k-286x300.jpg" alt="Riprese della fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, 2010" width="286" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Riprese della fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, 2010</p></div>
<p>Su questo fronte una novità arriva dalla Norvegia. Secondo quanto riportato dalla <a href="https://edition.cnn.com/2021/01/20/tech/eelume-undersea-snake-robot-spc-intl/index.html">Cnn</a>, <mark class='mark mark-yellow'>un distaccamento dell’Università norvegese di Scienza e Tecnologia di Trondheim ha realizzato il prototipo di un “serpente” robotico da adibire al monitoraggio di gasdotti e oleodotti sottomarini.</mark> La forma non è casuale perché consente al robot di operare in spazi ristretti e di muoversi con maggiore agilità. Il robot, chiamato <strong>Eelume</strong>, può operare a circa 500 metri di profondità e dispone di un’autonomia di spostamento fino a 20 chilometri.</p>
<p>Quali sono però le novità introdotte? Secondo <strong>Pål Liljebäck</strong>, <em>chief technology officer</em> della <a href="https://eelume.com/"><strong>Eelume Subsea Intervention</strong></a>, la prima innovazione è lo stazionamento del robot in prossimità dell’area di intervento. Eelume infatti alloggerebbe in un container sottomarino dove può ricaricare le batterie e modificare i moduli che lo compongono a seconda delle operazioni che gli vengono richieste (sonar per ecoscandagli, braccia robotiche per interventi di manutenzione&#8230;). Normalmente per gli interventi di controllo e manutenzione occorre predisporre una squadra e unità sottomarine che devono essere portate sul posto. <mark class='mark mark-yellow'>Eelume, invece, può stazionare sul fondale per 6 mesi ed entrare in funzione indipendentemente dalle condizioni del mare in superficie.</mark> Si tratta di due condizioni che si possono tradurre in maggiore tempestività e in una riduzione dei costi di intervento.</p>
<p>Al momento questa tecnologia è progettata per gli interventi su gasdotti e oleodotti. Tuttavia si è detto che il fondo del mare cela anche i cavi per le telecomunicazioni. Forse in futuro robot simili ad Eelume potranno essere impiegati anche per questo genere di interventi perché un danno a queste infrastrutture avrebbe conseguenze estremamente serie. Osservando la <a href="https://www.submarinecablemap.com/#/">mappa interattiva realizzata da TeleGeography</a>, <mark class='mark mark-yellow'>esistono ben 475 cavi sottomarini e la maggior parte è concentrata tra Europa, Stati Uniti ed estremo oriente.</mark> Un numero così elevato rappresenta la prova del valore non solo economico, ma anche strategico delle infrastrutture lungo i quali viaggiano milioni di informazioni al secondo.</p>
<p>Operare a tali profondità, cioè a temperature proibitive, con scarsa visibilità, correnti molto forti e soggetti a pressioni insopportabili, è pericolosissimo per tecnici umani. Non per Eelume e i serpenti robot, nuovi guardiani degli abissi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turchia, una questione di donne</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 06:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[istanbul convention]]></category>
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		<description><![CDATA[La Turchia è da sempre un ponte tra l’Europa e l’Asia e un crocevia di popoli differenti. Non sorprende quindi che la sua città più importante, Istanbul, fosse stata scelta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="976" height="549" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/117646178_mediaitem117646176.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="_117646178_mediaitem117646176" /></p><p>La Turchia è da sempre un ponte tra l’Europa e l’Asia e un crocevia di popoli differenti. Non sorprende quindi che la sua città più importante, Istanbul, fosse stata scelta per la firma della <em>Convenzione per la prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica</em> l’11 maggio 2011. Il trattato, comunemente noto come <a href="https://rm.coe.int/168046031c"><strong>Convenzione di Istanbul</strong></a>, era un’iniziativa del Consiglio d’Europa, ma la Turchia si distinse come la sua principale promotrice al punto da diventare il primo Paese a ratificarlo.</p>
<p>Il trattato si compone di 81 articoli che si poggiano su <a href="https://rm.coe.int/coe-istanbulconvention-infografic-en-r04-v01/1680a06d0d">4 pilastri</a>: prevenzione, protezione e assistenza dei soggetti a rischio, perseguimento dei responsabili di violenze e coordinamento delle politiche da attuare. Le particolarità del documento sono l’ampiezza del concetto di violenza, comprensiva anche di quella psicologica, e il rilievo dato al contrasto ad ogni genere di discriminazione.</p>
<div id="attachment_51239" style="width: 1024px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/210320051445-tayyip-erdogan-0125-super-tease.jpg"><img class="wp-image-51239 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/210320051445-tayyip-erdogan-0125-super-tease-1024x576.jpg" alt="Recep Tayyip Erdoğan, presidente della Turchia dal 2014" width="1024" height="576" /></a><p class="wp-caption-text">Recep Tayyip Erdoğan, presidente della Turchia dal 2014</p></div>
<p>L’indebolimento dello stato di diritto in Turchia (acceleratosi dopo il fallito golpe del 15 luglio 2016) ha però vanificato qualsiasi effetto pratico della Convenzione. <mark class='mark mark-yellow'>Il 20 marzo il presidente <strong>Recep Tayyip Erdoğan</strong> ha promulgato un decreto che stabilisce il ritiro immediato del paese dal trattato e senza appoggiarsi ad una maggioranza parlamentare come richiesto dai partiti d’opposizione.</mark> La decisione unilaterale del governo di Ankara ha suscitato sgomento nelle principali cancellerie internazionali, ma sono soprattutto le piazze della Turchia il baricentro di una protesta che rappresenta la prova del malcontento per l’ulteriore attacco del leader del partito Giustizia e Sviluppo (AKP) alle libertà fondamentali e ai diritti dell’uomo.[</p>
<p>«Quando la Turchia decise di promuovere la Convenzione di Istanbul la quantità di femminicidi si ridusse di molto. Da allora non è stato però fatto nulla e i femminicidi sono aumentati costantemente». <strong>Zeynep Kiziltunc</strong> è una giovane donna turca, laureatasi in Architettura al Politecnico di Milano. Sebbene viva da tempo in Italia, Zeynep è molto sensibile a quanto sta accadendo nel suo paese, ma senza che l’amarezza danneggi la spontaneità delle sue risposte.</p>
<p>Le domando per quale motivo la Turchia sia passata da principale promotrice a primo paese ad uscire dalla Convenzione. <mark class='mark mark-yellow'>«Il governo ha deciso di ritirarsi per compiacere ai gruppi  più conservatori e legati alla tradizione religiosa» &#8211; spiega &#8211; «Questi affermano che la Convenzione di Istanbul indebolisce i valori della famiglia e promuove le istanze delle comunità LGBTQ nella cultura turca»</mark>. Le motivazioni di chi si oppone al trattato non sono un fatto circoscritto alla Turchia: tra il 2018 e il 2019 <strong>Bulgaria</strong> e <strong>Slovacchia</strong> non l’hanno mai ratificato criticando l’approccio <em>“progressista”</em> del documento ai diritti delle comunità LGBTQ e alludendo a minacce alla famiglia tradizionale. Nell’estate del 2020 la <strong>Polonia</strong> ha dichiarato l’intenzione di valutare un ritiro di Varsavia dalla Convenzione, mentre il parlamento di <strong>Budapest</strong> ha approvato una mozione per impedire ulteriori concretizzazioni del trattato sia in patria sia in altri paesi europei.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>«Lui ha letteralmente detto che la Convenzione di Istanbul non funzionerà perché i valori della famiglia nella società turca devono essere protetti. Ma cosa intende per valori della famiglia? Le donne devono stare a casa? Cucinare per il loro marito e i loro figli? Non dovrebbero lavorare? Non devono fare niente? Solo obbedire alle regole? Obbedire al marito?»</mark></p>
<p>«La Convenzione non è solo per le donne, ma per tutti coloro che hanno bisogno di protezione, i bambini e le comunità LGBTQ ad esempio» sottolinea Zeynep, rimarcando con forza la gravità di un atto che in occidente rischia di essere sottovalutato. Sui media occidentali spesso si tende a raffigurare la Turchia come un paese diviso in due: a occidente coloro che si oppongono alle politiche e alla leadership di Erdoğan e ad oriente i suoi sostenitori. Per Zeynep questa distinzione è solo parzialmente corretta. Però è parlando del presidente che si sente in dovere di far capire le pesanti responsabilità della massima carica dello stato. «Il presidente Erdogan ha praticamente detto che donne e uomini non sono uguali. Non possono essere uguali e che il meglio che le donne possono fare è essere madri» &#8211; racconta &#8211; «Lui ha letteralmente detto che la Convenzione di Istanbul non funzionerà perché i valori della famiglia nella società turca devono essere protetti. Ma cosa intende per valori della famiglia? Le donne devono stare a casa? Cucinare per il loro marito e i loro figli? Non dovrebbero lavorare? Non devono fare niente? Solo obbedire alle regole? Obbedire al marito?». Parlare di Erdoğan fa scomparire l’amarezza in Zeynep, lasciando il posto ad una rabbia a stento repressa e ad una sofferenza tangibile come se anche lei fosse nelle piazze assieme ad altre donne a gridare <mark class='mark mark-yellow'>«vogliamo la Convenzione di Istanbul applicata. Non vogliamo ritirarci. Vogliamo essere protette e non uccise nel cuore della notte».</mark></p>
<p>Il coraggio di queste donne, pronte a sfidare la repressione della polizia pur di far sentire la propria voce, sembra incutere timore a quanti rifiutano di riconoscere alle donne dignità e libertà troppo a lungo negate. Così questi individui danno sfogo ai loro istinti più bassi con commenti offensivi rilanciati sui social network. Con le lacrime agli occhi Zeynep sceglie un solo aggettivo per descrivere questi post: <strong><em>mean</em></strong>, ovvero meschini.</p>
<p>È difficile comprendere l’insensibilità ad un fenomeno come quello dei femminicidi che in Turchia ha raggiunto proporzioni allarmanti: dall’inizio dell’anno sono state uccise ben 77 donne, mentre nel 2020 le vittime sono state 409. Secondo <strong>l’Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> circa il 38% delle donne in Turchia ha subito violenza da parte del proprio partner.</p>
<div id="attachment_51247" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/DSC06846-min.jpg"><img class="wp-image-51247 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/DSC06846-min-1024x682.jpg" alt="DSC06846-min" width="1024" height="682" /></a><p class="wp-caption-text">Donne in piazza contro il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul</p></div>
<p>Eppure in mezzo a tanta sofferenza c’è una piccola speranza. Le ragioni della protesta hanno sensibilizzato molte più persone di quanto ci si potesse aspettare. Ci spiega Zeynep che oltre alle donne si sono uniti studenti, ma anche famiglie tendenzialmente conservatrici che hanno sperimentato in prima persona questo tipo di dolore. <mark class='mark mark-yellow'>Ma allora cosa unisce in una sola lotta persone così diverse tra loro? Zeynep afferma semplicemente che si tratta di «persone che credono nei diritti umani perché questo è un tema che preoccupa molti».</mark> E queste persone sono e saranno sempre di più.</p>
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		<title>CineWeek XXIV: Prigionia e umanità</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 15:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un anno dopo ci prepariamo a vivere il periodo di Pasqua allo stesso modo: chiusi nelle nostre case e con poche attività a nostra disposizione. Questo tempo di pandemia ci ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="898" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/WhatsApp-Image-2021-03-27-at-14.54.23.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="WhatsApp Image 2021-03-27 at 14.54.23" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Un anno dopo ci prepariamo a vivere il periodo di Pasqua allo stesso modo: chiusi nelle nostre case e con poche attività a nostra disposizione.</mark> Questo tempo di pandemia ci ha fatto scoprire i due volti delle nostre abitazioni. Rifugi sicuri, senza dubbio. Ma a lungo andare anche mura di una prigione di cui siamo allo stesso tempo tempo detenuti, guardie e direttori. <mark class='mark mark-yellow'>Questa settimana il CineWeek ci porta nel mondo delle carceri per ricordare a noi stessi che anche se rinchiusi non possiamo dimenticare né chi siamo né la nostra dignità.</mark> Buona visione.</p>
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<p><strong>VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: LE ALI DELLA LIBERTÀ</strong></p>
<p>Ma Andy Dufresne è colpevole o innocente? Con quella faccia da santarellino sembra impossibile che abbia ucciso la moglie e l’amante con cui l’ha colta in flagrante. Le porte della prigione di Shawshank si spalancano davanti a lui e per vent’anni resta chiuso tra le mura del carcere, diventando pian piano un punto di riferimento per gli altri reietti e per il direttore Norton. Eppure, d’improvviso, sparisce dalla propria cella come un fantasma senza lasciare traccia. In questo straordinario adattamento di uno dei racconti di Stephen King, la storia è tutta tesa a dimostrare quanto l’ingiustizia, la corruzione e il riscatto sociale possano essere strettamente intrecciati tra loro. Non bisogna trovarsi per forza dietro le sbarre per sentirsi prigionieri del mondo: bastano le semplici convinzioni altrui a rendere l’essere umano schiavo di una maschera che non gli appartiene. La ricerca della libertà è questo: spezzare le catene fisiche e psicologiche che condannano a impersonare un ruolo che non ci è proprio. Mai la <em>tagline</em> di un film fu più vera: “La paura può tenerti prigioniero, la speranza può renderti libero”.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
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<p><strong>GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: ORANGE IS THE NEW BLACK</strong></p>
<p>All&#8217;idea di carcere si associa fin troppo spesso quella di prigionieri uomini e incattiviti, pronti a sfoderare insieme tutta la propria criminalità e mascolinità tossica. Il carcere, però, può essere anche femminile. Ecco allora una serie il cui microcosmo, la prigione appunto, è popolato da sole donne, ma le tematiche non si esauriscono certo nella loro vita da recluse. C&#8217;è invece anche molto spazio per trattare temi di giustizia sociale, attraverso digressioni sulla vita delle singole protagoniste ma anche vicende ancorate al presente ed a questioni molto più ampie, come la privatizzazione delle carceri negli Stati Uniti o, nelle ultime stagioni della serie, la detenzione di migranti del Centro-America. Molte emozioni e grande caratterizzazione dei personaggi, insomma, ma anche un magistrale impegno nel raccontare un&#8217;America dai mille problemi socio-culturali, dal sempiterno razzismo alla brutalità di polizia e forze di sicurezza.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
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<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: IL CASTELLO</strong></p>
<p>«Un castello può avere un solo re». È questa legge di natura alla base dello scontro tra il generale Irwin e il colonello Winter. Condannato alla detenzione in una prigione militare, Robert Redford interpreta un generale che cerca di riscattarsi restaurando la dignità e la fierezza di essere soldati nei detenuti. Perché aver servito sotto le armi è qualcosa che non può essere cancellata, nemmeno dal più spietato dei direttori carcerari. Ma questa volta la ricompensa per la vittoria non è la fuga verso la libertà o l’assoluzione da una condanna ingiusta. Si tratta di qualcosa di ancora più prezioso: essere riconosciuti come uomini in grado di rialzarsi dai propri errori e recuperare il proprio onore. Così da essere ricordati come veri compagni d’arme.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
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<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: IL PROFETA</strong></p>
<p><em>Il profeta</em> è l’opera più importante del grande regista francese Jacques Audiard, un vero e proprio sovvertitore delle regole dei generi, in questo caso il &#8220;prison movie&#8221;. Il diciannovenne Malik (Tahar Rahim) entra in carcere da analfabeta, senza contatti, ma presto intuisce che per evitare di soccombere deve stare alle regole dei più forti, abbracciando una completa educazione all’illegalità e alla malavita. Il protagonista diventa un uomo in carcere, applicandosi, studiando, imparando a relazionarsi con i meccanismi del potere e a delinquere: un autentico racconto di formazione, dove si rimane in piedi soltanto grazie alla scelta di non sfuggire all’inevitabilità dello scontro e del sangue. Crudo e allergico ai moralismi, Audiard è però sempre attento al fattore umano: il percorso criminale di Malik è vissuto come una graduale presa di consapevolezza di sé.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p><strong>NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: FEMALE PRISONER #701 SCORPION</strong></p>
<p>In generale, ho smesso di guardare i trailer ormai da qualche anno, quindi mi capita spesso di vedere dei film pensando che siano una cosa per poi ritrovarmene di fronte un’altra molto diversa. Con Female Prisoner #701: Scorpion sapevo che avrei guardato qualcosa di sperimentale e ambientato in una prigione, ma non immaginavo mica che si trattasse di una specie di apologia della misoginia – talmente estrema da diventare prima un manifesto femminista, e poi una roba talmente anarchica da sfuggire a ogni tipo di categorizzazione. Dopo essere stata incastrata dalla persona che amava, Matsuo finisce in una prigione femminile dove le donne vengono punite per il loro essere donne: subiscono cioè una serie di violenze talmente eccessive che le sue scene di stupro, intuibili dato il contesto, quasi risultano le meno provanti per lo spettatore. Ci sono stati diversi momenti in cui mi sono sentito male, ma alla fine neanche poi così tanto: è stata più che altro una questione di inserirsi dentro una narrazione davvero malata. Il resto è cinema.</p>
<p><strong>Disponibile in blu-ray</strong></p>
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		<title>CINEWEEK XXIII: IL MARE</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2021 14:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[captain phillips]]></category>
		<category><![CDATA[cast away]]></category>
		<category><![CDATA[jaws - lo squalo]]></category>
		<category><![CDATA[master and commander]]></category>
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		<description><![CDATA[«Cazzare le scotte dell&#8217;albero di trinchetto! Pronti a virare a dritta!». Il mare ha da sempre attirato l&#8217;uomo: per la sua vastità, per le storie epiche che lo riguardano, per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1016" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/WhatsApp-Image-2021-03-17-at-17.34.06.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="WhatsApp Image 2021-03-17 at 17.34.06" /></p><p>«Cazzare le scotte dell&#8217;albero di trinchetto! Pronti a virare a dritta!». Il mare ha da sempre attirato l&#8217;uomo: per la sua vastità, per le storie epiche che lo riguardano, per le creature che lo abitano, per le battaglie che si sono combattute. Andare per mare significa diventare protagonisti di un romanzo d&#8217;avventura e di formazione in grado di donare agli uomini grandi ricompense. Abbiamo provato tutte queste emozioni seguendo il sogno della Luna Rossa all&#8217;America&#8217;s Cup e questa settimana le rendiamo ancora più vive con 5 proposte marine. E allora, LEVATE L&#8217;ANCORA! MOLLATE GLI ORMEGGI! PREPARARSI A SALPARE!</p>
<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: MASTER AND COMMANDER &#8211; SFIDA AI CONFINI DEL MARE</strong></p>
<p>«Questa nave è la nostra patria. Questa nave è l’Inghilterra». Per il capitano Jack Aubrey il comando non è un semplice obbedire agli ordini, ma un duello personale con il suo avversario fino agli angoli più remoti dell’oceano. Il nemico? Una nave corsara al soldo di Napoleone diretta nel Pacifico. Russel Crowe interpreta magistralmente un uomo di mare combattuto tra il senso del dovere, la responsabilità verso l’equipaggio e l’amicizia con il medico di bordo (Paul Bettany). A colpire lo spettatore è soprattutto il viaggio tra suoni così diversi, ma perfettamente collocati come un grande mosaico sonoro: i rombi dei cannoni, il vento, il mare in tempesta, la musica suonata dai protagonisti… Si comprende allora quanto una nave e il suo equipaggio siano il riflesso del proprio paese che tutti sono chiamati a difendere. E allora c’è solo un ordine da attendere: «Ai posti di combattimento!!!»</p>
<p><strong>Disponibile su Chili, Dvd e Infinity TV</strong></p>
<p><strong>VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: CAST AWAY</strong></p>
<p>Le acque cristalline e le spiagge bianche del Pacifico sono un sogno per tutti. La natura, però, sa essere crudele e il mare riesce a trasformare l’acqua da culla della vita a strumento di morte. In Cast Away Tom Hanks diventa un contemporaneo Robinson Crusoe che dopo un terribile incidente aereo si vede intrappolato su un’isola sperduta. Da efficiente impiegato della FedEx a naufrago che urla trionfante dopo aver acceso il primo fuoco, il passo può essere incredibilmente breve. Tutt’intorno il protagonista è il mare, nemico splendido e implacabile che riesce quasi a spezzare l’animo umano, riuscendo d’altro canto a spingerlo a superare i propri limiti. Il mare è anche la distanza da casa, dall’amore e dalla normalità. Tornare alla vita di sempre non potrà mai essere semplice dopo essere stati accarezzati dall’oblio degli abissi oceanici.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video e DVD</strong></p>
<p><strong>GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: JAWS &#8211; LO SQUALO</strong></p>
<p>Centinaia di denti, pelle ruvida come carta vetrata, un naso che percepisce le contrazioni dei muscoli e due occhi neri senz&#8217;anima. Non c&#8217;è dubbio, se c&#8217;è un animale che sembra essere stato concepito come una macchina per uccidere, questo è sicuramente il grande squalo bianco. Sembra averlo capito bene Steven Spielberg, che già a metà anni 70 ha deciso di cavalcare la paura irrazionale per queste imponenti creature portando sui grandi schermi Lo Squalo, o Jaws, &#8220;Fauci&#8221;, in lingua originale. Il film, che vede un&#8217;isola tenuta sotto assedio da un enorme squalo bianco, è qualcosa di più del semplice racconto di un manipolo di uomini che decidono di braccare un animale. Il fascino immortale di questa produzione, infatti, sta nel raccontare l&#8217;infinita lotta e l&#8217;eterno contrasto tra l&#8217;ingegno dell&#8217;uomo e la forza brutale della natura, rappresentata dall&#8217;immensità di un mare in tempesta tanto quanto da un&#8217;enorme creatura mangia uomini. Kant parlava di sublime dinamico, ovvero di quella sensazione che l&#8217;uomo prova di fronte a fenomeni naturali la cui forza e la cui violenza pare incalcolabile. A quasi 50 anni dall&#8217;uscita di questa pellicola, la sensazione trasmessa è ancora quella. Non servono mostri alieni o robot giganti per sentirsi piccoli, a volte basta uno squalo bianco riprodotto interamente con effetti speciali artigianali.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video, Google Play e YouTube</strong></p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: RESTA CON ME</strong></p>
<p>Una drammatica lotta disperata tra l&#8217;uomo e la natura di 41 giorni, un&#8217;opera struggente e di sopravvivenza, dove l&#8217;antagonista è l&#8217;oceano, profondo e infinito, mentre i protagonisti sono i suoi prigionieri dispersi. Alternando due piani narrativi, quello del passato sentimentale e quello del presente catastrofico, il film evita di rendere prevedibile l&#8217;evoluzione di una vicenda nota, quella di una coppia che nel 1983 si imbatté nella furia dell&#8217;uragano Raymond, dovendo convivere con la mancanza di mezzi di comunicazione, affrontando la lontananza dalla terraferma. Il cuore di Resta con me è Shailene Woodley, nel ruolo di una giovane donna sportiva, avventurosa, indomita: poche attrici under 30 possiedono le stesse sfumature drammatiche, la stessa complessità espressiva ed emotiva.</p>
<p><strong>Disponibile su TimVision</strong></p>
<p><strong>NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: CAPTAIN PHILLIPS</strong></p>
<p>Tom Hanks è uno di quegli attori talmente bravi e versatili da avere almeno una decina di film in cui “ha fatto l’interpretazione della vita”. Captain Phillips è forse fra le meno conosciute di una carriera quasi infinita: è tratto da una storia vera, e racconta dell’assalto di un gruppo di pirati somali a una nave cargo battente bandiera americana nel 2009. E la storia sta tutta qui, di fondo, col capitano della nave, interpretato da Hanks, che prova a far uscire la propria ciurma da questa situazione. Però c’è Hanks, dicevamo, e quindi quella che potrebbe essere una faccenda stereotipata, per quanto drammatica, finisce per diventare una storia su un uomo bravo a fare il proprio lavoro, ma che deve prendere decisioni difficilissime, che a volte si rivelano anche sbagliate – coi rischi, e i brividi, che ne conseguono.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix e RaiPlay</strong></p>
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		<title>OFF THE RADAR – DIECI PEZZI DA NON PERDERE #44</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2021 08:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuova puntata di Off the Radar e nuovo giro intorno al mondo a caccia di storie interessanti. Storie di chi ha perso tutto e ora prova a rialzarsi, come il primo cantante degli ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="809" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/Bicicletta.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bicicletta" /></p><p>Nuova puntata di <strong>Off the Radar</strong> e nuovo giro intorno al mondo a caccia di storie interessanti. Storie di chi ha perso tutto e ora prova a rialzarsi, come il primo cantante degli Iron Maiden, di chi ha pensato di mollare ma è ancora in pista, come la pluricamionessa olimpica Laura Kemny e di un Paese che viene da dieci anni di inferno, la Siria, ma ha voglia di rinascere. Se allacciate le cinture, possiamo partire. Buona lettura!</p>
<p>A <strong>Darayya,</strong> in <strong>Siria</strong>, la rinascita dalla guerra passa anche attraverso i <strong>libri</strong>. <strong><a href="https://www.theguardian.com/news/2021/mar/16/words-have-the-power-to-heal-syrias-rebel-librarians">Guardian</a></strong></p>
<p>La vita sfortunata di <strong>Paul Di’Anno</strong>, primo cantante degli <strong>Iron Maiden</strong>, finito in miseria e in sedia a rotelle. Ora chiede ai fan di aiutarlo a risollevarsi. Letteralmente <strong><a href="https://elpais.com/cultura/2021-03-20/el-calvario-del-mitico-cantante-de-los-primeros-iron-maiden.html">El País</a></strong></p>
<p>Dagli allenamenti al buio al titolo di campionessa di <strong>arti marziali</strong>. La storia di <strong>Ruqsana Begum</strong>. <strong><a href="https://www.bbc.com/sport/mixed-martial-arts/56276628">Bbc</a></strong></p>
<p>L&#8217;Europa rischia di diventare una colonia digitale di Usa e Cina.<strong> </strong>L&#8217;allarme di<strong> Francesca Bria</strong>, esperta di innovazione e consigliera di Ursula Von der Leyden. <strong><a href="https://www.lavanguardia.com/cultura/20210320/6535485/next-generation-francesca-bria-barcelona-datos-inteligencia-artificial.html">La Vanguardia</a></strong></p>
<p>Lo scorso gennaio è morto <strong>6Dogs</strong>, rapper 21enne di Atlanta, lasciando dietro di sé un album postumo, <strong><em>RONALD</em></strong>, e un’eredità che potrebbe cambiare l’approccio al <strong>rap</strong> negli Usa. <strong><a href="https://www.nme.com/features/6-dogs-posthumous-album-ronald-benny-blanco-2901140">NME</a></strong></p>
<p>Dal <strong>ciclismo</strong> al <strong>basket</strong>, passando per il <strong>calcio</strong>: la piccola <strong>Slovenia</strong> continua a sfornare campioni di livello mondiale. <strong><a href="https://www.clarin.com/deportes/explica-fenomeno-deportivo-esloveno-pais-joven-pequeno-atletas-brillan-mundo_0_p7p0ON7E-.html">El Clarín</a></strong></p>
<p>L’industria della <strong>cybersorveglianza</strong> è uno dei pilastri dell&#8217;economia israeliana. Ecco com’è lavorare e opporsi a questo settore legato all’esercito. <strong><a href="https://restofworld.org/2021/inside-israels-lucrative-and-secretive-cybersurveillance-talent-pipeline/">Rest of World</a></strong></p>
<p><strong>Roald Dahl</strong>, scrittore amatissimo e vendutissimo ma controverso. A 30 anni dalla sua morte, i suoi discendenti si scusano per le sue frasi antisemite. È troppo tardi? <strong><a href="https://time.com/5937507/roald-dahl-anti-semitism/">Time</a></strong></p>
<p>Quattro volte campionessa olimpica di ciclismo.<strong> Laura Kemny </strong>stava quasi per mollare. A <strong>Tokyo</strong>, cercherà di fare la storia. <strong><a href="https://www.theguardian.com/sport/2021/mar/17/laura-kenny-interview-cycling-tokyo-olympics">Guardian</a></strong></p>
<p>Sono sempre sotto i nostri occhi, ma non ci facciamo mai caso. Cosa nascondono i <strong>volti</strong> raffigurati sulle <strong>banconote</strong>? <strong><a href="https://www.nationalgeographic.com/history/article/what-can-faces-on-currency-tell-us-about-country">National Geographic</a></strong></p>
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		<title>Usa, radio lancia software che riporta atti dei council</title>
		<link>http://www.magzine.it/usa-radio-lancia-software-che-riporta-atti-dei-council/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2021 08:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[radio michigan]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Radio Michigan, una NPR (National Public Radio) station sta testando un database dove raccogliere le trascrizioni delle riunioni dei consigli cittadini dello stato. Si tratta di un’idea nata da un gruppo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2047" height="1365" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/49300917816_c9609d309a_k.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="49300917816_c9609d309a_k" /></p><p><strong>Radio Michigan</strong>, una<strong> NPR (National Public Radio)</strong> <strong>station</strong> sta testando un database dove raccogliere le trascrizioni delle riunioni dei consigli cittadini dello stato. Si tratta di un’idea nata da un gruppo di giornalisti radiofonici per risolvere un paradosso: <mark class='mark mark-yellow'>le assemblee comunali sono aperte al pubblico, ma i verbali delle riunioni sono quasi introvabili</mark>. Questo problema rende molto difficile il lavoro dei reporter che si occupano di notizie locali, creando un notevole deficit di informazione per il pubblico.</p>
<p>L’idea di trascrivere file audio non è nuova e infatti già esistono software che servono a questo scopo, sia a pagamento sia gratuiti. Anche le società che compongono il cartello di Big Tech mettono a disposizione dei propri utenti tool simili. Tuttavia nemmeno un gigante come<strong> Google</strong> domina il mercato e nemmeno il gigante di Mountain View offre un prodotto totalmente affidabile: secondo quanto riportato da un articolo di <a href="https://venturebeat.com/2021/03/08/debate-over-accuracy-of-ai-transcription-services-rages-on/">Venturebeat</a>, l’accuratezza delle sue trascrizioni oscilla tra il 79,8% e il 90,9%. Il tema rilevante della precisione è il motivo della scelta dei giornalisti di Radio Michigan di creare un proprio software e di metterlo a disposizione soltanto dei colleghi.</p>
<p>Al momento l’esperimento permette di coprire un’area limitata compresa tra i laghi Erie e Michigan, ma il database che sta nascendo potrebbe fornire informazioni utili anche a reporter esterni.</p>
<div id="attachment_50957" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-09-193033.jpg"><img class="wp-image-50957 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-09-193033-1024x608.jpg" alt="Immagine 2021-03-09 193033" width="1024" height="608" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;area coperta dalle varie frequenze di Radio Michigan</p></div>
<p>Lo strumento in questione si chiama <strong>Minutes</strong> ed è stato progettato dal <strong>digital tech specialist</strong> di Radio Michigan, <strong>Brad Gowland</strong>. Il software è in grado di effettuare una trascrizione delle riunioni partendo da un audio o un video di qualsiasi provenienza. Nel corso dell’operazione il sistema crea dei paragrafi corrispondenti a circa 45 secondi di sbobinatura in maniera tale da isolare temi specifici e renderli più facilmente individuabili da quanti effettuano ricerche mirate e non necessitano dell’intero documento. In questo modo diventa anche possibile collocare le parti trascritte che interessano all&#8217;interno del video o audio integrale, consentendo quindi l&#8217;asportazione dei segmenti desiderati.</p>
<p>Naturalmente una piccola emittente statale non potrebbe conservare un archivio completo di tutte le assemblee cittadine dello stato, ma un primo passo è stato fatto: attualmente l&#8217;audio proveniente da 42 città non viene eliminato dopo la trascrizione, ma viene riutilizzato per i feed dei podcast di Radio Michigan.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su </strong><a href="https://www.niemanlab.org/2021/03/michigan-radios-new-tool-makes-news-buried-in-city-council-meetings-easier-to-find/"><strong>Niemanlab</strong></a></p>
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		<title>OFF THE RADAR – DIECI PEZZI DA NON PERDERE #43</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 08:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna Off the Radar, la rubrica di Magzine dedicata ai migliori longform internazionali. Anche questa settimana vi proproniamo un giro del mondo in 10 tappe. Si parte dalla Russia dove ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/willie-nelson-3262926_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="willie-nelson-3262926_1920" /></p><p>Torna <strong>Off the Radar</strong>, la rubrica di <strong>Magzine</strong> dedicata ai migliori longform internazionali. Anche questa settimana vi proproniamo un giro del mondo in 10 tappe. Si parte dalla Russia dove lo Zar Vladimir Putin è alla prese con il primo serio calo di consenso per arrivare in Sudafrica, dove un altro governo non esattamente popolare deve combattere con il Covid e soprattutto con il crimine organizzato, che ha messo gli occhi sui vaccini. Scienza e fantascienza ci portano inevitabilmente in Asia. Questo e altro ancora nel 43esimo numero di OTR. Buona lettura!</p>
<p>Ascesa e declino di <strong>Vladimir Putin</strong>, dai fasti di inizi 2000 al più basso livello di popolarità toccato dopo l’arresto di <strong>Alexey Navalny</strong>. <strong><a href="https://www.ft.com/content/59498c92-799f-4c61-ac2e-77e7e302cc32">Financial Times</a></strong></p>
<p>La pandemia ha spinto gli “atleti della domenica” ad avvicinarsi a sport non di contatto, come il <strong>tennis</strong> e il <strong>golf</strong>. Entrambi i movimenti sapranno cogliere la palla al balzo? <strong><a href="https://www.nytimes.com/2021/03/11/sports/tennis/tennis-golf-participation-pandemic.html">New York Times</a></strong></p>
<p>A 25 anni dall’uscita nelle sale, <strong><em>Birdcage</em></strong> di Robin Williams è ancora una pietra miliare nel raccontare l’essere gay sul grande schermo. <strong><a href="https://www.bbc.com/culture/article/20210310-the-birdcage-at-25-a-pioneering-moment-in-mainstream-cinema">Bbc</a></strong></p>
<p>L&#8217;incredibile storia di <strong>Son-Heung-min</strong>, calciatore sfuggito alla leva militare obbligatoria per aver trascinato la <strong>Corea del Sud</strong> alla vittoria dei <strong>Giochi Asiatici</strong> del 2018. <strong><a href="https://www.fourfourtwo.com/features/son-heung-mins-incredible-journey-to-the-top-how-the-tottenham-star-made-it">FourFourTwo</a></strong></p>
<p>Il dominio dei cieli e forse anche la conquista dello spazio dipendono dalla corsa ad un nuovo tipo di arma: i <strong>missili ipersonici</strong>. <strong><a href="https://www.aljazeera.com/features/2021/3/9/project-force-hypersonic-weapons-and-the-new-space-race">Al Jazeera</a></strong></p>
<p>Il più giovane e famoso <strong>scrittore di fantascienza</strong> cinese, <strong>Chen Qiufan</strong>, racconta di sé e dell’ispirazione fornita dal proprio Paese, che sta investendo miliardi nell&#8217;A.I. <strong><a href="https://www.wired.com/story/science-fiction-writer-china-chen-qiufan/">Wired</a></strong></p>
<p>Senza codici a barre e a rischio furto. Il <strong>Sudafrica</strong> si prepara a combattere una guerra contro il crimine organizzato per salvare i <strong>vaccini anti Covid</strong>. <strong><a href="https://elpais.com/planeta-futuro/2021-03-09/el-reto-de-sudafrica-para-proteger-de-la-delincuencia-sus-vacunas-contra-la-covid-19.html">El País</a></strong></p>
<p>L’evoluzione della <strong>musica country</strong>, da genere tipicamente bianco e molto conservatore che sta cercando di diventare più inclusivo e di sopravvivere nell&#8217;era dello streaming. <strong><a href="https://pitchfork.com/thepitch/country-music-is-changing-in-spite-of-itself/">Pitchfork</a></strong></p>
<p>Estate 1995. Un campo arido e senza recinzione, niente spogliatoi e un manipolo di giocatori scartati da grandi squadre di baseball. Così nacquero gli <strong>Yonkers</strong>, il peggior team di sempre. <strong><a href="https://www.mlb.com/news/featured/the-worst-baseball-team-ever">Mlb</a></strong></p>
<p>Da specie a rischio estinzione a guardiane della natura selvaggia. L’incredibile storia delle <strong>pantere della Florida</strong>. <strong><a href="https://www.nationalgeographic.com/magazine/article/florida-panthers-return-imperiled-by-development-feature">National Geographic</a></strong></p>
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		<title>CINEWEEK XXII: REGISTI ITALIANI</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 08:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[dogman]]></category>
		<category><![CDATA[il commissario montalbano]]></category>
		<category><![CDATA[la notte]]></category>
		<category><![CDATA[palombella rossa]]></category>
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		<description><![CDATA[Hollywood è spesso stato definito il luogo dove si fabbricano i sogni. Ma il cinema è un&#8217;arte che non può restare rinchiusa entro i confini di un singolo paese. Il ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="690" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/WhatsApp-Image-2021-03-13-at-09.47.42.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="WhatsApp Image 2021-03-13 at 09.47.42" /></p><p>Hollywood è spesso stato definito il luogo dove si fabbricano i sogni. Ma il cinema è un&#8217;arte che non può restare rinchiusa entro i confini di un singolo paese. Il grande schermo non rappresenta soltanto attori, trame o scenografie, ma soprattutto rende reale lo sguardo e la personalità più profonda del regista.<mark class='mark mark-yellow'> Questa settimana abbiamo scelto cinque grandi autori italiani, proponendovi per ognuno un&#8217;opera significativa. Buona visione</mark> .</p>
<p><strong>ANNAROSA LAURETI CONSIGLIA: LA NOTTE</strong></p>
<p>«È davvero incredibile quando non si ha più voglia di fingere ad un certo momento». L’essenza de La Notte si dispiega sin dai primi minuti, nelle parole lapidarie pronunciate sul letto di morte da un caro amico della coppia protagonista. L’amore tra Giovanni e Lidia è giunto ormai al capolinea e per i due è preferibile rinunciare alla propria esistenza piuttosto che ammetterlo. Nel secondo atto della trilogia dell’incomunicabilità, Michelangelo Antonioni racconta un’élite annoiata, incapace di cambiare, completamente immersa nel vortice dei riti e delle convinzioni borghesi. L’unica speranza per salvare un matrimonio risiede nel triangolo amoroso, nel tentativo di tradimento per innescare invano la gelosia dell’altro. Fredda e austera è invece la risposta dell’amato, i cui sentimenti sono ormai irrimediabilmente grigi e spigolosi come le geometrie dei sontuosi palazzi milanesi.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: DOGMAN</strong></p>
<p>Il pugno nello stomaco di Matteo Garrone. Una sintesi implacabile tra tenerezza e crudeltà, tra romanticismo e cinismo: il destino degli sfortunati è la miseria. E il disegno di un cineasta disperatamente alla ricerca della verità degli sguardi, dei piccoli gesti e delle sfumature, è assolutamente inedito per il cinema italiano, lontano dagli stereotipi del neorealismo e dal sensazionalismo pulp, affettuoso nei confronti del meraviglioso protagonista (Marcello Fonte, premiato con merito al Festival di Cannes per la miglior interpretazione maschile), ma senza concedere alternative di fuga alla sua gabbia esistenziale. Un grande film, spietato e senza epica, ma con il respiro ampio di un racconto che parte dal particolare per farsi popolare e universale.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: IL COMMISSARIO MONTALBANO</strong></p>
<p>La Sicilia è un’isola ricca di fascino, di contraddizioni e di tutte quelle emozioni in grado di turbare e confortare ogni persona. Descritto mirabilmente dalla penna di Camilleri, questo mondo diventa il palcoscenico dei casi del commissario Montalbano nella piccola città di Vigata. Ma il regista Alberto Sironi non ha voluto offrire un semplice noir sullo sfondo della terra di Sicilia. Fin dalla battuta «Montalbano sono» si comprende che la vera trama è la vicenda umana del protagonista, il suo lavoro, i rapporti con i colleghi Mimì, Fazio e Catarella, la fidanzata Livia, gli uomini e le donne incontrate durante le indagini… Ad affascinare è il fatto che i personaggi non sono eroi senza macchia o paura, ma esseri umani. Essi hanno i loro pregi e i loro difetti e solo grazie ad entrambi sono realmente vivi.</p>
<p><strong>Disponibile su Dvd</strong></p>
<p><strong>GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: YOUTH &#8211; LA GIOVINEZZA</strong></p>
<p>Tutto inizia con un compositore in pensione, esortato da un rappresentante della corona inglese affinché diriga un concerto delle sue stesse musiche in onore della regina. Il fulcro del film, però, non è la trama, ma più che altro i personaggi e la potenza delle loro emozioni. Interamente ambientato in un resort di lusso in Svizzera, Youth costruisce un ritratto sfaccettato e a tratti poetico della vita umana, concentrandosi su figure sulla via del tramonto ma che non vogliono rinunciare alle proprie arti e passioni. Il tutto ovviamente è incorniciato alla perfezione da un&#8217;incredibile reparto registico, che ritrae paesaggi semplicemente memorabili ed emoziona con giochi d&#8217;inquadratura e con i sali-scendi della splendida colonna sonora. Per comprendere la grandezza del cinema di Sorrentino, è un film da vedere assolutamente.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p><strong>NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: PALOMBELLA ROSSA</strong></p>
<p>C’è un grande equivoco attorno a Palombella Rossa, che credo derivi dalla sua trama. Secondo Wikipedia il film parla della “crisi ideologica della sinistra italiana, durante la fine dei due blocchi, giocata sulla perdita di memoria del protagonista, metafora sull’identità perduta da parte del vecchio Partito Comunista Italiano”. Ecco, è vero, ha ragione Wiki, ma tutta questa cosa – che suona parecchio come una noia mortale – in realtà viene messa sullo sfondo fin dall’inizio, in un film che parla di molto altro – come della pallanuoto, e di chi ti tifa contro, e dei dolci, e della pizza al taglio, e dell’utilizzo pigro e dilagante della lingua italiana, e delle “merendine di quand’ero bambino che non torneranno più! E i pomeriggi di maggio, le merendine con pane e cioccolata! Mamma! Mia madre! Mia madre non tornerà mai più! Il bordo di pollo quand’ero malato, gli ultimi giorni di scuola prima delle vacanze… Vienimi a prendere mamma!”. Palombella Rossa è il film più sperimentale di Nanni Moretti, ed è quello che mi commuove più spesso per come riesce a ricordarmi di come le crisi esistenziali esistano e riguardano tutti, e di quanto la politica – quella vera, non quella dei circoli – sia qualcosa da esercitare ogni giorno, in ogni azione quotidiana. E poi Franco Battiato, vabbè. Grazie Nanni Moretti: mi hai cambiato la vita.</p>
<p><strong>Disponibile su Dvd e Google Play</strong></p>
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