Forse si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel del caro energia. La diminuzione dei prezzi del gas sui mercati ha mostrato i suoi effetti anche in bolletta. Come ha comunicato ieri l’Arera, l’autorità che regola il prezzo dell’energia nel mercato tutelato, a gennaio una famiglia tipo pagherà il 34,2 % in meno rispetto al mese di dicembre 2022. Ma una buona notizia dopo mesi di rialzi in termini di effetti finali non compensa del tutto gli alti livelli di prezzo raggiunti nell’ultimo anno. Tra febbraio 2022 e gennaio 2023, la spesa del gas risulta di circa 1.76 euro in più rispetto ai dodici mesi equivalenti dell’anno procedente; si tratta dunque di un aumento del 36%. Ma in che modo l’autorità competente per energia decide il prezzo delle bollette? Magzine.it l’ha chiesto a Chicco Testa, presidente di Assoambiente che spiega:

“È molto semplice, c’è un mercato all’ingrosso del gas, dove i prezzi sono trasparenti e visibili da tutti e sulla base di quello, Arera fissa le tariffe. In aumento prima e ora in diminuzione perché il prezzo del gas è crollato negli ultimi due mesi. Altri contatti, invece, sono a prezzo variabile e quindi registrano mese per mese le variazioni del prezzo più meno come fa Arera. Ogni azienda attacca propri servizi e agevolazioni. Bisogna essere bravi a destreggiarsi. Adesso ci sono vari portali, compreso quello di Arera che comparano le varie offerte come ad esempio Facile.it. Sono comparatori che fanno un ottimo lavoro di comparazione di vari tipi di contratti sulle base delle proprie esigenze e aspettative”.

Bollette del gas più alte ma non così tanto a gennaio. Tre le cause: l’inverno mite, il crollo della domanda del consumo industriale e i nuovi accordi tra il governo italiano e l’Algeria per le forniture del 2023

Per quanto riguarda le prossime bollette e cioè quella del gas relativa ai consumi di febbraio, che si conoscerà ad inizio marzo, e quella della luce che scatterà il 1° aprile del 2023, molto dipenderà dalle scelte del governo. Il 31 marzo terminano, infatti, gli aiuti previsti finora e l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sta valutando un cambio di strategia e sconti che siano legati al calo dei consumi.

Come mai ci troviamo di fronte ad un calo significativo dei prezzi? Sono tre i principali motivi: il primo è imputabile ad un inverno mite con temperature quasi primaverili in ampie zone del continente. Questo sta abbassando la domanda di gas per il riscaldamento ed evita che si debba prelevare gas dagli stoccaggi che così restano su buoni livelli. Il secondo, invece, è il crollo della domanda del consumo industriale che in Italia nel 2022 ha fatto registrare un -15% ma che nel mese di dicembre è stata attorno al -30%. Il calo dei consumi industriali non è legato al clima ma ai prezzi alti che hanno costretto le imprese a diminuire i consumi.

Il terzo motivo, infine, è dato dalle condizioni dell’offerta: le temperature miti hanno infatti alleggerito la situazione del sistema elettrico che non ha subito sin qui, particolari stress. Non c’è stato bisogno quindi, come invece si temeva in caso di freddo, di supplire con energia elettrica da centrali a gas. Intanto l’Italia si sta muovendo sul fronte geopolitico per diversificare le scorte: è partito il raddoppio del T.A.P (Trans-Adriatic Pipeline) per espandere la capacità da 10 a 20 miliardi di metri cubi annui al 2027. Il governo sta sondando il terreno anche in Nord Africa con il già citato piano Mattei, una collaborazione più stretta con le nazioni nordafricane per l’approvvigionamento di gas e petrolio.