Da anni, le principali testate del mondo si stanno chiedendo come poter sostenere i propri costi senza andare in rosso ma, anzi, avendo un bilancio in attivo. Se in Italia la risposta non è ancora stata trovata, in Gran Bretagna e Stati Uniti i grandi quotidiani hanno intuito che la fidelizzazione del lettore passa per il divertimento.

A febbraio, il Guardian ha lanciato Puzzle, un’app a pagamento (3,50 sterline al mese) che rientra nella sua strategia di abbonamento con cui offre un nuovo schema di sudoku al giorno e 15 cruciverba ogni settimana. L’obiettivo è conquistare due milioni di sostenitori paganti entro il 2022. Allo stesso modo il New York Times ha già raggiunto un milione di sottoscrizioni attraverso le app Crosswords e Cooking, lanciate addirittura nel 2016.

Come è possibile catturare e mantenere questo interesse mostrato dagli abbonati? I quotidiani hanno fatto sì che le app sul mercato avessero una modalità multi giocatore, così da rendere più coinvolgente l’esperienza e incitare implicitamente il passaparola tra potenziali lettori. Un’ipotesi confermata dal Wall Street Journal, che l’anno scorso ha scoperto come il gioco riduca la possibilità che un utente disdica l’abbonamento.

Il lancio di queste app rappresenta un punto di svolta per i quotidiani, che centrano con una sola mossa due scopi: ricavare profitti per sostenersi , ma senza essere costretti a realizzare servizi giornalistici costosi perché attingeranno a un archivio di contenuti già prodotti.

La formula funziona e negli Stati Uniti è diventata un must. Chissà che prima o poi questo modello non sbarchi anche in Italia.

 

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