Al teatro Dal Verme per la cerimonia degli Ambrogini d’oro c’era anche la Fondazione Ambrosianeum. L’associazione culturale cristiana, fondata nel 1946 da un’idea dell’allora Cardinale di Milano Alfredo Ildefonso Schuster e di due esponenti della società civile quali Enrico Falk e Giuseppe Lazzati, ha ricevuto infatti l’attestato di civica benemerenza assegnato dal comune di Milano.

«L’idea che il comune di Milano attraverso le sue istituzioni ci attribuisca questa onorificenza è una conferma che le iniziative dell’associazione sono un lavoro di servizio alla città». È Marco Garzonio, Presidente della Fondazione a commentare l’assegnazione del premio che come tradizione sarà consegnato il sette dicembre, giorno in cui i milanesi celebrano Sant’Ambrogio.

Tra le motivazioni che hanno portato Palazzo Marino ad attribuire questa onorificenza ci sono sicuramente i Rapporti sulla Città che la Fondazione Ambrosianeum pubblica annualmente in volume. «Siamo l’unica istituzione che dagli inizi degli anni Novanta monitora con continuità e grande attenzione le trasformazioni socio-culturali di Milano. Un reference book con cui verificare i fenomeni che attraversono la città, avendo sempre un tema molto preciso che viene declinato in tutte le sue articolazioni».

«Le prospettive di Milano sono di grande ripresa. La città si trova in un momento fortunato sia per il successo di Expo sia per le sue radici. Al recupero sul piano economico deve corrispondere anche un rilancio della dimensione sociale, culturale e politica del città. I cittadini meneghini dovrebbero recuperare lo spirito innovatore della Milano del secondo dopo guerra. Dopo le distruzioni e la fine della barbarie del nazi-fascismo la città fu attraversata da una ripresa di tipo culturale, in cui furono rilanciati i contenuti che avevano portato alla Resistenza e che nel 1946 faranno dell’Italia una democrazia parlamentare compiuta».

L’attestato di benemerenza civica sarà sicuramente un incentivo per la Fondazione Ambrosianeum a continuare la sua attività. «Il nostro lavoro si muove nel solco della tradizione. Tuttavia le esigenze della fondazione si adeguano alle trasformazioni che coinvolgono la città. Basti pensare al fenomeno dell’immigrazione. Negli anni Cinquanta Milano divenne crocevia dei flussi migratori interni, provenienti dal meridione. Oggi la situazione è radicalmente cambiata.

L’immigrazione arriva naturalmente per via di quelle trasmigrazioni di tipo biblico che caratterizzano questo periodo storico. La Fondazione lavora per promuovere i valori dell’accoglienza, della solidarietà e dell’integrazione sociale dello straniero. Non bisogna infatti dimenticare la dimensione internazionale di Milano che è presente fin dai tempi di Ambrogio. E non un caso che infatti la Fondazione si chiami Ambrosianeum».