Le mappe sono un ottimo strumento per illustrare con maggiore chiarezza fatti e concetti: spesso, tuttavia, non riescono ad assolvere pienamente alla funzione di spiegare alcuni fenomeni.

È importante che i giornalisti sappiano quando utilizzarle e soprattutto sappiano distinguere tra una mappa che non necessita di ulteriori spiegazioni per illustrare una notizia da una mappa che invece può integrare un articolo, ma che da sola non sarebbe troppo chiara.

Oggi i reporter hanno a disposizione moltissimi strumenti per informare nella maniera più efficace tramite le mappe: Google Maps, MapBox, Carto e ArcGIS sono solo alcune delle piattaforme utilizzabili.

Prima di creare una mappa, comunque, ci sono alcune domande che un giornalista dovrebbe porsi.

1. Che cosa posso mappare?

Oggi le istituzioni che mettono a disposizione i propri database sono moltissime: basta andare nella sezione “Amministrazione trasparente” sui siti delle regioni e dei comuni per imbattersi in fogli excel che riguardano ogni genere di argomento. Dalle opere pubbliche ai dati ecologici, dalle statistiche sociali alle sovvenzioni erogate. Scaricando un foglio excel, dopo averlo opportunamente riordinato, lo si può inserire nei tool per la realizzazione delle mappe. Se stiamo cercando un dato in particolare, si può inviare una richiesta specifica: le istituzioni sono tenute a rispondere.

2. Quale storia voglio raccontare?

Prima di tutto, bisogna pensare a cosa i lettori vorrebbero sapere, e a come comunicarglielo. I colori e le mappe “di calore” possono illustrare le tendenze di una data area geografica nel tempo: Citylab, ad esempio, ha illustrato quali zone dell’area di New York verranno sommerse con il progredire del surriscaldamento globale.

3. Come coinvolgere i lettori?

Vogliamo che i lettori vengano a conoscenza di un fenomeno limitato nel tempo, o vogliamo che continuino a tornare sulla mappa che abbiamo creato per vederne gli aggiornamenti?

Se desideriamo che il pubblico ritorni, o se vogliamoillustrare come le cose cambino nel corso del tempo, dobbiamo assicurarci di continuare a raccogliere informazioni regolarmente. Mano a mano che una mappa si sviluppa, possono emergere nuove tendenze.

Questi strumenti sono ancora nella loro fase embrionale: ma in un momento storico in cui l’ecosistema dei media è permeato da retoriche faziose, incertezza sulle fake news, e minato dall’infinito scorrere delle notizie sui social media, gli strumenti per veicolare storie locali assumono un ruolo vitale per aiutare i cittadini a comprendere i rischi, le opportunità, la storia e le gioie dei luoghi in cui abitano.

 

=> Continua a leggere su MediaShift